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    Matteo è un giovane insegnante di filosofia e convive con Ilenia, attivista in un’associazione che si occupa di immigrazione. Gestisce con difficoltà i rapporti col preside autoritario della scuola, e con la sua compagna, la cui posizione politica si fa sempre più intransigente ed estremista. Gemma è giornalista e vicedirettrice dell’Ufficio stampa del Viminale. Mentre cerca di superare la separazione dal compagno, che l’ha lasciata per una donna più giovane, è costretta suo malgrado a collaborare con un Ministro dell’Interno nazionalista e xenofobo, deciso a reprimere i flussi migratori con la violenza. Sullo sfondo di una società profondamente spaccata sul tema dell’immigrazione, in cui la pacifica convivenza civile rischia a ogni momento di precipitare, i destini paralleli di Matteo e Gemma vengono trascinati verso abissi, sia personali sia pubblici, in cui non sembra più possibile discernere la dimensione privata dalla dimensione politica del vivere. È l’ora dell’azione o quella della fuga?

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    Abissi paralleli di: Gianluca Battistel  16,00

    Matteo è un giovane insegnante di filosofia e convive con Ilenia, attivista in un’associazione che si occupa di immigrazione. Gestisce con difficoltà i rapporti col preside autoritario della scuola, e con la sua compagna, la cui posizione politica si fa sempre più intransigente ed estremista. Gemma è giornalista e vicedirettrice dell’Ufficio stampa del Viminale. Mentre cerca di superare la separazione dal compagno, che l’ha lasciata per una donna più giovane, è costretta suo malgrado a collaborare con un Ministro dell’Interno nazionalista e xenofobo, deciso a reprimere i flussi migratori con la violenza. Sullo sfondo di una società profondamente spaccata sul tema dell’immigrazione, in cui la pacifica convivenza civile rischia a ogni momento di precipitare, i destini paralleli di Matteo e Gemma vengono trascinati verso abissi, sia personali sia pubblici, in cui non sembra più possibile discernere la dimensione privata dalla dimensione politica del vivere. È l’ora dell’azione o quella della fuga?

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    Nora, fin da giovane, aveva optato per la solitudine in nome dell’indipendenza. Se questa scelta non aveva mai pesato troppo per lei, dopo la morte della sua amata madre la protagonista si trova ad affrontare un dolore troppo grande per chi non ha nessuno a cui aggrapparsi. Prima di morire, la donna le aveva lasciato un raccoglitore nel quale aveva racchiuso le pagine della sua vita, quella che aveva sempre tenuto nascosta alla sua famiglia. Immergendosi nel suo passato del tutto inaspettato, Nora dà sfogo a tutta l’emotività che aveva finora represso, abbattendo la barriera che da sempre la separava dagli altri individui. In questo modo Marco, con la sua dolcezza e la sua sensibilità, riuscirà a farsi largo nella sua vita e a darle il giusto sostegno nella scoperta di una verità che va oltre le vicende private di una donna che ha voluto liberarsi dal peso dei suoi segreti.

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    Album di famiglia di: Maria Capasso  15,00

    Nora, fin da giovane, aveva optato per la solitudine in nome dell’indipendenza. Se questa scelta non aveva mai pesato troppo per lei, dopo la morte della sua amata madre la protagonista si trova ad affrontare un dolore troppo grande per chi non ha nessuno a cui aggrapparsi. Prima di morire, la donna le aveva lasciato un raccoglitore nel quale aveva racchiuso le pagine della sua vita, quella che aveva sempre tenuto nascosta alla sua famiglia. Immergendosi nel suo passato del tutto inaspettato, Nora dà sfogo a tutta l’emotività che aveva finora represso, abbattendo la barriera che da sempre la separava dagli altri individui. In questo modo Marco, con la sua dolcezza e la sua sensibilità, riuscirà a farsi largo nella sua vita e a darle il giusto sostegno nella scoperta di una verità che va oltre le vicende private di una donna che ha voluto liberarsi dal peso dei suoi segreti.

