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    Questo volume percorre le tappe fondamentali della vita dell’anarchica abruzzese, sedici scritti nei quali all’interno del suo percorso di vita entrano i personaggi dell’epoca che più hanno contribuito a plasmare la sua identità rivoluzionaria: da GaetanoBresci (Bresci nei miei ricordi), sul quale sarà necessario soffermarsi più appresso perché fondamentale per la sua presa di coscienza, a Pietro Gori, per proseguire tra gli altri con Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, Gino Lucetti, Anteo Zamboni e Michele Schirru. «Nelle ore anelanti ed incerte della ripresa; / Nelle ore solenni della lotta; / Nelle ore rischiose della vittoria; / Fra le incognite del domani; /Fra le torturanti voci del dolore; / Quante volte noi ci diremo, con lo sguardo / carico di memorie: / Oh, se essi fossero qui!» scrive nella prefazione la d’Andrea, come a voler ribadire l’importanza dei martiri anarchici nella lotta quotidiana. Sono loro leTorce nella notte, sono loro ad illuminare l’impervio percorso verso la vittoria.

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    Torce nella notte di: Virgilia d’Andrea  12,00

    Questo volume percorre le tappe fondamentali della vita dell’anarchica abruzzese, sedici scritti nei quali all’interno del suo percorso di vita entrano i personaggi dell’epoca che più hanno contribuito a plasmare la sua identità rivoluzionaria: da GaetanoBresci (Bresci nei miei ricordi), sul quale sarà necessario soffermarsi più appresso perché fondamentale per la sua presa di coscienza, a Pietro Gori, per proseguire tra gli altri con Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, Gino Lucetti, Anteo Zamboni e Michele Schirru. «Nelle ore anelanti ed incerte della ripresa; / Nelle ore solenni della lotta; / Nelle ore rischiose della vittoria; / Fra le incognite del domani; /Fra le torturanti voci del dolore; / Quante volte noi ci diremo, con lo sguardo / carico di memorie: / Oh, se essi fossero qui!» scrive nella prefazione la d’Andrea, come a voler ribadire l’importanza dei martiri anarchici nella lotta quotidiana. Sono loro leTorce nella notte, sono loro ad illuminare l’impervio percorso verso la vittoria.

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    «La d’Andrea non lascia solamente un testamento filosofico, poetico, giornalistico, ma essenzialmente spirituale, la sua esistenza tramanda un pensiero tramutatosi in parola scritta, in versi o in prosa, pronunciata in fabbriche e piazze. Una parola che si trasforma in azione mai animata dall’odio, piuttosto spinta dalla ferma volontà di liberare l’essere umano, qualunque essere umano, dall’abuso, dalla protervia, dal giogo, insomma dal Potere. La parola come mezzo per raggiunge i cuori e le menti, una lirica che predilige una forma soave nonostante lo scopo, una lingua che salda assieme i verbi dell’agire e del pensare, senza disperdere lo scopo primario, senza mai abbandonare la delicatezza d’animo che la contraddistingue».

    Dario Pontuale

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    Tormento di: Virgilia d’Andrea  10,00

    «La d’Andrea non lascia solamente un testamento filosofico, poetico, giornalistico, ma essenzialmente spirituale, la sua esistenza tramanda un pensiero tramutatosi in parola scritta, in versi o in prosa, pronunciata in fabbriche e piazze. Una parola che si trasforma in azione mai animata dall’odio, piuttosto spinta dalla ferma volontà di liberare l’essere umano, qualunque essere umano, dall’abuso, dalla protervia, dal giogo, insomma dal Potere. La parola come mezzo per raggiunge i cuori e le menti, una lirica che predilige una forma soave nonostante lo scopo, una lingua che salda assieme i verbi dell’agire e del pensare, senza disperdere lo scopo primario, senza mai abbandonare la delicatezza d’animo che la contraddistingue».

