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    L’incontro casuale tra Greta e Daniele, due ex compagni di classe alle Elementari, innescherà in lei un forte desiderio di cambiamento. La ragazza, poco più che ventenne, lascerà la sua famiglia – comunque assente dalla sua vita – per andare incontro a un destino lontano da tutto ciò che aveva caratterizzato la sua esistenza fino a quel momento. Un amore costruito poco a poco il loro, e apparentemente troppo fragile per affrontare le grandi difficoltà che gli si presenteranno davanti. Ma è proprio di fronte agli ostacoli che, in un gioco di specchi in cui i ruoli per una volta si capovolgono, si possono davvero chiudere i conti con il passato e ricominciare a vivere.

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    Copione al contrario di: Angelo Lupinacci  14,00

    L’incontro casuale tra Greta e Daniele, due ex compagni di classe alle Elementari, innescherà in lei un forte desiderio di cambiamento. La ragazza, poco più che ventenne, lascerà la sua famiglia – comunque assente dalla sua vita – per andare incontro a un destino lontano da tutto ciò che aveva caratterizzato la sua esistenza fino a quel momento. Un amore costruito poco a poco il loro, e apparentemente troppo fragile per affrontare le grandi difficoltà che gli si presenteranno davanti. Ma è proprio di fronte agli ostacoli che, in un gioco di specchi in cui i ruoli per una volta si capovolgono, si possono davvero chiudere i conti con il passato e ricominciare a vivere.

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    Un ottimo lavoro, una bella moglie, una figlia meravigliosa. Tommaso ha tutte le ragioni per essere felice. Una mattina però cambia tutto: si ritrova a Lisbona senza alcuna memoria del proprio passato. Come può essere possibile? Si può costruire un’altra vita e rifugiarsi dentro di essa? La nuova quotidianità di Tommaso è segnata da piccoli gesti, un lavoro come cameriere, una modesta pensione dove alloggia, fino all’incontro con Sabine, una giovane tedesca. La donna è inizialmente incuriosita dall’amnesia di Tommaso, poi sconcertata dal dubbio che ricordi più di quanto non le voglia raccontare. L’arrivo di un investigatore privato la aiuterà a fare luce sul passato dell’uomo: Sabine è stanca di segreti, mentre per Tommaso è arrivato il momento di fare i conti con la sua vita…

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    Cosa ci rende umani di: Raffaele Lezzi  15,00

    Un ottimo lavoro, una bella moglie, una figlia meravigliosa. Tommaso ha tutte le ragioni per essere felice. Una mattina però cambia tutto: si ritrova a Lisbona senza alcuna memoria del proprio passato. Come può essere possibile? Si può costruire un’altra vita e rifugiarsi dentro di essa? La nuova quotidianità di Tommaso è segnata da piccoli gesti, un lavoro come cameriere, una modesta pensione dove alloggia, fino all’incontro con Sabine, una giovane tedesca. La donna è inizialmente incuriosita dall’amnesia di Tommaso, poi sconcertata dal dubbio che ricordi più di quanto non le voglia raccontare. L’arrivo di un investigatore privato la aiuterà a fare luce sul passato dell’uomo: Sabine è stanca di segreti, mentre per Tommaso è arrivato il momento di fare i conti con la sua vita…

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    La nuova raccolta poetica di Gabriele Galloni.

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    Creatura breve di: Gabriele Galloni  12,00

    La nuova raccolta poetica di Gabriele Galloni.

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    «Si apre una contraddizione in chi affronta la lettura di questo importante contributo che Gëzim Hajdari offre alle nostre lettere, e non solo: la certezza di punti fermi, la caparbietà di un progetto a lungo termine, l’ostinazione a credere in valori millenari filtrati dalla invenzione scritta, pure a fronte di un mutamento epocale di paradigma, che tutto appiattisce, frammenta, disconosce e distrugge, proprio a far capo dallo status che l’autore porta, esibisce, coltiva: quello di esule, migrante, rifugiato, altro e diverso. Una condizione fluida e bloccata che i suoi testi poetici ribadiscono ad ogni strofa, essendo ormai l’esperienza di fuggitivo e sradicato divenuta elemento sostanziale del suo vissuto e del suo immaginario, vittima (come vedremo) con molti altri intellettuali “stranieri” di una tacita e sistematica espulsione che l’Italia pre e post salviniana ha caparbiamente attuato in nome anche di purezza e primato letterari, di fatto smentiti da questa stessa raccolta».