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    Marvin è vedovo di una moglie che lo aspetta a casa; Ernesto ha perso un braccio in Africa, dove si trovava per cercare tracce del fratello scomparso; Albert Pike è un assassino spietato; Pashka è cresciuto in Kosovo, sopravvivendo miracolosamente alla guerra; Albi, all’età di quindici anni, ha assistito al brutale pestaggio nel quale il padre ha perso la vita. Questi uomini e queste storie convivono tutti nella persona di Albert Longo, affetto da disturbo dissociativo della personalità. Il protagonista viene selezionato da Maschione, dell’organo governativo segreto Alters, per essere inserito nell’omonimo programma di cui si occupa, che consiste nel liberare nella società soggetti instabili e pericolosi, valorizzando poi l’azione governativa volta a risolvere il problema. Pashka, la personalità predominante di Albert Longo, racconterà il resoconto dettagliato di questa esperienza in un estenuante interrogatorio, nel quale si mostrerà convinto di aver seguito Albert in qualità di agente governativo segreto.

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    Alters di: Alejandro Carlo J. Corbo  12,00

    Marvin è vedovo di una moglie che lo aspetta a casa; Ernesto ha perso un braccio in Africa, dove si trovava per cercare tracce del fratello scomparso; Albert Pike è un assassino spietato; Pashka è cresciuto in Kosovo, sopravvivendo miracolosamente alla guerra; Albi, all’età di quindici anni, ha assistito al brutale pestaggio nel quale il padre ha perso la vita. Questi uomini e queste storie convivono tutti nella persona di Albert Longo, affetto da disturbo dissociativo della personalità. Il protagonista viene selezionato da Maschione, dell’organo governativo segreto Alters, per essere inserito nell’omonimo programma di cui si occupa, che consiste nel liberare nella società soggetti instabili e pericolosi, valorizzando poi l’azione governativa volta a risolvere il problema. Pashka, la personalità predominante di Albert Longo, racconterà il resoconto dettagliato di questa esperienza in un estenuante interrogatorio, nel quale si mostrerà convinto di aver seguito Albert in qualità di agente governativo segreto.

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    Una raccolta di racconti presuppone l’esistenza di un lo conduttore, un pensiero organizzativo sotteso che ricompone la trama invisibile di un’esperienza unitaria per il lettore. In questo caso è la struttura dell’opera che fornisce l’impalcatura di dialogo tra autori e lettore, che incorpora sentimenti umani universali, tradotti in storie con stili diversi.

    Anatomè nasce dal considerare il corpo come la mappa di un discorso, di una narrazione simbolicamente tracciata “parte per parte”. Ogni parte del corpo è la chiave di lettura del racconto, il magma alchemico che lo rappresenta, il suo luogo ideale di realizzazione, ovvero un non luogo dove la finzione ore palco e teatro alla realtà. Antonin Artaud ha detto «Il corpo umano è un campo di battaglia al quale è bene ritornare», e su quel campo-palco recitano la morte, l’amore, la pazzia, la memoria, solo per citare alcuni dei temi presenti nella raccolta. Come il chirurgo esperto o “celeste” – direbbe Stevenson – conosce l’anatomia del corpo, chi percorre in solitudine la strada della scrittura tenta una dissezione minuziosa di accadimenti e vissuti, no a mettere sotto la lente di ingrandimento l’indicibile, o la trasfigurazione del presente, a volte il tedium vitae, la solitudine, il distacco dal quotidiano percepito come troppo opprimente per essere vissuto, la malattia, la stanchezza provata nelle relazioni affettive, l’incomunicabilità. Il dolore attraversa il corpo, trova casa in zone drammaticamente feconde, si insinua tra le viscere o aggredisce il cuore, ossessiona o ammala la mente, rende deboli gli arti. Non vengono offerte soluzioni, il corpo resta, davanti agli occhi di chi legge, disseccato, parcellizzato o ricomposto, ma essenziale, incredibilmente e dolcemente ripiegato su se stesso, come nel disegno di Nicola Samorì in copertina.

