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Giaime Pintor

(1919-1943) È stato un letterato, un intellettuale e un traduttore, oltre che precocissimo, tra i più preparati e brillanti della sua generazione. Nato a Roma, vi ritornò a metà degli anni Trenta, dopo aver trascorso parte della fanciullezza e dell’adolescenza a Cagliari, per terminare gli studi liceali e laurearsi, collaborando sin dal 1938 a importanti riviste con poesie, recensioni, traduzioni e critiche letterarie e di costume. Chiamato alle armi, all’inizio del 1941 fu destinato alla Commissione d’Armistizio con la Francia con sede a Torino. Qui divenne, insieme a Leone Ginzburg, Cesare Pavese, Massimo Mila e Felice Balbo, uno dei collaboratori di primo piano della neonata casa editrice Einaudi, per la quale curò tra l’altro la pubblicazione del Saggio sulla rivoluzione di Carlo Pisacane e le Considerazioni sulla storia di Nietzsche. Trasferito all’inizio del 1943 nella sede della missione militare italiana presso il governo di Vichy, vi rimase, senza mai interrompere la sua attività di traduttore, recensore e saggista, fino al luglio dello stesso anno, quando rientrò a Roma. Dopo l’8 settembre, partecipò alla difesa della città dall’attacco tedesco, per poi attraversare le linee e raggiungere a Brindisi il re e il maresciallo Badoglio. Deluso dalla loro inerzia, passò quasi subito a Napoli, appena liberata da un’insurrezione popolare, e collaborò al tentativo del generale Pavone di costituire una formazione di volontari battente bandiera italiana. Fallito quel progetto, accettò la proposta del comando inglese di guidare un piccolo gruppo di soli italiani attraverso la linea di guerra, e cadde ucciso da una mina nel corso della missione. Oltre alle traduzioni e alle curatele già citate, di lui ci sono rimasti gli scritti raccolti in Sangue d’Europa (1950), Il colpo di Stato del 25 luglio (1974, ripubblicato nel 2013 col titolo L’ora del riscatto. 25 luglio 1943), Doppio diario (1978, di prossima pubblicazione un’edizione critica curata da Maria Cecilia Calabri), e C’era la guerra (2000, epistolario con Filomena d’Amico).

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