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    Il libro di cui state sfogliando le pagine è uno scherzo della vista. Mancando l’azione e una trama limpida, quello che viene raccontato è un mondo fatto soprattutto di volti, rughe e smorfie. Agonie ustionate di permanenze infinite. E, ancora, un senso di solerte abbandono, incredulità e sdegnoso rifiuto; una orgogliosa ritrosia che solo con l’inganno a se stesso ogni personaggio muta in faticosa rassegnazione. I protagonisti di queste storie sono dei sopravvissuti, ma dicono che se sopravvivi poi ti trovi a farlo con il fardello di persistenti patologie: deficit d’attenzione, movimenti fisici imperfetti, organi zoppicanti… Dunque, se il mondo che ci circonda acquista senso solo se sottoposto a una qualche opera di filtraggio, allora tutti i personaggi che incontrerete compiono questo processo a casaccio, sull’onda di una costrizione fisica ed emotiva sempre più incombente.

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    Il paradosso del respiro di: Emanuele Finardi  12,00

    Il libro di cui state sfogliando le pagine è uno scherzo della vista. Mancando l’azione e una trama limpida, quello che viene raccontato è un mondo fatto soprattutto di volti, rughe e smorfie. Agonie ustionate di permanenze infinite. E, ancora, un senso di solerte abbandono, incredulità e sdegnoso rifiuto; una orgogliosa ritrosia che solo con l’inganno a se stesso ogni personaggio muta in faticosa rassegnazione. I protagonisti di queste storie sono dei sopravvissuti, ma dicono che se sopravvivi poi ti trovi a farlo con il fardello di persistenti patologie: deficit d’attenzione, movimenti fisici imperfetti, organi zoppicanti… Dunque, se il mondo che ci circonda acquista senso solo se sottoposto a una qualche opera di filtraggio, allora tutti i personaggi che incontrerete compiono questo processo a casaccio, sull’onda di una costrizione fisica ed emotiva sempre più incombente.

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    «La vera rivoluzione dura solo un attimo e svanisce prima della sua morte, per rinascere in nuove forme e vivere altre esistenze fugaci e appassionate». Gli anni Settanta racchiudono i tentativi di riscatto e le speranze di un’intera generazione, le intuizioni e le debolezze, le conquiste e le sconfitte di chi a vent’anni cerca di cambiare il mondo. Gesualdo parte da un paesino del Sud e lì ritorna come in un luogo di transito, nel ritmo di una ciclicità disincantata e straniante. Nel mezzo c’è la rivoluzione, la lotta studentesca, la psicoanalisi, la musica psichedelica, l’amore, la poesia e i viaggi in autostop.

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    Il sogno di Opale di: Subhaga Gaetano Failla  13,00

    «La vera rivoluzione dura solo un attimo e svanisce prima della sua morte, per rinascere in nuove forme e vivere altre esistenze fugaci e appassionate». Gli anni Settanta racchiudono i tentativi di riscatto e le speranze di un’intera generazione, le intuizioni e le debolezze, le conquiste e le sconfitte di chi a vent’anni cerca di cambiare il mondo. Gesualdo parte da un paesino del Sud e lì ritorna come in un luogo di transito, nel ritmo di una ciclicità disincantata e straniante. Nel mezzo c’è la rivoluzione, la lotta studentesca, la psicoanalisi, la musica psichedelica, l’amore, la poesia e i viaggi in autostop.

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    Trame invisibili collegano i destini dei personaggi di questa pièce teatrale. “Sul tavolo verde il pallino è solo. Il giocatore, mirando, studia la traiettoria che deve prendere la sfera prescelta. Così comincia il gioco della vita: un pallino rotola, ne sfiora uno vicino e ne colpisce, con un rumore sordo, un altro distante; forse non è un caso, non è fatalità, ma di sicuro c’è un attimo, uno soltanto in cui, come pallini su un tavolo verde, ci troviamo ad incrociare altre vite. Uno di quegli incontri, potrà deviare la nostra direzione… per sempre”. La pièce teatrale si svolge in un dialogo a più voci in cui l’esistenza di uno è condizionata da quella dell’altro. L’imprevedibilità della vita, che qualcuno chiama destino o fato, è data da incontri fortuiti apparentemente senza significato, ma che prima o poi si presenteranno inesorabilmente a chiedere il conto. L’incontro tra un anziano professore e un giovane porta alla luce storie irrisolte. Il tavolo verde della vita diventa luogo di incontri, scontri, incomprensioni e rivelazioni no al grande finale a sorpresa.


