Officina Ensemble (91)

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    Il libro di cui state sfogliando le pagine è uno scherzo della vista. Mancando l’azione e una trama limpida, quello che viene raccontato è un mondo fatto soprattutto di volti, rughe e smorfie. Agonie ustionate di permanenze infinite. E, ancora, un senso di solerte abbandono, incredulità e sdegnoso rifiuto; una orgogliosa ritrosia che solo con l’inganno a se stesso ogni personaggio muta in faticosa rassegnazione. I protagonisti di queste storie sono dei sopravvissuti, ma dicono che se sopravvivi poi ti trovi a farlo con il fardello di persistenti patologie: deficit d’attenzione, movimenti fisici imperfetti, organi zoppicanti… Dunque, se il mondo che ci circonda acquista senso solo se sottoposto a una qualche opera di filtraggio, allora tutti i personaggi che incontrerete compiono questo processo a casaccio, sull’onda di una costrizione fisica ed emotiva sempre più incombente.

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    Il paradosso del respiro di: Emanuele Finardi  12,00

    Il libro di cui state sfogliando le pagine è uno scherzo della vista. Mancando l’azione e una trama limpida, quello che viene raccontato è un mondo fatto soprattutto di volti, rughe e smorfie. Agonie ustionate di permanenze infinite. E, ancora, un senso di solerte abbandono, incredulità e sdegnoso rifiuto; una orgogliosa ritrosia che solo con l’inganno a se stesso ogni personaggio muta in faticosa rassegnazione. I protagonisti di queste storie sono dei sopravvissuti, ma dicono che se sopravvivi poi ti trovi a farlo con il fardello di persistenti patologie: deficit d’attenzione, movimenti fisici imperfetti, organi zoppicanti… Dunque, se il mondo che ci circonda acquista senso solo se sottoposto a una qualche opera di filtraggio, allora tutti i personaggi che incontrerete compiono questo processo a casaccio, sull’onda di una costrizione fisica ed emotiva sempre più incombente.

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    Un uomo che bussa incessantemente a una porta che non accenna ad aprirsi. Delle donne, molte donne, che soffrono del suo dolore, paralizzate di fronte allo straniero che non si rassegna a quella porta chiusa. Quando qualcuna di loro cede all’amore per il misterioso uomo e gli si avvicina, qualcosa di imprevedibile e fuori dal suo controllo accade, lasciando una croce al suo posto. Il cammino di Giulia, persa nell’oscurità e alla ricerca di un passato e di un’identità che fatica a ricordare, prende una piega particolare, differenziandosi da quello delle altre donne. Atmosfere oniriche e surreali, per raccontare il limbo tra la vita e la morte e l’importanza di ricongiungersi al proprio passato, prima di perdersi definitivamente nel labirinto dell’oblio.


    Il raduno di: Bonifacio Vincenzi  12,00

    Un uomo che bussa incessantemente a una porta che non accenna ad aprirsi. Delle donne, molte donne, che soffrono del suo dolore, paralizzate di fronte allo straniero che non si rassegna a quella porta chiusa. Quando qualcuna di loro cede all’amore per il misterioso uomo e gli si avvicina, qualcosa di imprevedibile e fuori dal suo controllo accade, lasciando una croce al suo posto. Il cammino di Giulia, persa nell’oscurità e alla ricerca di un passato e di un’identità che fatica a ricordare, prende una piega particolare, differenziandosi da quello delle altre donne. Atmosfere oniriche e surreali, per raccontare il limbo tra la vita e la morte e l’importanza di ricongiungersi al proprio passato, prima di perdersi definitivamente nel labirinto dell’oblio.

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    «La vera rivoluzione dura solo un attimo e svanisce prima della sua morte, per rinascere in nuove forme e vivere altre esistenze fugaci e appassionate». Gli anni Settanta racchiudono i tentativi di riscatto e le speranze di un’intera generazione, le intuizioni e le debolezze, le conquiste e le sconfitte di chi a vent’anni cerca di cambiare il mondo. Gesualdo parte da un paesino del Sud e lì ritorna come in un luogo di transito, nel ritmo di una ciclicità disincantata e straniante. Nel mezzo c’è la rivoluzione, la lotta studentesca, la psicoanalisi, la musica psichedelica, l’amore, la poesia e i viaggi in autostop.

