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    Quindici racconti scritti con intelligenza e ironia, la cui cifra comune – un filo rosso che unisce tutte le storie, solo apparentemente distanti – è la rappresentazione di relazioni umane: uomini e donne che hanno vissuto o vivono insieme; genitori e figli; amici; semplici conoscenti. Un incidente che costringe a cambiare il percorso predefinito o un ricordo che, a forza di analizzarlo dentro di sé, porta a dare un diverso senso alla vita passata o al proprio futuro, sono soltanto due delle tante istantanee che fotografano il vivere quotidiano e la sua capacità di cambiare tutto quanto, nel momento in cui meno te l’aspetti.

    «Ho avuto il privilegio di leggere e presentare al pubblico di Prato la raccolta di racconti A parte i colori della scrittrice romana Palmira De Angelis: un testo limpido, affascinante, scritto con sapienza e ispirazione autentica. Si tratta di storie dei nostri giorni, in cui il mistero del tempo si dipana attraverso la vita di personaggi, tutti appassionanti e veri, che rappresentano i molteplici colori della nostra esistenza. È un testo da non perdere, dove la lettura viene condotta ad un’attenzione sempre nuova, avvincente, da una scrittrice che onora la lingua italiana».

    Giovanni Nuti

    Il libro è vincitore della Targa Città di Cattolica al Pegasus Literary Awards 2019.

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    A parte i colori di: Palmira De Angelis  15,00

    Quindici racconti scritti con intelligenza e ironia, la cui cifra comune – un filo rosso che unisce tutte le storie, solo apparentemente distanti – è la rappresentazione di relazioni umane: uomini e donne che hanno vissuto o vivono insieme; genitori e figli; amici; semplici conoscenti. Un incidente che costringe a cambiare il percorso predefinito o un ricordo che, a forza di analizzarlo dentro di sé, porta a dare un diverso senso alla vita passata o al proprio futuro, sono soltanto due delle tante istantanee che fotografano il vivere quotidiano e la sua capacità di cambiare tutto quanto, nel momento in cui meno te l’aspetti.

    «Ho avuto il privilegio di leggere e presentare al pubblico di Prato la raccolta di racconti A parte i colori della scrittrice romana Palmira De Angelis: un testo limpido, affascinante, scritto con sapienza e ispirazione autentica. Si tratta di storie dei nostri giorni, in cui il mistero del tempo si dipana attraverso la vita di personaggi, tutti appassionanti e veri, che rappresentano i molteplici colori della nostra esistenza. È un testo da non perdere, dove la lettura viene condotta ad un’attenzione sempre nuova, avvincente, da una scrittrice che onora la lingua italiana».

    Giovanni Nuti

    Il libro è vincitore della Targa Città di Cattolica al Pegasus Literary Awards 2019.

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    Antologia della pioggia, scritta negli anni Ottanta e consegnata all’editore del regime Naim Frashëri di Tirana nel 1985, non venne pubblicata. Secondo la censura del regime albanese il volumetto non era consono al cosiddetto “Realismo socialista” che, come in nessun altro paese al mondo, ha mostruosamente sterilizzato e ucciso mezzo secolo di cultura nazionale. La raccolta è stata pubblicata solo nel novembre del 1990, due mesi prima del crollo della dittatura comunista, subendo amputazioni. La prima edizione, autotradotta, in lingua italiana risale al 2000, presso l’editore Fara. Questa nuova pubblicazione è ampliata e include alcuni testi nuovi non presenti nelle prime due edizioni italiane. Per Hajdari offrire ai lettori la sua prima raccolta di versi fa rivivere in lui gli anni lontani vissuti nel terrore sotto la dittatura comunista di Enver Hoxha.

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    Antologia della pioggia di: Gëzim Hajdari  10,00

    Antologia della pioggia, scritta negli anni Ottanta e consegnata all’editore del regime Naim Frashëri di Tirana nel 1985, non venne pubblicata. Secondo la censura del regime albanese il volumetto non era consono al cosiddetto “Realismo socialista” che, come in nessun altro paese al mondo, ha mostruosamente sterilizzato e ucciso mezzo secolo di cultura nazionale. La raccolta è stata pubblicata solo nel novembre del 1990, due mesi prima del crollo della dittatura comunista, subendo amputazioni. La prima edizione, autotradotta, in lingua italiana risale al 2000, presso l’editore Fara. Questa nuova pubblicazione è ampliata e include alcuni testi nuovi non presenti nelle prime due edizioni italiane. Per Hajdari offrire ai lettori la sua prima raccolta di versi fa rivivere in lui gli anni lontani vissuti nel terrore sotto la dittatura comunista di Enver Hoxha.