    Il tavolo verde di: Salvatore Mincione  12,00

    Trame invisibili collegano i destini dei personaggi di questa pièce teatrale. “Sul tavolo verde il pallino è solo. Il giocatore, mirando, studia la traiettoria che deve prendere la sfera prescelta. Così comincia il gioco della vita: un pallino rotola, ne sfiora uno vicino e ne colpisce, con un rumore sordo, un altro distante; forse non è un caso, non è fatalità, ma di sicuro c’è un attimo, uno soltanto in cui, come pallini su un tavolo verde, ci troviamo ad incrociare altre vite. Uno di quegli incontri, potrà deviare la nostra direzione… per sempre”. La pièce teatrale si svolge in un dialogo a più voci in cui l’esistenza di uno è condizionata da quella dell’altro. L’imprevedibilità della vita, che qualcuno chiama destino o fato, è data da incontri fortuiti apparentemente senza significato, ma che prima o poi si presenteranno inesorabilmente a chiedere il conto. L’incontro tra un anziano professore e un giovane porta alla luce storie irrisolte. Il tavolo verde della vita diventa luogo di incontri, scontri, incomprensioni e rivelazioni no al grande finale a sorpresa.

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    Il libro racconta le tappe, le scelte e gli incontri di Giaime Pintor – saggista, poeta e traduttore tra i più noti della sua generazione – che nell’autunno del 1943 attraversa un paese tradito dai suoi capi e diviso in due dalla guerra, per convincere gli italiani a riprendere in mano il proprio destino. È la vicenda esemplare, messa a fuoco dal linguaggio teatrale, di un giovane intellettuale che rinuncia ai propri privilegi e sacrifica la propria vita per «contribuire alla liberazione di tutti».

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    Il viaggio di Giaime di: Carlo Ferrucci  10,00

    Il libro racconta le tappe, le scelte e gli incontri di Giaime Pintor – saggista, poeta e traduttore tra i più noti della sua generazione – che nell’autunno del 1943 attraversa un paese tradito dai suoi capi e diviso in due dalla guerra, per convincere gli italiani a riprendere in mano il proprio destino. È la vicenda esemplare, messa a fuoco dal linguaggio teatrale, di un giovane intellettuale che rinuncia ai propri privilegi e sacrifica la propria vita per «contribuire alla liberazione di tutti».

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    Amélie, restauratrice dal singolare talento, inizia a soffrire di ipocondria e attacchi di panico dopo aver affrontato il primo momento difficile della sua carriera. Vive da due anni a Firenze, dove ha il coraggio di percorrere un solo tratto di strada, quello fra casa sua e il luogo di lavoro. Alberto è un avvocato, tanto altezzoso quanto insoddisfatto, che lavora malvolentieri in una biblioteca per avere un po’ di indipendenza economica. Giulia, la sua danzata, insicura e timorosa, è un ingegnere alle prese con importanti scelte professionali, che potrebbero finalmente dare uno scossone alla sua carriera e alla sua vita. Vittima della frustrazione e della gelosia del suo compagno, riesce a malapena a prendere una decisione. Quando Alberto trova in biblioteca un libriccino estremamente datato, legato alla figura di Leonardo da Vinci e al suo ultimo capolavoro, il San Giovanni Battista, le tre storie convergono, sviluppandosi all’interno di un giallo psicologico che non si svelerà no alle ultime, imprevedibili, battute finali, e rivelando ai protagonisti importanti verità sulla vita e sul suo naturale percorso.