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    Anatomè di: AA. VV.  15,00

    Una raccolta di racconti presuppone l’esistenza di un lo conduttore, un pensiero organizzativo sotteso che ricompone la trama invisibile di un’esperienza unitaria per il lettore. In questo caso è la struttura dell’opera che fornisce l’impalcatura di dialogo tra autori e lettore, che incorpora sentimenti umani universali, tradotti in storie con stili diversi.

    Anatomè nasce dal considerare il corpo come la mappa di un discorso, di una narrazione simbolicamente tracciata “parte per parte”. Ogni parte del corpo è la chiave di lettura del racconto, il magma alchemico che lo rappresenta, il suo luogo ideale di realizzazione, ovvero un non luogo dove la finzione ore palco e teatro alla realtà. Antonin Artaud ha detto «Il corpo umano è un campo di battaglia al quale è bene ritornare», e su quel campo-palco recitano la morte, l’amore, la pazzia, la memoria, solo per citare alcuni dei temi presenti nella raccolta. Come il chirurgo esperto o “celeste” – direbbe Stevenson – conosce l’anatomia del corpo, chi percorre in solitudine la strada della scrittura tenta una dissezione minuziosa di accadimenti e vissuti, no a mettere sotto la lente di ingrandimento l’indicibile, o la trasfigurazione del presente, a volte il tedium vitae, la solitudine, il distacco dal quotidiano percepito come troppo opprimente per essere vissuto, la malattia, la stanchezza provata nelle relazioni affettive, l’incomunicabilità. Il dolore attraversa il corpo, trova casa in zone drammaticamente feconde, si insinua tra le viscere o aggredisce il cuore, ossessiona o ammala la mente, rende deboli gli arti. Non vengono offerte soluzioni, il corpo resta, davanti agli occhi di chi legge, disseccato, parcellizzato o ricomposto, ma essenziale, incredibilmente e dolcemente ripiegato su se stesso, come nel disegno di Nicola Samorì in copertina.

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    Anni ’70, entroterra genovese. Nardo, cresciuto in una famiglia strenuamente fedele all’ideale comunista, compie, nella convinzione di dover apportare un cambiamento nella storia del Paese, un attentato nella fabbrica in cui lavora. Nell’esplosione perdono la vita sei operai, tra i quali Giacomo, suo amico e rivale in amore. Da allora, il senso di colpa continua incessantemente a tormentarlo, influendo anche sul suo matrimonio con Elisa, la donna che è riuscito a sposare dopo la morte della giovane vittima della bomba. Le conseguenze della deriva politica di lui e di quella morale di lei, insoddisfatta della sua vita coniugale, arrivano a coinvolgere l’intera stabilità sociale del paesino ligure e importanti personaggi politici, fino ad arrivare all’inaspettata svolta finale. Dotati di una saggezza eterea, gli Angeli incaricati di custodire i protagonisti durante il loro percorso terreno commentano gli avvenimenti dei loro protetti, intraprendendo un dialogo profondo e filosofico su quel che smuove gli animi degli uomini, persi nella loro solitudine all’interno di dinamiche che non possono comprendere, e costanti nella ricerca di una felicità che tentano di raggiungere nei modi più sbagliati.

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    Angelo rosso di: Raffaele Ciminelli  15,00

