Narrativa (122)

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    «L’Inferno sono gli altri» scriveva Jean Paul Sartre. Perché negli occhi degli altri si vede la propria immagine riflessa, si scorgono ferite che non si vorrebbe vedere, si è costretti a riconoscere, nel proprio stare al mondo, l’inadeguatezza, l’imbarazzo di vivere, le pose grottesche di un attore involontario. La bellezza di Guillaume D. ha una ferita da cui è difficile distogliere lo sguardo: è il suo cognome, quello di un padre famoso, icona del cinema francese e mondiale, immagine insuperabile di forza, di successo, di virilità. Guillaume è un poeta. È un uomo generoso, sensibile, delicato; è diverso dal padre, ma la sua somiglianza con lui lo condanna a fuggire da se stesso, dal suo corpo che lo accusa, e che diventa perciò oggetto di martirio. Guillaume si perde e si ritrova, cerca aiuto nel vino, nella droga, sempre alla ricerca del dolore, della perdita di sé, di una semplicità di sguardo che è la sua. In un romanzo dalle forti componenti autobiografiche, l’artista Francesca Dosi ci racconta del suo rapporto con Guillaume Depardieu, dell’affinità elettiva che ha legato i loro percorsi artistici, della giovane promessa di un amore.

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    La bellezza ferita di: Francesca Dosi  15,00

    «L’Inferno sono gli altri» scriveva Jean Paul Sartre. Perché negli occhi degli altri si vede la propria immagine riflessa, si scorgono ferite che non si vorrebbe vedere, si è costretti a riconoscere, nel proprio stare al mondo, l’inadeguatezza, l’imbarazzo di vivere, le pose grottesche di un attore involontario. La bellezza di Guillaume D. ha una ferita da cui è difficile distogliere lo sguardo: è il suo cognome, quello di un padre famoso, icona del cinema francese e mondiale, immagine insuperabile di forza, di successo, di virilità. Guillaume è un poeta. È un uomo generoso, sensibile, delicato; è diverso dal padre, ma la sua somiglianza con lui lo condanna a fuggire da se stesso, dal suo corpo che lo accusa, e che diventa perciò oggetto di martirio. Guillaume si perde e si ritrova, cerca aiuto nel vino, nella droga, sempre alla ricerca del dolore, della perdita di sé, di una semplicità di sguardo che è la sua. In un romanzo dalle forti componenti autobiografiche, l’artista Francesca Dosi ci racconta del suo rapporto con Guillaume Depardieu, dell’affinità elettiva che ha legato i loro percorsi artistici, della giovane promessa di un amore.

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    Durante un trasloco capita di imbattersi per caso in vecchi oggetti di cui si ignorava l’esistenza. Olimpia Santi ritrova per caso lettere d’amore e spartiti musicali, regali misteriosi indirizzati a sua madre da un certo Emilio, nascosti per anni dentro la sua casa, dietro un quadro, o tra le pagine di un libro mai aperto. Indagando sulla vita sentimentale della madre, Olimpia sarà costretta a riscrivere completamente la sua storia, familiare e personale, presente e futura, accompagnata da bellissime canzoni che nessuno ha cantato per anni.

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    La canzone più bella di: Federica Sazzini  18,00

    Durante un trasloco capita di imbattersi per caso in vecchi oggetti di cui si ignorava l’esistenza. Olimpia Santi ritrova per caso lettere d’amore e spartiti musicali, regali misteriosi indirizzati a sua madre da un certo Emilio, nascosti per anni dentro la sua casa, dietro un quadro, o tra le pagine di un libro mai aperto. Indagando sulla vita sentimentale della madre, Olimpia sarà costretta a riscrivere completamente la sua storia, familiare e personale, presente e futura, accompagnata da bellissime canzoni che nessuno ha cantato per anni.