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    Questa antologia nasce dal desiderio di presentare al pubblico italiano alcune delle voci più interessanti dell’attuale panorama poetico statunitense femminile contemporaneo. Gli Stati Uniti sono il paese dove la poesia – femminile e non – esce dal ruolo di fenomeno di nicchia, a cui viene abitualmente relegato, per finire sulle prime pagine di testate nazionali o diventare virale, con migliaia di condivisioni attraverso i social network, come nel caso di Good Bones di Maggie Smith. Le 13 autrici, 13 come le righe della bandiera americana, sono rappresentative della grande eterogeneità del paese e delle sue diverse etnie, che coesistono sempre armoniosamente almeno in ambito poetico. Siamo felici di avere la possibilità di presentare in Italia autrici importanti, vincitrici di premi come il National Book Award per la Poesia, l’Academy of American Poets Wallace Stevens Award o finaliste al Premio Pulitzer – da Nikky Finney, a Patricia Smith, da Joy Harjo (l’unica già pubblicata in Italia e tradotta da Laura Coltelli) a Diane Seuss; le molto apprezzate Natalie Diaz, Mahogany L. Browne, Maggie Smith, Aimee Nezhukumatathil e Jennifer Givhan, per finire con alcune favolose outsider Francesca Bell, Alexis Rhone Fancher, Wendy Xu, e Kelli Russell Agodon.

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    Antologia di poesia femminile americana contemporanea di: AA. VV.  12,00

    Questa antologia nasce dal desiderio di presentare al pubblico italiano alcune delle voci più interessanti dell’attuale panorama poetico statunitense femminile contemporaneo. Gli Stati Uniti sono il paese dove la poesia – femminile e non – esce dal ruolo di fenomeno di nicchia, a cui viene abitualmente relegato, per finire sulle prime pagine di testate nazionali o diventare virale, con migliaia di condivisioni attraverso i social network, come nel caso di Good Bones di Maggie Smith. Le 13 autrici, 13 come le righe della bandiera americana, sono rappresentative della grande eterogeneità del paese e delle sue diverse etnie, che coesistono sempre armoniosamente almeno in ambito poetico. Siamo felici di avere la possibilità di presentare in Italia autrici importanti, vincitrici di premi come il National Book Award per la Poesia, l’Academy of American Poets Wallace Stevens Award o finaliste al Premio Pulitzer – da Nikky Finney, a Patricia Smith, da Joy Harjo (l’unica già pubblicata in Italia e tradotta da Laura Coltelli) a Diane Seuss; le molto apprezzate Natalie Diaz, Mahogany L. Browne, Maggie Smith, Aimee Nezhukumatathil e Jennifer Givhan, per finire con alcune favolose outsider Francesca Bell, Alexis Rhone Fancher, Wendy Xu, e Kelli Russell Agodon.

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    Nel deserto siriano, Maïouf osserva la morte di sua madre, una donna ripudiata e abbandonata dal potente marito. Sebbene le tribù beduine abbiano interrotto i loro viaggi secolari attraverso le dune – trasformando le loro vite da nomadi a sedentarie – la nonna, a cui il ragazzo viene affidato, vuole che il giovane continui la tradizione come pastore. Non è il futuro che Maïouf immagina per se stesso: preferisce intrufolarsi nella scuola dalle pareti bianche, quella dove vanno gli altri bambini. Questo libro è la storia di un riscatto. La storia di un Badawi, un uomo del deserto, diviso tra l’esistenza impostagli e quella che vorrebbe vivere, che lascia che la Francia realizzi il suo sogno: diventare qualcuno, qualcun altro. Il passato non si può però cancellare e neanche un vecchio amore può bastare a salvarlo dalle sue contraddizioni. Con una scrittura sincera e nutrita dalla sua stessa storia, Mohed Altrad racconta il deserto e le ferite dell’esilio con gli occhi di chi ha saputo “camminare” da un piccolo villaggio alla città di al-Raqqa, dalle aule universitarie di Montpellier ai campi petroliferi di Abu Dhabi.

