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    Antonello è un giovane, pavido e timido, che vive con i nonni. La sua è un’esistenza senza sorprese, le energie dell’infanzia le ha dovute impegnare nel fronteggiare l’insicurezza e le paure provocate dalle lotte costanti tra i genitori, che hanno compresso la sua personalità. Ha però l’opportunità di cambiare il proprio destino: l’arrivo, presso l’azienda in cui lavora, di una delegazione coreana che porta prototipi molto evoluti di androidi lo conduce a pensare che quello è il treno che passa una sola volta nella vita, in grado di modificare un futuro già scritto, e ci salta sopra. Ruba i pezzi per costruire un robot e crea il sosia di se stesso. Da quel momento la sua vita si capovolge e Antonello passa, in fretta e rocambolescamente, dal grigio anonimato all’essere un eroe. Ma mentire agli altri risulta molto più facile che mentire a se stessi. “Antonello e l’androide” intreccia il tema del riscatto dalla mediocrità a quello della nostra dipendenza dalla tecnologia e, con ironia e leggerezza, mette a nudo tante nostre finzioni.

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    Antonello e l’androide di: Aldo Zecca  13,00

    Antonello è un giovane, pavido e timido, che vive con i nonni. La sua è un’esistenza senza sorprese, le energie dell’infanzia le ha dovute impegnare nel fronteggiare l’insicurezza e le paure provocate dalle lotte costanti tra i genitori, che hanno compresso la sua personalità. Ha però l’opportunità di cambiare il proprio destino: l’arrivo, presso l’azienda in cui lavora, di una delegazione coreana che porta prototipi molto evoluti di androidi lo conduce a pensare che quello è il treno che passa una sola volta nella vita, in grado di modificare un futuro già scritto, e ci salta sopra. Ruba i pezzi per costruire un robot e crea il sosia di se stesso. Da quel momento la sua vita si capovolge e Antonello passa, in fretta e rocambolescamente, dal grigio anonimato all’essere un eroe. Ma mentire agli altri risulta molto più facile che mentire a se stessi. “Antonello e l’androide” intreccia il tema del riscatto dalla mediocrità a quello della nostra dipendenza dalla tecnologia e, con ironia e leggerezza, mette a nudo tante nostre finzioni.

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    «Questo libro nasce dopo un lungo viaggio attraverso l’arte. Ho incontrato Carl Gustav Jung nel mio percorso, mi ha insegnato l’opportunità creativa della trasformazione. Nelle stanze del libro l’intento è quello di esprimere attraverso la poesia, l’inconscio personale e collettivo. Di interagire con le opere d’arte stesse ed il lettore. La filosofia, i miti, i simboli e la fisica, fanno parte del nostro bagaglio ancestrale. C. G. Jung e Pauli, uno degli scopritori della fisica quantistica, nel saggio sulla sincronicità trattano il tema riguardante i fenomeni a-causali, che esulano dalla causa\effetto. Mi riferisco a eventi particolari, che a volte nella vita ci sorprendono. Apri a caso! Il caso non esiste prende spunto da questo tema. E tratta la possibilità di far coesistere l’idea del caso con la sua negazione, come le particelle nella fisica quantistica. Il libro richiede di essere letto aprendo a caso, ponendo una domanda e cercando una risposta dal testo, un segno che affiori dall’inconscio. Si tratta di un gioco molto simile all’I-Ching, o Libro dei Mutamenti, molto apprezzato da Jung. Il lettore avrà inoltre il piacere della lettura di un testo che gioca con l’arte e con le tematiche dell’oltre».

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    Apri a caso! Il caso non esiste di: Gabriella Becherelli  14,00

    «Questo libro nasce dopo un lungo viaggio attraverso l’arte. Ho incontrato Carl Gustav Jung nel mio percorso, mi ha insegnato l’opportunità creativa della trasformazione. Nelle stanze del libro l’intento è quello di esprimere attraverso la poesia, l’inconscio personale e collettivo. Di interagire con le opere d’arte stesse ed il lettore. La filosofia, i miti, i simboli e la fisica, fanno parte del nostro bagaglio ancestrale. C. G. Jung e Pauli, uno degli scopritori della fisica quantistica, nel saggio sulla sincronicità trattano il tema riguardante i fenomeni a-causali, che esulano dalla causa\effetto. Mi riferisco a eventi particolari, che a volte nella vita ci sorprendono. Apri a caso! Il caso non esiste prende spunto da questo tema. E tratta la possibilità di far coesistere l’idea del caso con la sua negazione, come le particelle nella fisica quantistica. Il libro richiede di essere letto aprendo a caso, ponendo una domanda e cercando una risposta dal testo, un segno che affiori dall’inconscio. Si tratta di un gioco molto simile all’I-Ching, o Libro dei Mutamenti, molto apprezzato da Jung. Il lettore avrà inoltre il piacere della lettura di un testo che gioca con l’arte e con le tematiche dell’oltre».

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    Una raccolta poetica di Martina Rosai.

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    Apriamo questi cassetti di: Martina Rosai  12,00

    Una raccolta poetica di Martina Rosai.