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    Sfogliando le pagine della raccolta, ci immergiamo tra le meraviglie e i profumi delle terre siciliane, per ritrovarci poi a vagare nello spazio o nei luoghi indefiniti del sogno. Ci lasciamo travolgere dalla nostalgia per un passato incantevole e poi ci ritroviamo in un futuro spaventoso, in cui le forze dell’ordine inseguono e arrestano coloro che sono ancora in grado di provare emozioni, che in questa nuova visione del mondo rappresentano il rischio di distruzione del genere umano. Abbandonandosi spesso a toni poetici e spaziando tra continui riferimenti letterari e filosofici, si snodano i trentacinque racconti di una raccolta, il cui stesso titolo è un omaggio a un capolavoro letterario quale Moby Dick.

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    La casa sul molo di Nantucket di: Subhaga Gaetano Failla  16,00

    Sfogliando le pagine della raccolta, ci immergiamo tra le meraviglie e i profumi delle terre siciliane, per ritrovarci poi a vagare nello spazio o nei luoghi indefiniti del sogno. Ci lasciamo travolgere dalla nostalgia per un passato incantevole e poi ci ritroviamo in un futuro spaventoso, in cui le forze dell’ordine inseguono e arrestano coloro che sono ancora in grado di provare emozioni, che in questa nuova visione del mondo rappresentano il rischio di distruzione del genere umano. Abbandonandosi spesso a toni poetici e spaziando tra continui riferimenti letterari e filosofici, si snodano i trentacinque racconti di una raccolta, il cui stesso titolo è un omaggio a un capolavoro letterario quale Moby Dick.

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    La Compagnia della Luna Nuova racconta la storia di cinque ragazzi che fanno parte di una compagnia di teatro amatoriale. Personalità diverse unite da una grande passione e da un forte senso di appartenenza al gruppo. Ragazzi normali, incapaci di tenere un segreto, elettrizzati per nuove scoperte, alle prese con i primi amori, con sogni e desideri da realizzare. Un giorno si sparge la voce di un concorso cui i ragazzi decidono di partecipare. Scegliere lo spettacolo incontrerà piccole e grandi difficoltà che verranno superate anche con l’aiuto e la saggezza di personaggi come Elda, l’anziana costumista e Giornata, un aiutante tutto fare che sul più bello trova sempre una soluzione sbalorditiva per ogni quesito. A vincere saranno i sentimenti di fratellanza, l’amore per la vita e il rispetto verso gli altri.

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    La compagnia della luna nuova di: Alexandra Tempesta  12,00

    La Compagnia della Luna Nuova racconta la storia di cinque ragazzi che fanno parte di una compagnia di teatro amatoriale. Personalità diverse unite da una grande passione e da un forte senso di appartenenza al gruppo. Ragazzi normali, incapaci di tenere un segreto, elettrizzati per nuove scoperte, alle prese con i primi amori, con sogni e desideri da realizzare. Un giorno si sparge la voce di un concorso cui i ragazzi decidono di partecipare. Scegliere lo spettacolo incontrerà piccole e grandi difficoltà che verranno superate anche con l’aiuto e la saggezza di personaggi come Elda, l’anziana costumista e Giornata, un aiutante tutto fare che sul più bello trova sempre una soluzione sbalorditiva per ogni quesito. A vincere saranno i sentimenti di fratellanza, l’amore per la vita e il rispetto verso gli altri.

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    «Garrapa guarda al mondo con l’occhio lucido e curioso di un filosofo, e poi ce lo racconta con voce di poeta».
    Paolo Zardi

    La cosa sta lì, in una stanza chiusa: qualcuno, dopo averla vista, ride a crepapelle, altri sono presi da un malore, tutti la amano, ma nessuno riesce a dire che cosa è: è la perfezione impossibile di un giardino incolto, neanche il ricordo può farne una copia all’altezza; è il colloquio paradossale, intimo e al tempo stesso distaccato, tra un paziente e il suo analista; è l’incontro tanto atteso tra un amante e un’amata, quando le parole dette vengono strangolate da pensieri ossessivi, un dialogo interiore troppo rumoroso per poter udire una dichiarazione d’amore. La sorprendente creatività di Gianluca Garrapa si ramifica tra le pagine di venti racconti, inarrestabile e infestante come una pianta di gramigna.

