Narrativa (123)

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    Stati Uniti d’America, primi anni 2000. Miro è un killer professionista che sta per essere giustiziato, sulla sedia elettrica. Nei pochi momenti che gli restano da vivere rivede tutta la sua storia, a partire da un’infanzia segnata indelebilmente dal sangue (omicidio del padre, suicidio della madre). Disagio adolescenziale che diventa fascino per il crimine. Quando Miro ha la possibilità di cambiare direzione verso un altro destino, sceglie di non farlo e diventa invece un sicario. Senza scrupoli né rimorsi. Solo l’incontro con una donna, Debra, poteva mischiare le carte in tavola. Ma ormai è troppo tardi.

    Un romanzo dalle tinte noir che riesce, attraverso un linguaggio ruvido ed essenziale, un ritmo cinematografico e un continuo ricorso a flashback, a farci entrare nella testa del protagonista, nel suo dolore e nella sua incapacità di ribaltare il passato.

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    Mi chiamano Miro di: Dario Di Gioia  12,00

    Stati Uniti d’America, primi anni 2000. Miro è un killer professionista che sta per essere giustiziato, sulla sedia elettrica. Nei pochi momenti che gli restano da vivere rivede tutta la sua storia, a partire da un’infanzia segnata indelebilmente dal sangue (omicidio del padre, suicidio della madre). Disagio adolescenziale che diventa fascino per il crimine. Quando Miro ha la possibilità di cambiare direzione verso un altro destino, sceglie di non farlo e diventa invece un sicario. Senza scrupoli né rimorsi. Solo l’incontro con una donna, Debra, poteva mischiare le carte in tavola. Ma ormai è troppo tardi.

    Un romanzo dalle tinte noir che riesce, attraverso un linguaggio ruvido ed essenziale, un ritmo cinematografico e un continuo ricorso a flashback, a farci entrare nella testa del protagonista, nel suo dolore e nella sua incapacità di ribaltare il passato.

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    Dopo i tre anni di Mantra Yoga, l’incontro con i rosicruciani, il Kundalini Yoga e il Tantra bianco, il protagonista, un quarantatreenne che in passato ha dedicato troppo del suo tempo al lavoro e agli aspetti superficiali della vita, approda nella comunità spirituale di Findhorn, in Scozia. Per due settimane si confronta con nuovi metodi e approcci da parte dei focalizzatori della comunità e con persone sconosciute, tutte con esperienze diverse alle spalle. Analizzando dettagliatamente se stesso, le sue reazioni ai singoli avvenimenti e le sensazioni che prova durante le meditazioni, i giochi di gruppo, i corsi di meditazione dinamica e di danza, il protagonista ci descrive la sua prima settimana di corso, paragonandola anche alle precedenti esperienze in ambito spirituale. In ognuna delle attività che si trova a svolgere, che si tratti del lavoro in cucina, di un ballo tribale, di una gita al fiume, sente se stesso perdersi completamente in uno stato meditativo, che gli comporta sensazioni fisiche forti e inspiegabili, se non in chi intraprende un percorso volto alla ricerca della propria interiorità.

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    Mio amato carceriere di: Marco Sarli  14,00

    Dopo i tre anni di Mantra Yoga, l’incontro con i rosicruciani, il Kundalini Yoga e il Tantra bianco, il protagonista, un quarantatreenne che in passato ha dedicato troppo del suo tempo al lavoro e agli aspetti superficiali della vita, approda nella comunità spirituale di Findhorn, in Scozia. Per due settimane si confronta con nuovi metodi e approcci da parte dei focalizzatori della comunità e con persone sconosciute, tutte con esperienze diverse alle spalle. Analizzando dettagliatamente se stesso, le sue reazioni ai singoli avvenimenti e le sensazioni che prova durante le meditazioni, i giochi di gruppo, i corsi di meditazione dinamica e di danza, il protagonista ci descrive la sua prima settimana di corso, paragonandola anche alle precedenti esperienze in ambito spirituale. In ognuna delle attività che si trova a svolgere, che si tratti del lavoro in cucina, di un ballo tribale, di una gita al fiume, sente se stesso perdersi completamente in uno stato meditativo, che gli comporta sensazioni fisiche forti e inspiegabili, se non in chi intraprende un percorso volto alla ricerca della propria interiorità.