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    Il volo della libellula di: Maria Lidia Petrulli  15,00

    Amélie, restauratrice dal singolare talento, inizia a soffrire di ipocondria e attacchi di panico dopo aver affrontato il primo momento difficile della sua carriera. Vive da due anni a Firenze, dove ha il coraggio di percorrere un solo tratto di strada, quello fra casa sua e il luogo di lavoro. Alberto è un avvocato, tanto altezzoso quanto insoddisfatto, che lavora malvolentieri in una biblioteca per avere un po’ di indipendenza economica. Giulia, la sua danzata, insicura e timorosa, è un ingegnere alle prese con importanti scelte professionali, che potrebbero finalmente dare uno scossone alla sua carriera e alla sua vita. Vittima della frustrazione e della gelosia del suo compagno, riesce a malapena a prendere una decisione. Quando Alberto trova in biblioteca un libriccino estremamente datato, legato alla figura di Leonardo da Vinci e al suo ultimo capolavoro, il San Giovanni Battista, le tre storie convergono, sviluppandosi all’interno di un giallo psicologico che non si svelerà no alle ultime, imprevedibili, battute finali, e rivelando ai protagonisti importanti verità sulla vita e sul suo naturale percorso.

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    In attesa di cortese riscontro è il sigillo finale delle lettere che Anna Cabrini, donna, laureata e per giunta sposata e con velleità letterarie, invia ai suoi potenziali datori di lavoro nella solida immobilità dell’operosa provincia padana. Dalla perdita del lavoro come perdita di identità, la ricerca di Anna diventa viaggio esistenziale, un’attesa metafisica che si intreccerà con un’altra attesa, quella della sorella Sofia, alla ricerca disperata di una maternità oltre i dolorosi limiti dell’infertilità nel paese della Legge 40⁄2004.

    Anna e Sofia. Due sorelle. Due donne in attesa. Due binari apparentemente separati e paralleli, che hanno come deno- minatore comune la forza di riconciliare microcosmo e macrocosmo nella precarietà e sterilità di un tempo ancora scandito al maschile. Entrambe dovranno fronteggiare il proprio esilio, in attesa, ciascuna, di un cortese riscontro dalla vita.

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    In attesa di cortese riscontro di: Emanuela Lorenzi  15,00

    In attesa di cortese riscontro è il sigillo finale delle lettere che Anna Cabrini, donna, laureata e per giunta sposata e con velleità letterarie, invia ai suoi potenziali datori di lavoro nella solida immobilità dell’operosa provincia padana. Dalla perdita del lavoro come perdita di identità, la ricerca di Anna diventa viaggio esistenziale, un’attesa metafisica che si intreccerà con un’altra attesa, quella della sorella Sofia, alla ricerca disperata di una maternità oltre i dolorosi limiti dell’infertilità nel paese della Legge 40⁄2004.

    Anna e Sofia. Due sorelle. Due donne in attesa. Due binari apparentemente separati e paralleli, che hanno come deno- minatore comune la forza di riconciliare microcosmo e macrocosmo nella precarietà e sterilità di un tempo ancora scandito al maschile. Entrambe dovranno fronteggiare il proprio esilio, in attesa, ciascuna, di un cortese riscontro dalla vita.

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    Suo padre è morto. A Enrica non resta che respirare la sua assenza. La perdita di quest’uomo che, anche in vita, le aveva regalato una presenza tanto forte quanto incerta la sprona a tagliare i rapporti con gli uomini più ingombranti del suo presente, focalizzandosi su nuove riflessioni. Ogni dettaglio la porta a rivivere il proprio passato, traendo uno spunto per interrogarsi sulla propria immobilità, sul proprio io in stasi ormai da troppo, e donandole infine una luce nuova per ripartire soltanto da sé.

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    In cornice di: Alida Airaghi  14,00

    Suo padre è morto. A Enrica non resta che respirare la sua assenza. La perdita di quest’uomo che, anche in vita, le aveva regalato una presenza tanto forte quanto incerta la sprona a tagliare i rapporti con gli uomini più ingombranti del suo presente, focalizzandosi su nuove riflessioni. Ogni dettaglio la porta a rivivere il proprio passato, traendo uno spunto per interrogarsi sulla propria immobilità, sul proprio io in stasi ormai da troppo, e donandole infine una luce nuova per ripartire soltanto da sé.