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    La cosa di: Gianluca Garrapa  14,00

    «Garrapa guarda al mondo con l’occhio lucido e curioso di un filosofo, e poi ce lo racconta con voce di poeta».
    Paolo Zardi

    La cosa sta lì, in una stanza chiusa: qualcuno, dopo averla vista, ride a crepapelle, altri sono presi da un malore, tutti la amano, ma nessuno riesce a dire che cosa è: è la perfezione impossibile di un giardino incolto, neanche il ricordo può farne una copia all’altezza; è il colloquio paradossale, intimo e al tempo stesso distaccato, tra un paziente e il suo analista; è l’incontro tanto atteso tra un amante e un’amata, quando le parole dette vengono strangolate da pensieri ossessivi, un dialogo interiore troppo rumoroso per poter udire una dichiarazione d’amore. La sorprendente creatività di Gianluca Garrapa si ramifica tra le pagine di venti racconti, inarrestabile e infestante come una pianta di gramigna.

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    Diciotto racconti dark, oscuri e spassosi come giochi d’ombre, perché, scriveva Goethe, «dove c’è molta luce l’ombra è più nera». C’è la storia dell’equazione che dimostra l’inesistenza di Dio; avventure di fantasmi che riflettono sul senso della propria esistenza; quella del meteorite che porta nel mondo il gelo dello spazio profondo; e soprattutto ci sono madri padrone, grandi e grosse, più che meteoriti. L’irrefrenabile fantasia di Sylvie Freddi ci salva dalla quotidianità a ogni pagina, portando nelle nostre stanze il profumo, cupo e attraente dell’apocalisse.

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    La madre e il meteorite di: Sylvie Freddi  13,00

    Diciotto racconti dark, oscuri e spassosi come giochi d’ombre, perché, scriveva Goethe, «dove c’è molta luce l’ombra è più nera». C’è la storia dell’equazione che dimostra l’inesistenza di Dio; avventure di fantasmi che riflettono sul senso della propria esistenza; quella del meteorite che porta nel mondo il gelo dello spazio profondo; e soprattutto ci sono madri padrone, grandi e grosse, più che meteoriti. L’irrefrenabile fantasia di Sylvie Freddi ci salva dalla quotidianità a ogni pagina, portando nelle nostre stanze il profumo, cupo e attraente dell’apocalisse.

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    Settembre 1943: Roma si arrende all’esercito di Hitler e il tenente Giaime Pintor – giovane e brillante letterato, poeta e traduttore, collaboratore della neonata casa editrice Einaudi – decide di impegnarsi a fondo nella guerra di liberazione. Raggiunti a Brindisi il re e il maresciallo Badoglio, e deluso dal loro immobilismo, si porta a Napoli, appena riconquistata dagli Alleati affiancati dalla popolazione, per contribuire alla formazione di un corpo di volontari italiani. Il fallimento di questo progetto non lo ferma, e Pintor accetta la proposta degli inglesi di fargli riattraversare le linee insieme ad alcuni compagni per stabilire un collegamento con i primi gruppi partigiani. Il tragico epilogo della missione conclude la vicenda esemplare di un intellettuale che, unendo in sé pensiero e azione, talento poetico e rigore morale, sacrifica la propria vita per il riscatto dell’Italia in uno dei momenti più bui della sua storia.