    Dario Pontuale

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    “Torneranno i cavalli al galoppo” è un libro composto da trenta poesie che attraversano molti argomenti, tracciano sentieri e aprono il pensiero, indagano nell’animo umano e ci fanno conoscere cose nuove. Tra i temi trattati molto evidenti sono quelli di carattere sociale come la denuncia dell’apatia umana che ritroviamo nella poesia “Gli indifferenti”, o il richiamo alla tragedia dei desaparecidos argentini della poesia “Desaparecidos”, tema veramente difficile da trattare per la sua intrinseca tragedia e delicatezza, ma che il poeta affronta senza retorica, con grande pathos, trasformandosi nel padre che ha perduto la figlia che riposa, forse, negli abissi dell’Oceano Atlantico. E ancora il tema accusatorio e di denuncia della poesia “Nessun muro” che evidenzia lo squallore del nostro scenario politico.

    Illustrazioni di Roly Arias
    Traduzione allo spagnolo di Claudia Teresa Acuña

     

     

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    Torneranno i cavalli al galoppo di: Nicola Viceconti  12,00

    “Torneranno i cavalli al galoppo” è un libro composto da trenta poesie che attraversano molti argomenti, tracciano sentieri e aprono il pensiero, indagano nell’animo umano e ci fanno conoscere cose nuove. Tra i temi trattati molto evidenti sono quelli di carattere sociale come la denuncia dell’apatia umana che ritroviamo nella poesia “Gli indifferenti”, o il richiamo alla tragedia dei desaparecidos argentini della poesia “Desaparecidos”, tema veramente difficile da trattare per la sua intrinseca tragedia e delicatezza, ma che il poeta affronta senza retorica, con grande pathos, trasformandosi nel padre che ha perduto la figlia che riposa, forse, negli abissi dell’Oceano Atlantico. E ancora il tema accusatorio e di denuncia della poesia “Nessun muro” che evidenzia lo squallore del nostro scenario politico.

    Illustrazioni di Roly Arias
    Traduzione allo spagnolo di Claudia Teresa Acuña

     

     

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    Finalmente in libreria la prima raccolta poetica di Miss Poetrix.

    Una donna, una stanza e un destino da compiere. Una raccolta sperimentale di poesia, narrativa e musica elettronica in cui si affronta un viaggio di conoscenza attraverso l’incontro con l’Altro. In una realtà parallela che assume la forma di una stanza, il rimosso esplode mentre il sé si svela davanti al volto di un uomo incontrato e dimenticato infinite volte. La bambina ferita, la fame d’amore, la proiezione dei propri desideri e paure, la pulsione erotica, l’attaccamento, l’abbandono dell’oggetto amato e l’elaborazione di un lutto sono le tappe che il cuore dovrà attraversare per giungere alla rinascita e alla liberazione.

    Il lettore, nel suo viaggio, potrà incontrare la voce recitante di Miss Poetrix che, scandita dal sound elettronico, da voce-crepa diventa parola ritrovata.

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    Transfert di: Miss Poetrix  12,00

    Finalmente in libreria la prima raccolta poetica di Miss Poetrix.

    Una donna, una stanza e un destino da compiere. Una raccolta sperimentale di poesia, narrativa e musica elettronica in cui si affronta un viaggio di conoscenza attraverso l’incontro con l’Altro. In una realtà parallela che assume la forma di una stanza, il rimosso esplode mentre il sé si svela davanti al volto di un uomo incontrato e dimenticato infinite volte. La bambina ferita, la fame d’amore, la proiezione dei propri desideri e paure, la pulsione erotica, l’attaccamento, l’abbandono dell’oggetto amato e l’elaborazione di un lutto sono le tappe che il cuore dovrà attraversare per giungere alla rinascita e alla liberazione.

    Il lettore, nel suo viaggio, potrà incontrare la voce recitante di Miss Poetrix che, scandita dal sound elettronico, da voce-crepa diventa parola ritrovata.

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    Tunz. Tunz. Tunz. Come ogni sabato, Eva – aspirante velina – e Laura – la dea del peccato – da una parte, e Adamo – perdigiorno incallito – dall’altra, si preparano a passare la loro nottata al Sonik, al ritmo del Tunz che spacca e fracassa. Mentre si affrettano e si attardano, non sanno che quella notte cambierà per sempre le loro vite perché, incredibile,questa droga è troppo buona, ti fa flashare veramente di brutto! Fuori dalla psicadelica, però, c’è la realtà di ogni giorno. Così, una volta tornato il silenzio e recuperata un po’di lucidità, i protagonisti e gli altri individui con i quali, in un modo o nell’altro, la loro vita si è sfiorata tra le luci del Sonik, si troveranno davanti a un nuovo stato dei fatti, difficile da attribuire a una semplice serata in discoteca.