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    Capelli, che iniziano a cadere e a ingrigirsi, facendoti accorgere dello scorrere del tempo. Pelle che diventa rossa, lasciando trasparire ansie e paure. Gola, infiammata dal fumo di centinaia di sigarette; e mani, tremanti e sudate, troppo insicure per riparare dalle cadute. Cuore che batte, accelera, per poi fermarsi senza preavviso alcuno. Viscere, torturate dalle emozioni forti della vita, come la gelosia. Gambe che continuano a camminare nonostante la stanchezza, in cerca di una meta, o soltanto di una verità. Un racconto e un flusso di coscienza che, andando a ritroso nel passato, porta a galla tutto ciò che è necessario per ripartire e andare avanti, nella luce di un futuro aprile.

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    In un futuro aprile di: Marco Loprete  15,00

    Capelli, che iniziano a cadere e a ingrigirsi, facendoti accorgere dello scorrere del tempo. Pelle che diventa rossa, lasciando trasparire ansie e paure. Gola, infiammata dal fumo di centinaia di sigarette; e mani, tremanti e sudate, troppo insicure per riparare dalle cadute. Cuore che batte, accelera, per poi fermarsi senza preavviso alcuno. Viscere, torturate dalle emozioni forti della vita, come la gelosia. Gambe che continuano a camminare nonostante la stanchezza, in cerca di una meta, o soltanto di una verità. Un racconto e un flusso di coscienza che, andando a ritroso nel passato, porta a galla tutto ciò che è necessario per ripartire e andare avanti, nella luce di un futuro aprile.

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    Sullo sfondo di una Milano gelida, quattro personaggi si incontrano e si scontrano tra loro, tutti accomunati dallo stesso problema: soffrono di insonnia. Amanda ogni mattina si reca al parco per fotografare l’alba, Fulvio ogni mattina la cerca con gli occhi. Entrambi sono soli, finché non iniziano a conoscersi. La loro intensa conoscenza, in realtà, ha la durata di una notte. Vera e Claude, invece, sono una coppia di lunga data, lei musicista, lui giornalista, si amano e si odiano alla follia. Non dormono quasi mai e hanno caratteri irascibili. Entrambi hanno tanto bisogno dei propri spazi quanto di condividerli con l’altro. In un beffardo gioco di scambi di coppie, ognuno di questi personaggi provati più che mai da notti insonni dovrà affrontare la propria fragilità decidendo della propria vita: andare avanti o farla finita? Provare o rinunciare? Restare o andare via?

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    Insonnia di: Giulia Mattiello  12,00

    Sullo sfondo di una Milano gelida, quattro personaggi si incontrano e si scontrano tra loro, tutti accomunati dallo stesso problema: soffrono di insonnia. Amanda ogni mattina si reca al parco per fotografare l’alba, Fulvio ogni mattina la cerca con gli occhi. Entrambi sono soli, finché non iniziano a conoscersi. La loro intensa conoscenza, in realtà, ha la durata di una notte. Vera e Claude, invece, sono una coppia di lunga data, lei musicista, lui giornalista, si amano e si odiano alla follia. Non dormono quasi mai e hanno caratteri irascibili. Entrambi hanno tanto bisogno dei propri spazi quanto di condividerli con l’altro. In un beffardo gioco di scambi di coppie, ognuno di questi personaggi provati più che mai da notti insonni dovrà affrontare la propria fragilità decidendo della propria vita: andare avanti o farla finita? Provare o rinunciare? Restare o andare via?

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    Una donna in lotta con una malattia rara, la sclerosi tuberosa, decide di affidare le sue emozioni alla scrittura: ne viene fuori un diario ininterrotto della donna con la propria anima, in cui l’autrice racconta, con garbo e semplicità, le lotte quotidiane che attraversano ogni vita.

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    Istantanee riflesse di: Gina Scanzani  13,00

    Una donna in lotta con una malattia rara, la sclerosi tuberosa, decide di affidare le sue emozioni alla scrittura: ne viene fuori un diario ininterrotto della donna con la propria anima, in cui l’autrice racconta, con garbo e semplicità, le lotte quotidiane che attraversano ogni vita.

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