    Anni ’70, entroterra genovese. Nardo, cresciuto in una famiglia strenuamente fedele all’ideale comunista, compie, nella convinzione di dover apportare un cambiamento nella storia del Paese, un attentato nella fabbrica in cui lavora. Nell’esplosione perdono la vita sei operai, tra i quali Giacomo, suo amico e rivale in amore. Da allora, il senso di colpa continua incessantemente a tormentarlo, influendo anche sul suo matrimonio con Elisa, la donna che è riuscito a sposare dopo la morte della giovane vittima della bomba. Le conseguenze della deriva politica di lui e di quella morale di lei, insoddisfatta della sua vita coniugale, arrivano a coinvolgere l’intera stabilità sociale del paesino ligure e importanti personaggi politici, fino ad arrivare all’inaspettata svolta finale. Dotati di una saggezza eterea, gli Angeli incaricati di custodire i protagonisti durante il loro percorso terreno commentano gli avvenimenti dei loro protetti, intraprendendo un dialogo profondo e filosofico su quel che smuove gli animi degli uomini, persi nella loro solitudine all’interno di dinamiche che non possono comprendere, e costanti nella ricerca di una felicità che tentano di raggiungere nei modi più sbagliati.

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    Antonello è un giovane, pavido e timido, che vive con i nonni. La sua è un’esistenza senza sorprese, le energie dell’infanzia le ha dovute impegnare nel fronteggiare l’insicurezza e le paure provocate dalle lotte costanti tra i genitori, che hanno compresso la sua personalità. Ha però l’opportunità di cambiare il proprio destino: l’arrivo, presso l’azienda in cui lavora, di una delegazione coreana che porta prototipi molto evoluti di androidi lo conduce a pensare che quello è il treno che passa una sola volta nella vita, in grado di modificare un futuro già scritto, e ci salta sopra. Ruba i pezzi per costruire un robot e crea il sosia di se stesso. Da quel momento la sua vita si capovolge e Antonello passa, in fretta e rocambolescamente, dal grigio anonimato all’essere un eroe. Ma mentire agli altri risulta molto più facile che mentire a se stessi. “Antonello e l’androide” intreccia il tema del riscatto dalla mediocrità a quello della nostra dipendenza dalla tecnologia e, con ironia e leggerezza, mette a nudo tante nostre finzioni.

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    Antonello e l’androide di: Aldo Zecca  13,00

    Antonello è un giovane, pavido e timido, che vive con i nonni. La sua è un’esistenza senza sorprese, le energie dell’infanzia le ha dovute impegnare nel fronteggiare l’insicurezza e le paure provocate dalle lotte costanti tra i genitori, che hanno compresso la sua personalità. Ha però l’opportunità di cambiare il proprio destino: l’arrivo, presso l’azienda in cui lavora, di una delegazione coreana che porta prototipi molto evoluti di androidi lo conduce a pensare che quello è il treno che passa una sola volta nella vita, in grado di modificare un futuro già scritto, e ci salta sopra. Ruba i pezzi per costruire un robot e crea il sosia di se stesso. Da quel momento la sua vita si capovolge e Antonello passa, in fretta e rocambolescamente, dal grigio anonimato all’essere un eroe. Ma mentire agli altri risulta molto più facile che mentire a se stessi. “Antonello e l’androide” intreccia il tema del riscatto dalla mediocrità a quello della nostra dipendenza dalla tecnologia e, con ironia e leggerezza, mette a nudo tante nostre finzioni.

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    Dodici racconti che ruotano sulla fugacità di certi attimi, sul ruolo del tempo e dei ricordi. L’autrice si interroga sull’effettiva esistenza della realtà e sulle possibilità che si aprono quando ci si ritrova a perdersi in se stessi. Situazioni e storie di vita più o meno quotidiana viste da un’angolazione tutta interiore, un percorso intenso e variegato per cercare di dare un significato più intimo e profondo al presente e alle scelte che compiamo. Fino ad arrivare all’ultimo racconto, il più singolare e complesso di tutti: “Aria di vetro”. Un futuro distopico, carico di simbologie e riferimenti filosofici. Una misteriosa corsa contro il tempo alla ricerca della realtà stessa, di una verità più intrinseca. Solo raggiunta questa consapevolezza saremo liberi di andarcene zitti, tra gli uomini che non si voltano, con il nostro segreto.