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    Badawi di: Mohed Altrad  15,00

    Nel deserto siriano, Maïouf osserva la morte di sua madre, una donna ripudiata e abbandonata dal potente marito. Sebbene le tribù beduine abbiano interrotto i loro viaggi secolari attraverso le dune – trasformando le loro vite da nomadi a sedentarie – la nonna, a cui il ragazzo viene affidato, vuole che il giovane continui la tradizione come pastore. Non è il futuro che Maïouf immagina per se stesso: preferisce intrufolarsi nella scuola dalle pareti bianche, quella dove vanno gli altri bambini. Questo libro è la storia di un riscatto. La storia di un Badawi, un uomo del deserto, diviso tra l’esistenza impostagli e quella che vorrebbe vivere, che lascia che la Francia realizzi il suo sogno: diventare qualcuno, qualcun altro. Il passato non si può però cancellare e neanche un vecchio amore può bastare a salvarlo dalle sue contraddizioni. Con una scrittura sincera e nutrita dalla sua stessa storia, Mohed Altrad racconta il deserto e le ferite dell’esilio con gli occhi di chi ha saputo “camminare” da un piccolo villaggio alla città di al-Raqqa, dalle aule universitarie di Montpellier ai campi petroliferi di Abu Dhabi.

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    Il 3 gennaio 1936 il cargo Diletta Mauro lascia il porto di Genova per l’Africa Orientale. Poche ore prima dell’inizio del viaggio uno dei suoi fuochisti è trovato morto in mare, per quello che le autorità giudicano essere stato un incidente. Sarà grazie a un corrispondente di guerra del «Secolo XIX» e al primo ufficiale di macchina che si farà luce sull’accaduto. Contrabbando, ambienti promiscui, silenzi dei superiori, intimidazioni, aggressioni, disegnano – tra uno scalo e l’altro – questa “storiaccia” di mare. E poi, sullo sfondo, l’Africa; una navigazione difficile da affrontare; la vita di bordo; il conflitto che insanguina la terraferma; una bella somala che solletica gli appetiti dei marinai, usi a considerare le africane al loro servizio; un pacco di lettere compromettenti. Solo il mare aperto del ritorno, dove non giunge più la luce del faro di Port Said, accoglierà nel profondo dei suoi abissi dubbi, incubi, voci, che hanno attanagliato per due mesi la Diletta Mauro.

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    Bandiera a bruno per la Diletta Mauro di: Gianfranco Vanagolli  16,00

    Il 3 gennaio 1936 il cargo Diletta Mauro lascia il porto di Genova per l’Africa Orientale. Poche ore prima dell’inizio del viaggio uno dei suoi fuochisti è trovato morto in mare, per quello che le autorità giudicano essere stato un incidente. Sarà grazie a un corrispondente di guerra del «Secolo XIX» e al primo ufficiale di macchina che si farà luce sull’accaduto. Contrabbando, ambienti promiscui, silenzi dei superiori, intimidazioni, aggressioni, disegnano – tra uno scalo e l’altro – questa “storiaccia” di mare. E poi, sullo sfondo, l’Africa; una navigazione difficile da affrontare; la vita di bordo; il conflitto che insanguina la terraferma; una bella somala che solletica gli appetiti dei marinai, usi a considerare le africane al loro servizio; un pacco di lettere compromettenti. Solo il mare aperto del ritorno, dove non giunge più la luce del faro di Port Said, accoglierà nel profondo dei suoi abissi dubbi, incubi, voci, che hanno attanagliato per due mesi la Diletta Mauro.

