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    Questa antologia nasce dal desiderio di presentare al pubblico italiano alcune delle voci più interessanti dell’attuale panorama poetico statunitense femminile contemporaneo. Gli Stati Uniti sono il paese dove la poesia – femminile e non – esce dal ruolo di fenomeno di nicchia, a cui viene abitualmente relegato, per finire sulle prime pagine di testate nazionali o diventare virale, con migliaia di condivisioni attraverso i social network, come nel caso di Good Bones di Maggie Smith. Le 13 autrici, 13 come le righe della bandiera americana, sono rappresentative della grande eterogeneità del paese e delle sue diverse etnie, che coesistono sempre armoniosamente almeno in ambito poetico. Siamo felici di avere la possibilità di presentare in Italia autrici importanti, vincitrici di premi come il National Book Award per la Poesia, l’Academy of American Poets Wallace Stevens Award o finaliste al Premio Pulitzer – da Nikky Finney, a Patricia Smith, da Joy Harjo (l’unica già pubblicata in Italia e tradotta da Laura Coltelli) a Diane Seuss; le molto apprezzate Natalie Diaz, Mahogany L. Browne, Maggie Smith, Aimee Nezhukumatathil e Jennifer Givhan, per finire con alcune favolose outsider Francesca Bell, Alexis Rhone Fancher, Wendy Xu, e Kelli Russell Agodon.

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    Antologia di poesia femminile americana contemporanea di: AA. VV.  12,00

    Questa antologia nasce dal desiderio di presentare al pubblico italiano alcune delle voci più interessanti dell’attuale panorama poetico statunitense femminile contemporaneo. Gli Stati Uniti sono il paese dove la poesia – femminile e non – esce dal ruolo di fenomeno di nicchia, a cui viene abitualmente relegato, per finire sulle prime pagine di testate nazionali o diventare virale, con migliaia di condivisioni attraverso i social network, come nel caso di Good Bones di Maggie Smith. Le 13 autrici, 13 come le righe della bandiera americana, sono rappresentative della grande eterogeneità del paese e delle sue diverse etnie, che coesistono sempre armoniosamente almeno in ambito poetico. Siamo felici di avere la possibilità di presentare in Italia autrici importanti, vincitrici di premi come il National Book Award per la Poesia, l’Academy of American Poets Wallace Stevens Award o finaliste al Premio Pulitzer – da Nikky Finney, a Patricia Smith, da Joy Harjo (l’unica già pubblicata in Italia e tradotta da Laura Coltelli) a Diane Seuss; le molto apprezzate Natalie Diaz, Mahogany L. Browne, Maggie Smith, Aimee Nezhukumatathil e Jennifer Givhan, per finire con alcune favolose outsider Francesca Bell, Alexis Rhone Fancher, Wendy Xu, e Kelli Russell Agodon.

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    Si sa, il mondo della scuola riserva sempre grandi sorprese. E se a raccontarlo, questo mondo, è l’occhio indagatore ma privo di pregiudizi di una giovane supplente di sostegno al liceo, alle prime armi con l’insegnamento, ecco che spuntano retroscena, eventi che non avresti mai voluto sapere, fastidi rassegnati e commoventi tenerezze. Piccoli grandi eventi che ti lasciano a bocca aperta o ti fanno cadere le braccia, problemi scolastici ancestrali e nuove, multietniche, soluzioni alla vita quotidiana. Continue scoperte. Perché se è vero che il compito dei professori è trasmettere conoscenza, è anche vero che a volte i ruoli si ribaltano, e sono i ragazzi, adolescenti tanto uguali in alcuni atteggiamenti, con la loro imprevedibilità, a insegnare. La scuola è un mondo a sé, con le sue regole scritte e tramandate oralmente; con i suoi orari, che valgono per tutte le anime che la vivono quotidianamente; con il suo gioco delle parti. L’autrice ci racconta questo gioco e lo fa con tenerezza, ironia, stupore e intelligenza, regalandoci un libro prezioso e utile a farci osservare quel mondo che, in fondo, è il microcosmo, con tutti i suoi difetti, più genuino della nostra società.