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    Ascanio se ne va. Ma non sta scappando. Vuole solo rimettere in moto una vita che, senza alcun preavviso, ha smesso di funzionare. E allora lascia le sue amate montagne, i suoi ruoli – così ingiustamente maltrattati – di sindaco, di marito e di padre, e va via. Ha bisogno di riprendere fiato, di capire come possa qualcosa di così grave per lui non essere poi la fine del mondo per gli altri. Ma farlo lo obbligherà a una faticosa resa dei conti, a un duro faccia a faccia con le sue stesse azioni.

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    Non è poi la fine del mondo di: Lorenzo Galantino  12,00

    Ascanio se ne va. Ma non sta scappando. Vuole solo rimettere in moto una vita che, senza alcun preavviso, ha smesso di funzionare. E allora lascia le sue amate montagne, i suoi ruoli – così ingiustamente maltrattati – di sindaco, di marito e di padre, e va via. Ha bisogno di riprendere fiato, di capire come possa qualcosa di così grave per lui non essere poi la fine del mondo per gli altri. Ma farlo lo obbligherà a una faticosa resa dei conti, a un duro faccia a faccia con le sue stesse azioni.

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    Il 28 dicembre 1961, a pochi giorni da Capodanno, a Milano scompare Daniele, un bambino di dieci anni. È un giovedì. Quasi sessant’anni dopo in un campo abbandonato viene ritrovato ciò che resta del suo corpicino. Il commissario Domenico Riggio riapre le indagini: i suoi sospetti cadono su un amico d’infanzia del ragazzino, Valerio Delneri, un professore di Astrofisica con un oscuro passato. Milano è molto cambiata dai tempi della loro infanzia, non è più quella cantata da Gaber e Jannacci e del ragazzo della via Gluck. Rimangono gli antichi peccati d’infanzia di Valerio che riemergono dal passato in ogni angolo di strada, confusi e misteriosi come la nebbia di Milano.

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    Non si uccide di giovedì di: Adriano Monopoli  15,00

    Il 28 dicembre 1961, a pochi giorni da Capodanno, a Milano scompare Daniele, un bambino di dieci anni. È un giovedì. Quasi sessant’anni dopo in un campo abbandonato viene ritrovato ciò che resta del suo corpicino. Il commissario Domenico Riggio riapre le indagini: i suoi sospetti cadono su un amico d’infanzia del ragazzino, Valerio Delneri, un professore di Astrofisica con un oscuro passato. Milano è molto cambiata dai tempi della loro infanzia, non è più quella cantata da Gaber e Jannacci e del ragazzo della via Gluck. Rimangono gli antichi peccati d’infanzia di Valerio che riemergono dal passato in ogni angolo di strada, confusi e misteriosi come la nebbia di Milano.

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    Dieci racconti in forma monologica, dieci diverse voci narranti in cui l’autore, in un flusso di coscienza incessante, riproduce i molteplici affluenti dell’animo umano. Un’indagine aperta, vivida e genuina, in cui sentimenti e risentimenti del vivere quotidiano si riflettono su sfondi ora attuali ora proiettati nella storia o nella leggenda, a comporre il caleidoscopio contraddittorio e affascinante dell’esistenza.

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    Nota di addebito di: Paolo Mazzocchini  12,00

    Dieci racconti in forma monologica, dieci diverse voci narranti in cui l’autore, in un flusso di coscienza incessante, riproduce i molteplici affluenti dell’animo umano. Un’indagine aperta, vivida e genuina, in cui sentimenti e risentimenti del vivere quotidiano si riflettono su sfondi ora attuali ora proiettati nella storia o nella leggenda, a comporre il caleidoscopio contraddittorio e affascinante dell’esistenza.

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    Le passerelle sono ponticelli di corda provvisori ma necessari per attraversare corsi d’acqua o dirupi, imbarcare passeggeri in partenza verso paesi d’oltremare o per superare ostacoli imminenti.

