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    Dodici storie per dodici mesi da trascorrere fra la magia dei sogni e quella dell’infanzia, per ricordarci chi siamo. Perché il dolore e la paura che si nascondono nella rabbia vengano leniti dal mondo dei sogni, e perché le utopie ci diano la forza di essere chi siamo.

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    Storie stellari di: Barbara Gabriella Renzi  12,00

    Dodici storie per dodici mesi da trascorrere fra la magia dei sogni e quella dell’infanzia, per ricordarci chi siamo. Perché il dolore e la paura che si nascondono nella rabbia vengano leniti dal mondo dei sogni, e perché le utopie ci diano la forza di essere chi siamo.

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    La realtà è osservabile fin dove si voglia osservarla; le componenti del mondo, siano esse enormi o minuscole, all’interno oppure all’esterno dell’osservatore, hanno bisogno di strumenti capaci di renderle visibili, coadiuvando la già precisa lente dell’occhio nell’atto che causa la conoscenza. Voler conoscere è chiedersi dove direzionare il mezzo che aiuta la vista, lo strumento che permette l’esame, il controllo e la misurazione del reale. In questo modo nasce la scienza moderna: dall’utilizzo di una lente complementare a quella del cristallino e dalla direzione da attribuire all’obiettivo. Nel proprio processo di formazione e maturazione continua, di cui le raccolte poetiche e i saggi rappresentano le tappe, la poetessa barcellonese Gemma Gorga ha sentito la necessità di utilizzare tre strumenti ottici, che danno il nome alle corrispondenti tre sezioni della presente raccolta, per analizzare quella realtà che si percepisce presente e tangibile ma poco visibile perché troppo piccola o grande, esageratamente vicina o distante, interiore oppure oggettivamente esterna.

    Traduzione di Giampaolo Vincenzi

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    Strumenti ottici di: Gemma Gorga  13,00

    La realtà è osservabile fin dove si voglia osservarla; le componenti del mondo, siano esse enormi o minuscole, all’interno oppure all’esterno dell’osservatore, hanno bisogno di strumenti capaci di renderle visibili, coadiuvando la già precisa lente dell’occhio nell’atto che causa la conoscenza. Voler conoscere è chiedersi dove direzionare il mezzo che aiuta la vista, lo strumento che permette l’esame, il controllo e la misurazione del reale. In questo modo nasce la scienza moderna: dall’utilizzo di una lente complementare a quella del cristallino e dalla direzione da attribuire all’obiettivo. Nel proprio processo di formazione e maturazione continua, di cui le raccolte poetiche e i saggi rappresentano le tappe, la poetessa barcellonese Gemma Gorga ha sentito la necessità di utilizzare tre strumenti ottici, che danno il nome alle corrispondenti tre sezioni della presente raccolta, per analizzare quella realtà che si percepisce presente e tangibile ma poco visibile perché troppo piccola o grande, esageratamente vicina o distante, interiore oppure oggettivamente esterna.

    Traduzione di Giampaolo Vincenzi

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    Nato in Gran Bretagna, lo Sugar daddy è un uomo che possiede le seguenti caratteristiche: adulto di età compresa tra i 50 e i 70 anni; ricco; disposto a fare costosi regali a delle Sugar baby in cambio di compagnia e affetto. Lo Sugar daddy italiano invece è un poeta di Frascati, sposato, con uno stipendio da professore di scuola e la casa al mare, un piccolo borghese affetto dallo spleen. Nessuna delle sue giovanissime muse, però, è in grado di apprezzare appieno i suoi versi, dunque raramente Sugar daddy è ricambiato con compagnia e affetto, piuttosto con pietà e disprezzo. I suoi piccoli numi, di memoria montaliana, non sono messaggeri divini, o donne-angelo, ma delle belle ragazze dei Castelli, innocenti e sfacciate; le sue giovani parche – come ama chiamarle ispirandosi ai Sepolcri di Foscolo – vivono il tempo infinito della giovinezza, e proprio per questo, come le parche del mito, cantano inesorabili la fine di Sugar daddy, che approssimandosi alla vecchiaia, ripiega tristemente sugli amori mercenari lungo la Salaria. Solo la scrittura consente a Sugar daddy di dar corpo, nel mondo parallelo della letteratura, al desiderio di una gioventù irresponsabile, spudorata, e di ritrovare, nella dimensione poetica del rimpianto, un’età mitica di purezza che forse non ha mai vissuto.