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    Cronache di una prof di: Martina Colligiani  12,00

    Si sa, il mondo della scuola riserva sempre grandi sorprese. E se a raccontarlo, questo mondo, è l’occhio indagatore ma privo di pregiudizi di una giovane supplente di sostegno al liceo, alle prime armi con l’insegnamento, ecco che spuntano retroscena, eventi che non avresti mai voluto sapere, fastidi rassegnati e commoventi tenerezze. Piccoli grandi eventi che ti lasciano a bocca aperta o ti fanno cadere le braccia, problemi scolastici ancestrali e nuove, multietniche, soluzioni alla vita quotidiana. Continue scoperte. Perché se è vero che il compito dei professori è trasmettere conoscenza, è anche vero che a volte i ruoli si ribaltano, e sono i ragazzi, adolescenti tanto uguali in alcuni atteggiamenti, con la loro imprevedibilità, a insegnare. La scuola è un mondo a sé, con le sue regole scritte e tramandate oralmente; con i suoi orari, che valgono per tutte le anime che la vivono quotidianamente; con il suo gioco delle parti. L’autrice ci racconta questo gioco e lo fa con tenerezza, ironia, stupore e intelligenza, regalandoci un libro prezioso e utile a farci osservare quel mondo che, in fondo, è il microcosmo, con tutti i suoi difetti, più genuino della nostra società.

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    Piccola personale lezione di… poesia

    Questo libro ha come argomento la poesia e questo già potrebbe produrre una certa diffusa ritrosia a sfogliarlo. In realtà, non è una raccolta di testi poetici, pur citandone alcuni, ma una proposta di percezione più vicina e familiare del testo poetico. Non è però neppure un saggio e vaga tra passaggi narrativi attraverso memorie personali, musica, affettività, passato e attualità. Ha come destinatari finali i ragazzi delle scuole medie e superiori, ma attraverso gli adulti: docenti, studenti universitari e anche coloro che seguono oggi i ragazzi o ritornano in un tempo più maturo a riaccordare qualche nota poetica trattenuta e conservata. Suggerisce qualche metodo forse artigianale, dove fondamenti formativi si intrecciano con vissuto professionale e umano dell’autore, a contatto coi ragazzi per molti anni come docente; ma solo perché, in questo modo, si possa meglio cogliere l’essenza intuitiva di un verso. Forse è un testo dedicato ai ragazzi per essere stato ragazzo, in un tempo diverso, chi l’ha scritto e per aver avuto l’occasione di trascorrerne tanto a cogliere quello di diverse generazioni. Forse perché la poesia è in loro e fa parte della loro vita, più di quanto essi stessi e noi adulti pensiamo. Forse perché c’è poesia, come impressione immaginaria e vera, anche quando in noi e nel mondo tace o è accantonata.

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    E cielo e terra si mostro qual era di: Luigi Chiavarone  12,00

    Piccola personale lezione di… poesia

    Questo libro ha come argomento la poesia e questo già potrebbe produrre una certa diffusa ritrosia a sfogliarlo. In realtà, non è una raccolta di testi poetici, pur citandone alcuni, ma una proposta di percezione più vicina e familiare del testo poetico. Non è però neppure un saggio e vaga tra passaggi narrativi attraverso memorie personali, musica, affettività, passato e attualità. Ha come destinatari finali i ragazzi delle scuole medie e superiori, ma attraverso gli adulti: docenti, studenti universitari e anche coloro che seguono oggi i ragazzi o ritornano in un tempo più maturo a riaccordare qualche nota poetica trattenuta e conservata. Suggerisce qualche metodo forse artigianale, dove fondamenti formativi si intrecciano con vissuto professionale e umano dell’autore, a contatto coi ragazzi per molti anni come docente; ma solo perché, in questo modo, si possa meglio cogliere l’essenza intuitiva di un verso. Forse è un testo dedicato ai ragazzi per essere stato ragazzo, in un tempo diverso, chi l’ha scritto e per aver avuto l’occasione di trascorrerne tanto a cogliere quello di diverse generazioni. Forse perché la poesia è in loro e fa parte della loro vita, più di quanto essi stessi e noi adulti pensiamo. Forse perché c’è poesia, come impressione immaginaria e vera, anche quando in noi e nel mondo tace o è accantonata.

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