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    Aria di vetro di: Elisa Della Scala  12,00

    Dodici racconti che ruotano sulla fugacità di certi attimi, sul ruolo del tempo e dei ricordi. L’autrice si interroga sull’effettiva esistenza della realtà e sulle possibilità che si aprono quando ci si ritrova a perdersi in se stessi. Situazioni e storie di vita più o meno quotidiana viste da un’angolazione tutta interiore, un percorso intenso e variegato per cercare di dare un significato più intimo e profondo al presente e alle scelte che compiamo. Fino ad arrivare all’ultimo racconto, il più singolare e complesso di tutti: “Aria di vetro”. Un futuro distopico, carico di simbologie e riferimenti filosofici. Una misteriosa corsa contro il tempo alla ricerca della realtà stessa, di una verità più intrinseca. Solo raggiunta questa consapevolezza saremo liberi di andarcene zitti, tra gli uomini che non si voltano, con il nostro segreto.

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    Un uomo alla deriva che scopre un passaggio per un’altra dimensione (o una porta per le proprie ossessioni), un rapimento dallo sconvolgente epilogo e una vendetta lungamente premeditata, un hotel extralusso che offre ai suoi ospiti un’estrema forma d’intrattenimento, la fine di un Regime e il perdurare d’una crudele tradizione, il cosmico legame fra l’autolesionismo e l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, infine l’altopiano come immobile metafora della grazia: sei storie che attraverso il potere affabulatorio della confessione ci ricordano che l’autobiografia è una menzogna e che ogni racconto è l’autopsia di un corpo immaginario.

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    Autopsia di un corpo immaginario di: Germano Innocenti  16,00

    Un uomo alla deriva che scopre un passaggio per un’altra dimensione (o una porta per le proprie ossessioni), un rapimento dallo sconvolgente epilogo e una vendetta lungamente premeditata, un hotel extralusso che offre ai suoi ospiti un’estrema forma d’intrattenimento, la fine di un Regime e il perdurare d’una crudele tradizione, il cosmico legame fra l’autolesionismo e l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, infine l’altopiano come immobile metafora della grazia: sei storie che attraverso il potere affabulatorio della confessione ci ricordano che l’autobiografia è una menzogna e che ogni racconto è l’autopsia di un corpo immaginario.

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    Libri prenotabili ma disponibili dal 26 aprile.

    Blu Stanzessere è un romanzo sulla memoria, una memoria parcellizzata, impacchettata e rivissuta in diversi Stanzessere. Ogni Stanzessere è un posto in cui una donna si è fermata per ripetere un momento all’infinito, dargli una forma e renderlo elementare, comprensibile. Un luogo nato per aiutare a dimenticare e ricominciare, in un’architettura al tempo stesso umanissima e divina. Un racconto onirico nelle cui trame c’è un viaggio che è una storia d’amore che è tante storie insieme e molto altro. Un viaggio dentro la mente che conduce il lettore per mano in un’esperienza sensoriale, prima ancora che letteraria.

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    Blu stanzessere di: Roberta Zanzonico  12,00

    Libri prenotabili ma disponibili dal 26 aprile.

    Blu Stanzessere è un romanzo sulla memoria, una memoria parcellizzata, impacchettata e rivissuta in diversi Stanzessere. Ogni Stanzessere è un posto in cui una donna si è fermata per ripetere un momento all’infinito, dargli una forma e renderlo elementare, comprensibile. Un luogo nato per aiutare a dimenticare e ricominciare, in un’architettura al tempo stesso umanissima e divina. Un racconto onirico nelle cui trame c’è un viaggio che è una storia d’amore che è tante storie insieme e molto altro. Un viaggio dentro la mente che conduce il lettore per mano in un’esperienza sensoriale, prima ancora che letteraria.

    https://youtu.be/DAQnpPGkebY

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    «Non si può non leggere un romanzo che inizia parlando della metro B»
    Loredana Lipperini

    Boosta Pazzesca, ventiquattro anni, vive da sempre al Laurentino 38 (per gli amici P38), periferia di cemento e asfalto a Roma sud. Qui una “busta” è una ragazza non proprio bella e neanche “carina”. Diciamo pure un cesso. Boosta ama definirsi “una qualcosista fri lenz”, si adatta a qualsiasi lavoro pur di pagare le rate dell’università. Insieme ad amiche improbabili dalle quali non si separa mai, ci racconta – sullo sfondo una città calda, caotica, talvolta crudele, ma che sa avere un cuore grande – un’estate rocambolesca fatta di avventure (e disavventure), fra cui un affetto lontano che ritorna e un amore inaspettato. Un amore quasi “esotico”. Un amore, insomma, di Roma nord.