    Fulvio Pezzarossa

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    Cresce dentro di me un uomo straniero di: Gëzim Hajdari  15,00

    «Si apre una contraddizione in chi affronta la lettura di questo importante contributo che Gëzim Hajdari offre alle nostre lettere, e non solo: la certezza di punti fermi, la caparbietà di un progetto a lungo termine, l’ostinazione a credere in valori millenari filtrati dalla invenzione scritta, pure a fronte di un mutamento epocale di paradigma, che tutto appiattisce, frammenta, disconosce e distrugge, proprio a far capo dallo status che l’autore porta, esibisce, coltiva: quello di esule, migrante, rifugiato, altro e diverso. Una condizione fluida e bloccata che i suoi testi poetici ribadiscono ad ogni strofa, essendo ormai l’esperienza di fuggitivo e sradicato divenuta elemento sostanziale del suo vissuto e del suo immaginario, vittima (come vedremo) con molti altri intellettuali “stranieri” di una tacita e sistematica espulsione che l’Italia pre e post salviniana ha caparbiamente attuato in nome anche di purezza e primato letterari, di fatto smentiti da questa stessa raccolta».

    Fulvio Pezzarossa

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    Per quasi otto mesi si erano solo scritti delle mail e degli sms. Il tono a volte rasentava la confessione intima, a volte diventava impertinenza allusiva per poi, in qualche caso, spingersi in esplicite provocazioni sessuali. In mezzo c’erano pause in cui restava soltanto la percezione di una presenza lontana, un diversivo che voleva essere promessa di un rapporto e, come tale, acquistare un valore aggiunto che entrambi ci tenevano a preservare. Ignoravano che, dopo il loro incontro, si sarebbero nuovamente adeguati alla continuità del vivere, sapendo entrambi che, sul piano dell’esistenza più profonda e insondabile, era avvenuto un crollo a cui non ci sarebbe stato rimedio neanche in futuro.

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    Crollo di Atlante di: Riccardo De Torrebruna  12,00

    Per quasi otto mesi si erano solo scritti delle mail e degli sms. Il tono a volte rasentava la confessione intima, a volte diventava impertinenza allusiva per poi, in qualche caso, spingersi in esplicite provocazioni sessuali. In mezzo c’erano pause in cui restava soltanto la percezione di una presenza lontana, un diversivo che voleva essere promessa di un rapporto e, come tale, acquistare un valore aggiunto che entrambi ci tenevano a preservare. Ignoravano che, dopo il loro incontro, si sarebbero nuovamente adeguati alla continuità del vivere, sapendo entrambi che, sul piano dell’esistenza più profonda e insondabile, era avvenuto un crollo a cui non ci sarebbe stato rimedio neanche in futuro.

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    Si sa, il mondo della scuola riserva sempre grandi sorprese. E se a raccontarlo, questo mondo, è l’occhio indagatore ma privo di pregiudizi di una giovane supplente di sostegno al liceo, alle prime armi con l’insegnamento, ecco che spuntano retroscena, eventi che non avresti mai voluto sapere, fastidi rassegnati e commoventi tenerezze. Piccoli grandi eventi che ti lasciano a bocca aperta o ti fanno cadere le braccia, problemi scolastici ancestrali e nuove, multietniche, soluzioni alla vita quotidiana. Continue scoperte. Perché se è vero che il compito dei professori è trasmettere conoscenza, è anche vero che a volte i ruoli si ribaltano, e sono i ragazzi, adolescenti tanto uguali in alcuni atteggiamenti, con la loro imprevedibilità, a insegnare. La scuola è un mondo a sé, con le sue regole scritte e tramandate oralmente; con i suoi orari, che valgono per tutte le anime che la vivono quotidianamente; con il suo gioco delle parti. L’autrice ci racconta questo gioco e lo fa con tenerezza, ironia, stupore e intelligenza, regalandoci un libro prezioso e utile a farci osservare quel mondo che, in fondo, è il microcosmo, con tutti i suoi difetti, più genuino della nostra società.

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    Cronache di una prof di: Martina Colligiani  12,00

    Si sa, il mondo della scuola riserva sempre grandi sorprese. E se a raccontarlo, questo mondo, è l’occhio indagatore ma privo di pregiudizi di una giovane supplente di sostegno al liceo, alle prime armi con l’insegnamento, ecco che spuntano retroscena, eventi che non avresti mai voluto sapere, fastidi rassegnati e commoventi tenerezze. Piccoli grandi eventi che ti lasciano a bocca aperta o ti fanno cadere le braccia, problemi scolastici ancestrali e nuove, multietniche, soluzioni alla vita quotidiana. Continue scoperte. Perché se è vero che il compito dei professori è trasmettere conoscenza, è anche vero che a volte i ruoli si ribaltano, e sono i ragazzi, adolescenti tanto uguali in alcuni atteggiamenti, con la loro imprevedibilità, a insegnare. La scuola è un mondo a sé, con le sue regole scritte e tramandate oralmente; con i suoi orari, che valgono per tutte le anime che la vivono quotidianamente; con il suo gioco delle parti. L’autrice ci racconta questo gioco e lo fa con tenerezza, ironia, stupore e intelligenza, regalandoci un libro prezioso e utile a farci osservare quel mondo che, in fondo, è il microcosmo, con tutti i suoi difetti, più genuino della nostra società.