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    Prima raccolta poetica per Alex Schillizzi.


    Arcaismo di: Alex Schillizzi  12,00

    Prima raccolta poetica per Alex Schillizzi.

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    Archeologia provvisoria è la nuova raccolta poetica di Rosalba Campra, scrittrice argentina da tempo residente in Italia.

    Traduzione di Carlotta Orlandi

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    Archeologia provvisoria di: Rosalba Campra  15,00

    Archeologia provvisoria è la nuova raccolta poetica di Rosalba Campra, scrittrice argentina da tempo residente in Italia.

    Traduzione di Carlotta Orlandi

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    Dodici racconti che ruotano sulla fugacità di certi attimi, sul ruolo del tempo e dei ricordi. L’autrice si interroga sull’effettiva esistenza della realtà e sulle possibilità che si aprono quando ci si ritrova a perdersi in se stessi. Situazioni e storie di vita più o meno quotidiana viste da un’angolazione tutta interiore, un percorso intenso e variegato per cercare di dare un significato più intimo e profondo al presente e alle scelte che compiamo. Fino ad arrivare all’ultimo racconto, il più singolare e complesso di tutti: “Aria di vetro”. Un futuro distopico, carico di simbologie e riferimenti filosofici. Una misteriosa corsa contro il tempo alla ricerca della realtà stessa, di una verità più intrinseca. Solo raggiunta questa consapevolezza saremo liberi di andarcene zitti, tra gli uomini che non si voltano, con il nostro segreto.

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    Aria di vetro di: Elisa Della Scala  12,00

    Dodici racconti che ruotano sulla fugacità di certi attimi, sul ruolo del tempo e dei ricordi. L’autrice si interroga sull’effettiva esistenza della realtà e sulle possibilità che si aprono quando ci si ritrova a perdersi in se stessi. Situazioni e storie di vita più o meno quotidiana viste da un’angolazione tutta interiore, un percorso intenso e variegato per cercare di dare un significato più intimo e profondo al presente e alle scelte che compiamo. Fino ad arrivare all’ultimo racconto, il più singolare e complesso di tutti: “Aria di vetro”. Un futuro distopico, carico di simbologie e riferimenti filosofici. Una misteriosa corsa contro il tempo alla ricerca della realtà stessa, di una verità più intrinseca. Solo raggiunta questa consapevolezza saremo liberi di andarcene zitti, tra gli uomini che non si voltano, con il nostro segreto.

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    Un uomo alla deriva che scopre un passaggio per un’altra dimensione (o una porta per le proprie ossessioni), un rapimento dallo sconvolgente epilogo e una vendetta lungamente premeditata, un hotel extralusso che offre ai suoi ospiti un’estrema forma d’intrattenimento, la fine di un Regime e il perdurare d’una crudele tradizione, il cosmico legame fra l’autolesionismo e l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, infine l’altopiano come immobile metafora della grazia: sei storie che attraverso il potere affabulatorio della confessione ci ricordano che l’autobiografia è una menzogna e che ogni racconto è l’autopsia di un corpo immaginario.

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    Autopsia di un corpo immaginario di: Germano Innocenti  16,00

    Un uomo alla deriva che scopre un passaggio per un’altra dimensione (o una porta per le proprie ossessioni), un rapimento dallo sconvolgente epilogo e una vendetta lungamente premeditata, un hotel extralusso che offre ai suoi ospiti un’estrema forma d’intrattenimento, la fine di un Regime e il perdurare d’una crudele tradizione, il cosmico legame fra l’autolesionismo e l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, infine l’altopiano come immobile metafora della grazia: sei storie che attraverso il potere affabulatorio della confessione ci ricordano che l’autobiografia è una menzogna e che ogni racconto è l’autopsia di un corpo immaginario.

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    Nel deserto siriano, Maïouf osserva la morte di sua madre, una donna ripudiata e abbandonata dal potente marito. Sebbene le tribù beduine abbiano interrotto i loro viaggi secolari attraverso le dune – trasformando le loro vite da nomadi a sedentarie – la nonna, a cui il ragazzo viene affidato, vuole che il giovane continui la tradizione come pastore. Non è il futuro che Maïouf immagina per se stesso: preferisce intrufolarsi nella scuola dalle pareti bianche, quella dove vanno gli altri bambini. Questo libro è la storia di un riscatto. La storia di un Badawi, un uomo del deserto, diviso tra l’esistenza impostagli e quella che vorrebbe vivere, che lascia che la Francia realizzi il suo sogno: diventare qualcuno, qualcun altro. Il passato non si può però cancellare e neanche un vecchio amore può bastare a salvarlo dalle sue contraddizioni. Con una scrittura sincera e nutrita dalla sua stessa storia, Mohed Altrad racconta il deserto e le ferite dell’esilio con gli occhi di chi ha saputo “camminare” da un piccolo villaggio alla città di al-Raqqa, dalle aule universitarie di Montpellier ai campi petroliferi di Abu Dhabi.