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    Boosta pazzesca. Tre metri sotto er Laurentino P38 di: Manuela Pinetti, Gianluigi Ceccarelli,  12,00

    «Non si può non leggere un romanzo che inizia parlando della metro B»
    Loredana Lipperini

    Boosta Pazzesca, ventiquattro anni, vive da sempre al Laurentino 38 (per gli amici P38), periferia di cemento e asfalto a Roma sud. Qui una “busta” è una ragazza non proprio bella e neanche “carina”. Diciamo pure un cesso. Boosta ama definirsi “una qualcosista fri lenz”, si adatta a qualsiasi lavoro pur di pagare le rate dell’università. Insieme ad amiche improbabili dalle quali non si separa mai, ci racconta – sullo sfondo una città calda, caotica, talvolta crudele, ma che sa avere un cuore grande – un’estate rocambolesca fatta di avventure (e disavventure), fra cui un affetto lontano che ritorna e un amore inaspettato. Un amore quasi “esotico”. Un amore, insomma, di Roma nord.

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    Queste sono storie di gente di valle, curiosa e sospettosa ma ancora sorprendentemente selvatica, tenacemente ancorata al territorio, che di fronte alla maestosità della natura riesce a sorprendersi e inebriarsi delle sue meraviglie come fosse la prima volta. Sono visioni oniriche e storie di vita vissuta, dialoghi sensoriali tra uomo e paesaggio in cui i reali protagonisti sono le vette, i boschi, il mare inaspettato, le civette, e le amicizie solide come montagne.

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    Boschi, cime e altre storie di: Giovanni Busato  13,00

    Queste sono storie di gente di valle, curiosa e sospettosa ma ancora sorprendentemente selvatica, tenacemente ancorata al territorio, che di fronte alla maestosità della natura riesce a sorprendersi e inebriarsi delle sue meraviglie come fosse la prima volta. Sono visioni oniriche e storie di vita vissuta, dialoghi sensoriali tra uomo e paesaggio in cui i reali protagonisti sono le vette, i boschi, il mare inaspettato, le civette, e le amicizie solide come montagne.

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    La parola è profetica, la parola rivela. Ogni volta che la pronunciamo ci rivela qualcosa, ci rimanda ad altro, che è il suo senso, quindi con qualcosa di più di se stessa: la sua origine, il suo potere. Qui la parola è usata in forma di rivelazione, diventa dramma, nello specifico: dramma della Salvezza. A partire dall’esperienza di Samuel Beckett, di Thomas Bernhard, di Giovanni Testori, insomma dei grandi equilibristi e rinnovatori del Novecento letterario e teatrale, e soprattutto nella consapevolezza di non poter non prescindere da loro, si tenta l’impossibile: mostrarla in tutte le sue forme.

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    Chain Art di: Vincenzo Gambardella  10,00

    La parola è profetica, la parola rivela. Ogni volta che la pronunciamo ci rivela qualcosa, ci rimanda ad altro, che è il suo senso, quindi con qualcosa di più di se stessa: la sua origine, il suo potere. Qui la parola è usata in forma di rivelazione, diventa dramma, nello specifico: dramma della Salvezza. A partire dall’esperienza di Samuel Beckett, di Thomas Bernhard, di Giovanni Testori, insomma dei grandi equilibristi e rinnovatori del Novecento letterario e teatrale, e soprattutto nella consapevolezza di non poter non prescindere da loro, si tenta l’impossibile: mostrarla in tutte le sue forme.

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