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    Cura e traduzione di Andrea Gazzoni.

    In un paesaggio equatoriale di foreste, fiumi, rocce e regioni costiere, la poesia di Wilson Harris legge e sogna tracce di miti greci e amerindi, memorie di antiche migrazioni, cicatrici di schiavitù ed echi di violenze contemporanee. In un intrico in cui diventa incerto ogni confine, Harris esplora archetipi del bene e del male, della distruzione e della salvezza, articolando in un arazzo di visionarie il ritmo oscuro e luminoso delle vicende umane, il contrappunto di eternità e stagione . Da Ettore «eroe del tempo» che cade da mortale in una Troia trasfigurata in foresta pluviale fino a Odisseo che rifiuta l’immortalità offerta da Calipso cantando la «pietra che si scioglie / in carne», passando per Prometeo che «prigioniero incatenato al cielo» intravede «la marea vuota delle popolazioni della morte o della vita», Da eternità a stagione è una meditazione in versi sul mistero dell’umano.

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    Da eternità a stagione di: Wilson Harris  12,00

    Cura e traduzione di Andrea Gazzoni.

    In un paesaggio equatoriale di foreste, fiumi, rocce e regioni costiere, la poesia di Wilson Harris legge e sogna tracce di miti greci e amerindi, memorie di antiche migrazioni, cicatrici di schiavitù ed echi di violenze contemporanee. In un intrico in cui diventa incerto ogni confine, Harris esplora archetipi del bene e del male, della distruzione e della salvezza, articolando in un arazzo di visionarie il ritmo oscuro e luminoso delle vicende umane, il contrappunto di eternità e stagione . Da Ettore «eroe del tempo» che cade da mortale in una Troia trasfigurata in foresta pluviale fino a Odisseo che rifiuta l’immortalità offerta da Calipso cantando la «pietra che si scioglie / in carne», passando per Prometeo che «prigioniero incatenato al cielo» intravede «la marea vuota delle popolazioni della morte o della vita», Da eternità a stagione è una meditazione in versi sul mistero dell’umano.

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    La nuova raccolta poetica di Flaminia Rocca.


    Dalle mie vene a cielo aperto di: Flaminia Rocca  12,00

    La nuova raccolta poetica di Flaminia Rocca.

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    Degli horti romani è nella sua essenza ultima un canzoniere d’amore. Ma un canzoniere su cui sovrasta verso dopo verso il pensiero di un’altra dimensione del vivere, enigmatica e intraducibile: è il mondo degli astri e della notte, e degli angeli malinconici che lo abitano, cui l’autrice si appella come a forze protettrici, perché custodiscano il nòcciolo tenero e ferito della sua anima, preservandoci dall’aridità dei tempi: quei tempi cui l’autrice allude esplicitamente in alcuni componimenti (La gente che sembra per bene; Povere Muse) ma che sono l’oggetto costante, quasi sottinteso, della sua attenzione, e che a volte sembrano trovare la loro rappresentazione figurale nell’immagine biblica del «serpe». Perché Natalia crede nella poesia: e si vede, e lo dice.

    Dalla Prefazione di G. Pontiggia

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    Degli horti romani di: Natalia Stepanova  14,00

    Degli horti romani è nella sua essenza ultima un canzoniere d’amore. Ma un canzoniere su cui sovrasta verso dopo verso il pensiero di un’altra dimensione del vivere, enigmatica e intraducibile: è il mondo degli astri e della notte, e degli angeli malinconici che lo abitano, cui l’autrice si appella come a forze protettrici, perché custodiscano il nòcciolo tenero e ferito della sua anima, preservandoci dall’aridità dei tempi: quei tempi cui l’autrice allude esplicitamente in alcuni componimenti (La gente che sembra per bene; Povere Muse) ma che sono l’oggetto costante, quasi sottinteso, della sua attenzione, e che a volte sembrano trovare la loro rappresentazione figurale nell’immagine biblica del «serpe». Perché Natalia crede nella poesia: e si vede, e lo dice.

    Dalla Prefazione di G. Pontiggia

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    L’ultima raccolta poetica di Miro Gabriele.

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    Dentro lo sguardo di: Miro Gabriele  12,00

    L’ultima raccolta poetica di Miro Gabriele.

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