    I passaggi che una donna deve attraversare nella sua vita sono tanti, sia fisici che affettivi, sia biologici che spirituali: dapprima la bambina passa dalle passerelle allegre dei giochi infantili verso quelle che la portano all’altra estremità, dove ritrova la donna adulta, che la conducono, in un eterno fluire, su altre passerelle. Certamente ella non mancherà di dover attraversare passerelle turbolente, che segnano ad esempio il passaggio da un amante del passato a una nuova travolgente passione; o ancora passerelle dolorose, che si è obbligati a percorrere quando qualcuno se ne va per sempre e la nostalgia si fa struggente. Certe volte, poi, su una passerella, si può incontrare un uomo con cui camminare per mano, certe altre, invece, gli incontri sembrano solo complicare l’attraversamento, sebbene in qualche modo si riesca comunque ad arrivare.

    L’unico errore è fermarsi lungo il cammino: il coraggio sta tutto nel guardare alla meta.

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    Passerelle di: Muriel Peretti  12,00

    Le passerelle sono ponticelli di corda provvisori ma necessari per attraversare corsi d’acqua o dirupi, imbarcare passeggeri in partenza verso paesi d’oltremare o per superare ostacoli imminenti.

    I passaggi che una donna deve attraversare nella sua vita sono tanti, sia fisici che affettivi, sia biologici che spirituali: dapprima la bambina passa dalle passerelle allegre dei giochi infantili verso quelle che la portano all’altra estremità, dove ritrova la donna adulta, che la conducono, in un eterno fluire, su altre passerelle. Certamente ella non mancherà di dover attraversare passerelle turbolente, che segnano ad esempio il passaggio da un amante del passato a una nuova travolgente passione; o ancora passerelle dolorose, che si è obbligati a percorrere quando qualcuno se ne va per sempre e la nostalgia si fa struggente. Certe volte, poi, su una passerella, si può incontrare un uomo con cui camminare per mano, certe altre, invece, gli incontri sembrano solo complicare l’attraversamento, sebbene in qualche modo si riesca comunque ad arrivare.

    L’unico errore è fermarsi lungo il cammino: il coraggio sta tutto nel guardare alla meta.

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    Thomas è un affascinante agente immobiliare di origine inglese. Prossimo ai cinquanta, inizia suo malgrado a essere stanco della vita e della reputazione di playboy incallito. Per motivi di lavoro, si trova a passare del tempo in Toscana, alloggiando all’“Attimo fuggente”, un agriturismo non lontano da Pisa, gestito da sole donne. Proprio lì, tra il tentativo di sfuggire alle avance di Viola, adolescente orfana di padre che cerca in lui una figura di riferimento, e la curiosità per Vittoria, sua ex fiamma dalle mille doti nascoste, si ritrova a perdere la testa e il cuore per Caterina, parente delle due, ma profondamente diversa nell’indole. Sorpreso e turbato per la portata delle nuove emozioni che lo travolgono, e ammaliato dalla bellezza dei luoghi della Valdera, il protagonista inizia un viaggio dentro sé che lo porta a riassaporare il passato, a indagare il suo presente e a dare una svolta inaspettata al suo futuro.

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    Perfect Days di: Daniela Pasqualetti  15,00

    Thomas è un affascinante agente immobiliare di origine inglese. Prossimo ai cinquanta, inizia suo malgrado a essere stanco della vita e della reputazione di playboy incallito. Per motivi di lavoro, si trova a passare del tempo in Toscana, alloggiando all’“Attimo fuggente”, un agriturismo non lontano da Pisa, gestito da sole donne. Proprio lì, tra il tentativo di sfuggire alle avance di Viola, adolescente orfana di padre che cerca in lui una figura di riferimento, e la curiosità per Vittoria, sua ex fiamma dalle mille doti nascoste, si ritrova a perdere la testa e il cuore per Caterina, parente delle due, ma profondamente diversa nell’indole. Sorpreso e turbato per la portata delle nuove emozioni che lo travolgono, e ammaliato dalla bellezza dei luoghi della Valdera, il protagonista inizia un viaggio dentro sé che lo porta a riassaporare il passato, a indagare il suo presente e a dare una svolta inaspettata al suo futuro.

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