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    Il sogno di Opale di: Subhaga Gaetano Failla  13,00

    «La vera rivoluzione dura solo un attimo e svanisce prima della sua morte, per rinascere in nuove forme e vivere altre esistenze fugaci e appassionate». Gli anni Settanta racchiudono i tentativi di riscatto e le speranze di un’intera generazione, le intuizioni e le debolezze, le conquiste e le sconfitte di chi a vent’anni cerca di cambiare il mondo. Gesualdo parte da un paesino del Sud e lì ritorna come in un luogo di transito, nel ritmo di una ciclicità disincantata e straniante. Nel mezzo c’è la rivoluzione, la lotta studentesca, la psicoanalisi, la musica psichedelica, l’amore, la poesia e i viaggi in autostop.

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    In attesa di cortese riscontro è il sigillo finale delle lettere che Anna Cabrini, donna, laureata e per giunta sposata e con velleità letterarie, invia ai suoi potenziali datori di lavoro nella solida immobilità dell’operosa provincia padana. Dalla perdita del lavoro come perdita di identità, la ricerca di Anna diventa viaggio esistenziale, un’attesa metafisica che si intreccerà con un’altra attesa, quella della sorella Sofia, alla ricerca disperata di una maternità oltre i dolorosi limiti dell’infertilità nel paese della Legge 40⁄2004.

    Anna e Sofia. Due sorelle. Due donne in attesa. Due binari apparentemente separati e paralleli, che hanno come deno- minatore comune la forza di riconciliare microcosmo e macrocosmo nella precarietà e sterilità di un tempo ancora scandito al maschile. Entrambe dovranno fronteggiare il proprio esilio, in attesa, ciascuna, di un cortese riscontro dalla vita.

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    In attesa di cortese riscontro di: Emanuela Lorenzi  15,00

    In attesa di cortese riscontro è il sigillo finale delle lettere che Anna Cabrini, donna, laureata e per giunta sposata e con velleità letterarie, invia ai suoi potenziali datori di lavoro nella solida immobilità dell’operosa provincia padana. Dalla perdita del lavoro come perdita di identità, la ricerca di Anna diventa viaggio esistenziale, un’attesa metafisica che si intreccerà con un’altra attesa, quella della sorella Sofia, alla ricerca disperata di una maternità oltre i dolorosi limiti dell’infertilità nel paese della Legge 40⁄2004.

    Anna e Sofia. Due sorelle. Due donne in attesa. Due binari apparentemente separati e paralleli, che hanno come deno- minatore comune la forza di riconciliare microcosmo e macrocosmo nella precarietà e sterilità di un tempo ancora scandito al maschile. Entrambe dovranno fronteggiare il proprio esilio, in attesa, ciascuna, di un cortese riscontro dalla vita.

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    Suo padre è morto. A Enrica non resta che respirare la sua assenza. La perdita di quest’uomo che, anche in vita, le aveva regalato una presenza tanto forte quanto incerta la sprona a tagliare i rapporti con gli uomini più ingombranti del suo presente, focalizzandosi su nuove riflessioni. Ogni dettaglio la porta a rivivere il proprio passato, traendo uno spunto per interrogarsi sulla propria immobilità, sul proprio io in stasi ormai da troppo, e donandole infine una luce nuova per ripartire soltanto da sé.

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    In cornice di: Alida Airaghi  14,00

    Suo padre è morto. A Enrica non resta che respirare la sua assenza. La perdita di quest’uomo che, anche in vita, le aveva regalato una presenza tanto forte quanto incerta la sprona a tagliare i rapporti con gli uomini più ingombranti del suo presente, focalizzandosi su nuove riflessioni. Ogni dettaglio la porta a rivivere il proprio passato, traendo uno spunto per interrogarsi sulla propria immobilità, sul proprio io in stasi ormai da troppo, e donandole infine una luce nuova per ripartire soltanto da sé.

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    Capelli, che iniziano a cadere e a ingrigirsi, facendoti accorgere dello scorrere del tempo. Pelle che diventa rossa, lasciando trasparire ansie e paure. Gola, infiammata dal fumo di centinaia di sigarette; e mani, tremanti e sudate, troppo insicure per riparare dalle cadute. Cuore che batte, accelera, per poi fermarsi senza preavviso alcuno. Viscere, torturate dalle emozioni forti della vita, come la gelosia. Gambe che continuano a camminare nonostante la stanchezza, in cerca di una meta, o soltanto di una verità. Un racconto e un flusso di coscienza che, andando a ritroso nel passato, porta a galla tutto ciò che è necessario per ripartire e andare avanti, nella luce di un futuro aprile.