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    Sugar Daddy di: Claudio Gargano  15,00

    Nato in Gran Bretagna, lo Sugar daddy è un uomo che possiede le seguenti caratteristiche: adulto di età compresa tra i 50 e i 70 anni; ricco; disposto a fare costosi regali a delle Sugar baby in cambio di compagnia e affetto. Lo Sugar daddy italiano invece è un poeta di Frascati, sposato, con uno stipendio da professore di scuola e la casa al mare, un piccolo borghese affetto dallo spleen. Nessuna delle sue giovanissime muse, però, è in grado di apprezzare appieno i suoi versi, dunque raramente Sugar daddy è ricambiato con compagnia e affetto, piuttosto con pietà e disprezzo. I suoi piccoli numi, di memoria montaliana, non sono messaggeri divini, o donne-angelo, ma delle belle ragazze dei Castelli, innocenti e sfacciate; le sue giovani parche – come ama chiamarle ispirandosi ai Sepolcri di Foscolo – vivono il tempo infinito della giovinezza, e proprio per questo, come le parche del mito, cantano inesorabili la fine di Sugar daddy, che approssimandosi alla vecchiaia, ripiega tristemente sugli amori mercenari lungo la Salaria. Solo la scrittura consente a Sugar daddy di dar corpo, nel mondo parallelo della letteratura, al desiderio di una gioventù irresponsabile, spudorata, e di ritrovare, nella dimensione poetica del rimpianto, un’età mitica di purezza che forse non ha mai vissuto.

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    Il T.S.O. è una procedura di isolamento forzato necessaria per tutelare la sicurezza pubblica dagli sbandati. I piantagrane cui è rivolta sono figli di padri padroni che tanti anni fa si sono innamorati di una stronza, e così sono finiti a lavorare in un negozio di musica neomelodica; perciò quando la sera piove e camminano sui marciapiedi, le auto, invece di rallentare, spingono sull’acceleratore in prossimità delle pozzanghere. Se vogliono combinare qualcosa nella vita possono sfasciarsi di alcol o farsi sparare dalla camorra. Altrimenti c’è il T.S.O.: buttati fuori da casa loro, stretti all’angolo, la notte si riparano dal freddo avvolgendosi nelle pagine del romanzo che stanno scrivendo, sperando che nessuno gli dia fuoco prima che sia finito.

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    T.S.O. di: Roberto Addeo  16,00

    Il T.S.O. è una procedura di isolamento forzato necessaria per tutelare la sicurezza pubblica dagli sbandati. I piantagrane cui è rivolta sono figli di padri padroni che tanti anni fa si sono innamorati di una stronza, e così sono finiti a lavorare in un negozio di musica neomelodica; perciò quando la sera piove e camminano sui marciapiedi, le auto, invece di rallentare, spingono sull’acceleratore in prossimità delle pozzanghere. Se vogliono combinare qualcosa nella vita possono sfasciarsi di alcol o farsi sparare dalla camorra. Altrimenti c’è il T.S.O.: buttati fuori da casa loro, stretti all’angolo, la notte si riparano dal freddo avvolgendosi nelle pagine del romanzo che stanno scrivendo, sperando che nessuno gli dia fuoco prima che sia finito.

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    Tutto gira intorno a un fucile fabbricato nel Belpaese, che i kosovari chiamano Talianka.Finita nelle mani di un contadino che la custodisce come un feticcio, l’arma diventa osservatrice privilegiata e protagonista assoluta di una narrazione in cui tutto è messo in discussione, persino la Storia. Sullo sfondo di leggi non scritte (il Kanun, il codice d’onore albanese) e persecuzioni militari, il sesso e la guerra, le paure e il bisogno di libertà si mescolano costantemente, fino quasi a sovrapporsi.A metà tra il Decamerone e il Don Chisciotte, questo romanzo si inserisce, con irriverenza e sarcasmo, in quel solco incolmabile tra passato e futuro, tradizione e modernità, regionalismo e globalizzazione che solo gli autori balcanici sanno raccontare così bene.

    Traduzione di Iris Hajdari.

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    Talianka di: Agron Y. Gashi  12,00  10,00

    Tutto gira intorno a un fucile fabbricato nel Belpaese, che i kosovari chiamano Talianka.Finita nelle mani di un contadino che la custodisce come un feticcio, l’arma diventa osservatrice privilegiata e protagonista assoluta di una narrazione in cui tutto è messo in discussione, persino la Storia. Sullo sfondo di leggi non scritte (il Kanun, il codice d’onore albanese) e persecuzioni militari, il sesso e la guerra, le paure e il bisogno di libertà si mescolano costantemente, fino quasi a sovrapporsi.A metà tra il Decamerone e il Don Chisciotte, questo romanzo si inserisce, con irriverenza e sarcasmo, in quel solco incolmabile tra passato e futuro, tradizione e modernità, regionalismo e globalizzazione che solo gli autori balcanici sanno raccontare così bene.

    Traduzione di Iris Hajdari.

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    La prima raccolta edita di Luca Atzori.

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    Teorema della stupidità di: Luca Atzori  14,00

    La prima raccolta edita di Luca Atzori.

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