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    Valutato 4.85 su 5
    Tunz di: Dario Piccioni  14,00

    Tunz. Tunz. Tunz. Come ogni sabato, Eva – aspirante velina – e Laura – la dea del peccato – da una parte, e Adamo – perdigiorno incallito – dall’altra, si preparano a passare la loro nottata al Sonik, al ritmo del Tunz che spacca e fracassa. Mentre si affrettano e si attardano, non sanno che quella notte cambierà per sempre le loro vite perché, incredibile,questa droga è troppo buona, ti fa flashare veramente di brutto! Fuori dalla psicadelica, però, c’è la realtà di ogni giorno. Così, una volta tornato il silenzio e recuperata un po’di lucidità, i protagonisti e gli altri individui con i quali, in un modo o nell’altro, la loro vita si è sfiorata tra le luci del Sonik, si troveranno davanti a un nuovo stato dei fatti, difficile da attribuire a una semplice serata in discoteca.

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    Parigi, linea 6, direzione Trocadero: è possibile innamorarsi sulla metro? Forse sì, se a incontrarsi nello stesso vagone sono Violetta e Julien, lei appassionata dei romanzi di Stendhal, lui romantico e misterioso. Un inquietante cortocircuito temporale trasporterà l’atmosfera da romanzo gotico in cui sembra confinato Julien, nei tempi, chiassosi e disincantati, in cui si svolge la vacanza di Violetta a Parigi. L’amore tra questi due ragazzi assume così i contorni di un classico del Romanticismo riletto in chiave pop: folle come quello di Heathcliff e Catherine in Cime tempestose; struggente come quello di Fabrizio del Dongo che, prigioniero della Torre Farnese nella Certosa di Parma, scorge l’amata Clelia dalla feritoia della sua cella; contrastato come l’amore di Mr. Darcy ed Elizabeth in Orgoglio e pregiudizio; perfino soprannaturale come quello di Paolo e Francesca, che brucia senza consumarsi, al di là del tempo. Le barriere che dividono Julien e Violetta sembrano invalicabili perché a separare i due ragazzi è proprio il tempo in cui si svolge il loro amore: austero e compassato quello di Julien, ironico e scanzonato quello di Violetta. A cavallo tra due epoche e due concezioni dell’amore tanto diverse, l’abbraccio di Julien e Violetta riuscirà ad avvicinare secoli distanti, suggerendo che il romanticismo, forse, è stato messo in soffitta troppo in fretta, e che stanno tornando i tempi per una nuova Belle Époque.

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    Tutta colpa di Stendhal di: Laura Patrizi  18,00

    Parigi, linea 6, direzione Trocadero: è possibile innamorarsi sulla metro? Forse sì, se a incontrarsi nello stesso vagone sono Violetta e Julien, lei appassionata dei romanzi di Stendhal, lui romantico e misterioso. Un inquietante cortocircuito temporale trasporterà l’atmosfera da romanzo gotico in cui sembra confinato Julien, nei tempi, chiassosi e disincantati, in cui si svolge la vacanza di Violetta a Parigi. L’amore tra questi due ragazzi assume così i contorni di un classico del Romanticismo riletto in chiave pop: folle come quello di Heathcliff e Catherine in Cime tempestose; struggente come quello di Fabrizio del Dongo che, prigioniero della Torre Farnese nella Certosa di Parma, scorge l’amata Clelia dalla feritoia della sua cella; contrastato come l’amore di Mr. Darcy ed Elizabeth in Orgoglio e pregiudizio; perfino soprannaturale come quello di Paolo e Francesca, che brucia senza consumarsi, al di là del tempo. Le barriere che dividono Julien e Violetta sembrano invalicabili perché a separare i due ragazzi è proprio il tempo in cui si svolge il loro amore: austero e compassato quello di Julien, ironico e scanzonato quello di Violetta. A cavallo tra due epoche e due concezioni dell’amore tanto diverse, l’abbraccio di Julien e Violetta riuscirà ad avvicinare secoli distanti, suggerendo che il romanticismo, forse, è stato messo in soffitta troppo in fretta, e che stanno tornando i tempi per una nuova Belle Époque.

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