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    In un futuro aprile di: Marco Loprete  15,00

    Capelli, che iniziano a cadere e a ingrigirsi, facendoti accorgere dello scorrere del tempo. Pelle che diventa rossa, lasciando trasparire ansie e paure. Gola, infiammata dal fumo di centinaia di sigarette; e mani, tremanti e sudate, troppo insicure per riparare dalle cadute. Cuore che batte, accelera, per poi fermarsi senza preavviso alcuno. Viscere, torturate dalle emozioni forti della vita, come la gelosia. Gambe che continuano a camminare nonostante la stanchezza, in cerca di una meta, o soltanto di una verità. Un racconto e un flusso di coscienza che, andando a ritroso nel passato, porta a galla tutto ciò che è necessario per ripartire e andare avanti, nella luce di un futuro aprile.

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    Sullo sfondo di una Milano gelida, quattro personaggi si incontrano e si scontrano tra loro, tutti accomunati dallo stesso problema: soffrono di insonnia. Amanda ogni mattina si reca al parco per fotografare l’alba, Fulvio ogni mattina la cerca con gli occhi. Entrambi sono soli, finché non iniziano a conoscersi. La loro intensa conoscenza, in realtà, ha la durata di una notte. Vera e Claude, invece, sono una coppia di lunga data, lei musicista, lui giornalista, si amano e si odiano alla follia. Non dormono quasi mai e hanno caratteri irascibili. Entrambi hanno tanto bisogno dei propri spazi quanto di condividerli con l’altro. In un beffardo gioco di scambi di coppie, ognuno di questi personaggi provati più che mai da notti insonni dovrà affrontare la propria fragilità decidendo della propria vita: andare avanti o farla finita? Provare o rinunciare? Restare o andare via?

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    Insonnia di: Giulia Mattiello  12,00

    Sullo sfondo di una Milano gelida, quattro personaggi si incontrano e si scontrano tra loro, tutti accomunati dallo stesso problema: soffrono di insonnia. Amanda ogni mattina si reca al parco per fotografare l’alba, Fulvio ogni mattina la cerca con gli occhi. Entrambi sono soli, finché non iniziano a conoscersi. La loro intensa conoscenza, in realtà, ha la durata di una notte. Vera e Claude, invece, sono una coppia di lunga data, lei musicista, lui giornalista, si amano e si odiano alla follia. Non dormono quasi mai e hanno caratteri irascibili. Entrambi hanno tanto bisogno dei propri spazi quanto di condividerli con l’altro. In un beffardo gioco di scambi di coppie, ognuno di questi personaggi provati più che mai da notti insonni dovrà affrontare la propria fragilità decidendo della propria vita: andare avanti o farla finita? Provare o rinunciare? Restare o andare via?

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    Frammentario, poetico, a tratti misterioso, Kernel è un romanzo sui generis che mette a nudo la società contemporanea facendo uso del suo linguaggio e delle sue contraddizioni. L’ambientazione è Londra, capitale dell’Europa globale degli anni Zero, e il protagonista è un compositore che comincia a lavorare in un piccolo studio per realizzare musiche di videogiochi. La narrazione, in prima persona, rincorre gli eventi – rimanendo su una superficie liquida in cui si scontrano rapporti personali, fantasie e ricordi che ritornano alla memoria – e mette a nudo la fragilità dell’esistenza, in un mondo al tempo stesso iperconnesso e immerso nella solitudine. In un gioco di realtà e finzione in cui anche il narratore sembra perdere contatto con se stesso, si cerca una soluzione per provare a sopravvivere. Ma è possibile, davvero, cambiare il corso degli eventi?

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    Kernel di: Lorenzo Santangeli  12,00

    Frammentario, poetico, a tratti misterioso, Kernel è un romanzo sui generis che mette a nudo la società contemporanea facendo uso del suo linguaggio e delle sue contraddizioni. L’ambientazione è Londra, capitale dell’Europa globale degli anni Zero, e il protagonista è un compositore che comincia a lavorare in un piccolo studio per realizzare musiche di videogiochi. La narrazione, in prima persona, rincorre gli eventi – rimanendo su una superficie liquida in cui si scontrano rapporti personali, fantasie e ricordi che ritornano alla memoria – e mette a nudo la fragilità dell’esistenza, in un mondo al tempo stesso iperconnesso e immerso nella solitudine. In un gioco di realtà e finzione in cui anche il narratore sembra perdere contatto con se stesso, si cerca una soluzione per provare a sopravvivere. Ma è possibile, davvero, cambiare il corso degli eventi?

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