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    La mina tedesca. Il vero romanzo di Giaime Pintor di: Carlo Ferrucci  16,00

    Settembre 1943: Roma si arrende all’esercito di Hitler e il tenente Giaime Pintor – giovane e brillante letterato, poeta e traduttore, collaboratore della neonata casa editrice Einaudi – decide di impegnarsi a fondo nella guerra di liberazione. Raggiunti a Brindisi il re e il maresciallo Badoglio, e deluso dal loro immobilismo, si porta a Napoli, appena riconquistata dagli Alleati affiancati dalla popolazione, per contribuire alla formazione di un corpo di volontari italiani. Il fallimento di questo progetto non lo ferma, e Pintor accetta la proposta degli inglesi di fargli riattraversare le linee insieme ad alcuni compagni per stabilire un collegamento con i primi gruppi partigiani. Il tragico epilogo della missione conclude la vicenda esemplare di un intellettuale che, unendo in sé pensiero e azione, talento poetico e rigore morale, sacrifica la propria vita per il riscatto dell’Italia in uno dei momenti più bui della sua storia.

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    Una busta bianca sulla nuova, imponente scrivania del suo nuovo, elegante ufficio. Piena di soldi. A un anno dalla sua immotivata promozione, da semplice impiegato amministrativo ad amministrato-re delegato della Arrigoni Televisori, il ragioniere Iacona si dirige dal proprietario dell’azienda, il cavaliere Arrigoni, per avere delucidazioni circa l’inaspettato premio in denaro. Una ricompensa per la sua fedeltà, gli spiega l’anziano dirigente, e un incentivo a curare la sua immagine perché rifletta l’importanza del nuovo ruolo ricoperto. Improvvisamente ricco, Iacona scopre il fascino del denaro, il potere che ha sulle donne, il miglioramento che apporta alla sua vita matrimoniale, deteriorata da tempo, e si abitua ben presto al nuovo stile di vita. La soddisfazione professionale permette al ragioniere anche di ultimare il progetto che per anni era stato bloccato in un infinito cantiere: la stesura del suo manoscritto nel cassetto,Le lettere di Emma. Di busta in busta, la fiducia di Iacona verso il suo cavaliere cresce sempre più, al punto che il ragioniere inizia a firmare per lui una serie di richieste di finanziamenti alle banche senza porsi troppe domande. Il periodo che attraversa l’azienda, però, non è dei più semplici: l’esigenza di un rinnovamento tecnologico e l’incapacità di adattarsi alle nuove richieste del mercato lasciano presagire una crisi imminente, che Arrigoni pensa di risolvere con un viaggio a New York, nel quale dovrà incontrare persone importanti. Viaggio che vedrà coinvolto anche Iacona. Decisivo, dai risvolti imprevedibili..

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    La mossa del cavaliere di: Salvatore Varsallona  15,00

    Una busta bianca sulla nuova, imponente scrivania del suo nuovo, elegante ufficio. Piena di soldi. A un anno dalla sua immotivata promozione, da semplice impiegato amministrativo ad amministrato-re delegato della Arrigoni Televisori, il ragioniere Iacona si dirige dal proprietario dell’azienda, il cavaliere Arrigoni, per avere delucidazioni circa l’inaspettato premio in denaro. Una ricompensa per la sua fedeltà, gli spiega l’anziano dirigente, e un incentivo a curare la sua immagine perché rifletta l’importanza del nuovo ruolo ricoperto. Improvvisamente ricco, Iacona scopre il fascino del denaro, il potere che ha sulle donne, il miglioramento che apporta alla sua vita matrimoniale, deteriorata da tempo, e si abitua ben presto al nuovo stile di vita. La soddisfazione professionale permette al ragioniere anche di ultimare il progetto che per anni era stato bloccato in un infinito cantiere: la stesura del suo manoscritto nel cassetto,Le lettere di Emma. Di busta in busta, la fiducia di Iacona verso il suo cavaliere cresce sempre più, al punto che il ragioniere inizia a firmare per lui una serie di richieste di finanziamenti alle banche senza porsi troppe domande. Il periodo che attraversa l’azienda, però, non è dei più semplici: l’esigenza di un rinnovamento tecnologico e l’incapacità di adattarsi alle nuove richieste del mercato lasciano presagire una crisi imminente, che Arrigoni pensa di risolvere con un viaggio a New York, nel quale dovrà incontrare persone importanti. Viaggio che vedrà coinvolto anche Iacona. Decisivo, dai risvolti imprevedibili..

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