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    Badawi di: Mohed Altrad  15,00

    Nel deserto siriano, Maïouf osserva la morte di sua madre, una donna ripudiata e abbandonata dal potente marito. Sebbene le tribù beduine abbiano interrotto i loro viaggi secolari attraverso le dune – trasformando le loro vite da nomadi a sedentarie – la nonna, a cui il ragazzo viene affidato, vuole che il giovane continui la tradizione come pastore. Non è il futuro che Maïouf immagina per se stesso: preferisce intrufolarsi nella scuola dalle pareti bianche, quella dove vanno gli altri bambini. Questo libro è la storia di un riscatto. La storia di un Badawi, un uomo del deserto, diviso tra l’esistenza impostagli e quella che vorrebbe vivere, che lascia che la Francia realizzi il suo sogno: diventare qualcuno, qualcun altro. Il passato non si può però cancellare e neanche un vecchio amore può bastare a salvarlo dalle sue contraddizioni. Con una scrittura sincera e nutrita dalla sua stessa storia, Mohed Altrad racconta il deserto e le ferite dell’esilio con gli occhi di chi ha saputo “camminare” da un piccolo villaggio alla città di al-Raqqa, dalle aule universitarie di Montpellier ai campi petroliferi di Abu Dhabi.

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    Il 3 gennaio 1936 il cargo Diletta Mauro lascia il porto di Genova per l’Africa Orientale. Poche ore prima dell’inizio del viaggio uno dei suoi fuochisti è trovato morto in mare, per quello che le autorità giudicano essere stato un incidente. Sarà grazie a un corrispondente di guerra del «Secolo XIX» e al primo ufficiale di macchina che si farà luce sull’accaduto. Contrabbando, ambienti promiscui, silenzi dei superiori, intimidazioni, aggressioni, disegnano – tra uno scalo e l’altro – questa “storiaccia” di mare. E poi, sullo sfondo, l’Africa; una navigazione difficile da affrontare; la vita di bordo; il conflitto che insanguina la terraferma; una bella somala che solletica gli appetiti dei marinai, usi a considerare le africane al loro servizio; un pacco di lettere compromettenti. Solo il mare aperto del ritorno, dove non giunge più la luce del faro di Port Said, accoglierà nel profondo dei suoi abissi dubbi, incubi, voci, che hanno attanagliato per due mesi la Diletta Mauro.

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    Bandiera a bruno per la Diletta Mauro di: Gianfranco Vanagolli  16,00

    Il 3 gennaio 1936 il cargo Diletta Mauro lascia il porto di Genova per l’Africa Orientale. Poche ore prima dell’inizio del viaggio uno dei suoi fuochisti è trovato morto in mare, per quello che le autorità giudicano essere stato un incidente. Sarà grazie a un corrispondente di guerra del «Secolo XIX» e al primo ufficiale di macchina che si farà luce sull’accaduto. Contrabbando, ambienti promiscui, silenzi dei superiori, intimidazioni, aggressioni, disegnano – tra uno scalo e l’altro – questa “storiaccia” di mare. E poi, sullo sfondo, l’Africa; una navigazione difficile da affrontare; la vita di bordo; il conflitto che insanguina la terraferma; una bella somala che solletica gli appetiti dei marinai, usi a considerare le africane al loro servizio; un pacco di lettere compromettenti. Solo il mare aperto del ritorno, dove non giunge più la luce del faro di Port Said, accoglierà nel profondo dei suoi abissi dubbi, incubi, voci, che hanno attanagliato per due mesi la Diletta Mauro.

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    La raccolta poetica del performer Frankie Fancello.

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    Bellezza domestica di: Frankie Fancello  12,00

    La raccolta poetica del performer Frankie Fancello.

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    La nuova raccolta poetica di Eugenio Patanè.

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    Birifrangenze di: Eugenio Patanè  12,00

    La nuova raccolta poetica di Eugenio Patanè.

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    C’è una poesia progressista e sempre coraggiosa, ma non ferma o viziata avulsa e prospettica, rintanata e spaparanzata comoda tra i velluti, sulla carta: poesia della vita che nasce dalla vita, schietta e istintiva, accelerata romantica al massimo grado, ma anche, talvolta, scorata e inasprita, scettica a iosa, dubbiosa che la gentilezza sia la regola, la prima norma sensibile – e non invece l’eccezione, bistrattata e invisa… Poesia all’aria aperta, aperta al vento, piena di vento, ventosa sempre di parole ed emozioni.

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    Black and white di: Giampaolo Bellucci  12,00

    C’è una poesia progressista e sempre coraggiosa, ma non ferma o viziata avulsa e prospettica, rintanata e spaparanzata comoda tra i velluti, sulla carta: poesia della vita che nasce dalla vita, schietta e istintiva, accelerata romantica al massimo grado, ma anche, talvolta, scorata e inasprita, scettica a iosa, dubbiosa che la gentilezza sia la regola, la prima norma sensibile – e non invece l’eccezione, bistrattata e invisa… Poesia all’aria aperta, aperta al vento, piena di vento, ventosa sempre di parole ed emozioni.

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