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    Breus, uno dei poemetti più belli e a affascinanti dell’opera di Pascoli, è proposto, in questo volume, in un’edizione illustrata che rende, se possibile, ancora più suggestiva la storia del giovane protagonista. Il racconto, tratto da una leggenda bretone, narra la vicenda di Morvàn, un ragazzino che vive conoscendo ancora poco del mondo che lo circonda. Il destino lo mette di fronte a un cavaliere, da cui rimane impressionato: è imponente in sella al suo cavallo, bellissimo e minaccioso nella sua armatura. Il ragazzo decide di andare via da casa per diventare anche lui cavaliere. Lascerà tutto, la madre e la sorella, per seguire il suo sogno. Ma, quando farà ritorno, ricoperto di gloria, nulla sarà più come prima.

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    Breus di: Giovanni Pascoli, Elettra Orlandi,  10,00

    Breus, uno dei poemetti più belli e a affascinanti dell’opera di Pascoli, è proposto, in questo volume, in un’edizione illustrata che rende, se possibile, ancora più suggestiva la storia del giovane protagonista. Il racconto, tratto da una leggenda bretone, narra la vicenda di Morvàn, un ragazzino che vive conoscendo ancora poco del mondo che lo circonda. Il destino lo mette di fronte a un cavaliere, da cui rimane impressionato: è imponente in sella al suo cavallo, bellissimo e minaccioso nella sua armatura. Il ragazzo decide di andare via da casa per diventare anche lui cavaliere. Lascerà tutto, la madre e la sorella, per seguire il suo sogno. Ma, quando farà ritorno, ricoperto di gloria, nulla sarà più come prima.

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    Cura e traduzione di Andrea Gazzoni.

    In un paesaggio equatoriale di foreste, fiumi, rocce e regioni costiere, la poesia di Wilson Harris legge e sogna tracce di miti greci e amerindi, memorie di antiche migrazioni, cicatrici di schiavitù ed echi di violenze contemporanee. In un intrico in cui diventa incerto ogni confine, Harris esplora archetipi del bene e del male, della distruzione e della salvezza, articolando in un arazzo di visionarie il ritmo oscuro e luminoso delle vicende umane, il contrappunto di eternità e stagione . Da Ettore «eroe del tempo» che cade da mortale in una Troia trasfigurata in foresta pluviale fino a Odisseo che rifiuta l’immortalità offerta da Calipso cantando la «pietra che si scioglie / in carne», passando per Prometeo che «prigioniero incatenato al cielo» intravede «la marea vuota delle popolazioni della morte o della vita», Da eternità a stagione è una meditazione in versi sul mistero dell’umano.

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    Da eternità a stagione di: Wilson Harris  12,00

    Cura e traduzione di Andrea Gazzoni.

    In un paesaggio equatoriale di foreste, fiumi, rocce e regioni costiere, la poesia di Wilson Harris legge e sogna tracce di miti greci e amerindi, memorie di antiche migrazioni, cicatrici di schiavitù ed echi di violenze contemporanee. In un intrico in cui diventa incerto ogni confine, Harris esplora archetipi del bene e del male, della distruzione e della salvezza, articolando in un arazzo di visionarie il ritmo oscuro e luminoso delle vicende umane, il contrappunto di eternità e stagione . Da Ettore «eroe del tempo» che cade da mortale in una Troia trasfigurata in foresta pluviale fino a Odisseo che rifiuta l’immortalità offerta da Calipso cantando la «pietra che si scioglie / in carne», passando per Prometeo che «prigioniero incatenato al cielo» intravede «la marea vuota delle popolazioni della morte o della vita», Da eternità a stagione è una meditazione in versi sul mistero dell’umano.

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    Ci sono, come è noto, punti di osservazione privilegiati per guardare e capire ciò che succede, o è successo, intorno a noi. Ci sono, come è noto, storie private che la Storia non racconta, ma senza le quali quella Storia non ci sarebbe stata. L’autobiografia di Jacopo Capanna è una di queste: il punto d’osservazione d’eccezione per poter ricostruire una storia dell’industria cinematografica in Italia. Quarant’anni di film e serie televisive che hanno raccontato il nostro Paese, e il mondo circostante, dal boom economico ai nostri giorni. Jacopo Capanna è stato il pioniere in Italia della distribuzione cinematografica e televisiva, un livornese innamorato di Corto Maltese, che ha saputo mantenere intatto lo stupore, agendo sempre con istinto e intelligenza pratica, buone maniere e fortuna. Una vita avventurosa, da film: impreziosita dalla prefazione di Masolino D’Amico e da alcuni“contenuti extra” curati da Filippo Ascione.

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    Gentiluomini di fortuna di: Jacopo Capanna  18,00

    Ci sono, come è noto, punti di osservazione privilegiati per guardare e capire ciò che succede, o è successo, intorno a noi. Ci sono, come è noto, storie private che la Storia non racconta, ma senza le quali quella Storia non ci sarebbe stata. L’autobiografia di Jacopo Capanna è una di queste: il punto d’osservazione d’eccezione per poter ricostruire una storia dell’industria cinematografica in Italia. Quarant’anni di film e serie televisive che hanno raccontato il nostro Paese, e il mondo circostante, dal boom economico ai nostri giorni. Jacopo Capanna è stato il pioniere in Italia della distribuzione cinematografica e televisiva, un livornese innamorato di Corto Maltese, che ha saputo mantenere intatto lo stupore, agendo sempre con istinto e intelligenza pratica, buone maniere e fortuna. Una vita avventurosa, da film: impreziosita dalla prefazione di Masolino D’Amico e da alcuni“contenuti extra” curati da Filippo Ascione.

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    In Colombia la giovane Marvel, fuggita dal suo villaggio, vive in una favela con Alba, la figlia appena nata, lavorando per sopravvivere con dei narcotrafficanti. Un giorno lepropongono di contrabbandare della cocaina in Italia. Invece di ritornare fugge a Trieste, dove cerca di iniziare una nuova vita. Nello stesso tempo Sonia e Giorgio, una coppia senza figli, iniziano un percorso di adozione che li farà vivere una difficile esperienza. Attraverso drammatiche vicende i protagonisti di questo romanzo cercherannodi liberarsi dal peso del proprio passato. Ma costruire un futuro sereno non sarà facile come sperato.

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    Il passato che non conosco di: Mauro Buffa  16,00  11,00

    In Colombia la giovane Marvel, fuggita dal suo villaggio, vive in una favela con Alba, la figlia appena nata, lavorando per sopravvivere con dei narcotrafficanti. Un giorno lepropongono di contrabbandare della cocaina in Italia. Invece di ritornare fugge a Trieste, dove cerca di iniziare una nuova vita. Nello stesso tempo Sonia e Giorgio, una coppia senza figli, iniziano un percorso di adozione che li farà vivere una difficile esperienza. Attraverso drammatiche vicende i protagonisti di questo romanzo cercherannodi liberarsi dal peso del proprio passato. Ma costruire un futuro sereno non sarà facile come sperato.

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    Giaime Pintor (1919-1943), morto a soli ventiquattro anni a causa di una mina, divenne presto simbolo di quei giovani che, maturati sotto il fascismo, si trovarono nel 1943 a dover scegliere da quale parte stare. Accompagnato da un profilo critico, il volume ne ripercorre la vita, sottolineando come ancora oggi Pintor sia al centro di un forte dibattito capace di coinvolgere non soltanto la sua persona, ma una intera generazione di antifascisti del dopoguerra. Questa nuova edizione presenta Il sangue d’Europa, collezione degli scritti letterari e politici, insieme al raro saggio su Nietzsche destinato all’introduzione di Considerazioni sulla storia, tradotto dalla cugina Lia Pinna Pintor.

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    Il sangue d’Europa. Scritti politici e letterari di: Giaime Pintor, Andrea Comincini,  15,00

    Giaime Pintor (1919-1943), morto a soli ventiquattro anni a causa di una mina, divenne presto simbolo di quei giovani che, maturati sotto il fascismo, si trovarono nel 1943 a dover scegliere da quale parte stare. Accompagnato da un profilo critico, il volume ne ripercorre la vita, sottolineando come ancora oggi Pintor sia al centro di un forte dibattito capace di coinvolgere non soltanto la sua persona, ma una intera generazione di antifascisti del dopoguerra. Questa nuova edizione presenta Il sangue d’Europa, collezione degli scritti letterari e politici, insieme al raro saggio su Nietzsche destinato all’introduzione di Considerazioni sulla storia, tradotto dalla cugina Lia Pinna Pintor.

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