Officina Ensemble (88)

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    «Cosa racconta la storia delle storie?», la bambina chiedeva ogni sera alla madre, prima di addormentarsi.
    «Me la racconterai un giorno?», incalzava impaziente, senza risolversi a dormire.

    La madre spegneva la luce e rimaneva in silenzio.
    Nel buio e nel silenzio, la bambina cominciava allora a raccontare una storia.

    Fiabe minimali, parabole sapienziali, trascrizioni laconiche di illuminanti e abbaglianti visioni il cui senso è nello stesso tempo lampante e indecifrabile. Sono poesie in prosa nate da una forma – se così si può dire – di mistico raziocinio.

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    L’airone di: Annalisa Comes  12,00

    «Cosa racconta la storia delle storie?», la bambina chiedeva ogni sera alla madre, prima di addormentarsi.
    «Me la racconterai un giorno?», incalzava impaziente, senza risolversi a dormire.

    La madre spegneva la luce e rimaneva in silenzio.
    Nel buio e nel silenzio, la bambina cominciava allora a raccontare una storia.

    Fiabe minimali, parabole sapienziali, trascrizioni laconiche di illuminanti e abbaglianti visioni il cui senso è nello stesso tempo lampante e indecifrabile. Sono poesie in prosa nate da una forma – se così si può dire – di mistico raziocinio.

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    Giada e Demetrio sono appassionati di sci alpinismo. Entrambi stressati dalla routine lavorativa, trovano nelle loro gite ad alta quota la più grande fonte di svago e di libertà. La meta di quella giornata primaverile, che lascia presagire il rischio di slavine dovuto alle temperature non più invernali, è Punta Adami, un punto poco battuto nelle Valli di Lanzo. Lo scopo dei novelli sposi è incidere i loro nomi sulla croce d’acciaio incastonata nella roccia. Nei dintorni della Roccia Nera, però, gli eventi prendono una piega sinistra e misteriosa: Giada viene dirottata in un viaggio nel viaggio, tornando indietro nel tempo e scoprendo un passato, o ben più di uno, in procinto di ripresentarsi. Quando riuscirà a tornare al presente, non ancora convinta di essersi lasciata soltanto trasportare dall’immaginazione e dalla suggestività del luogo, capirà ciò che davvero è successo e, finalmente, le si aprirà la possibilità di vivere la propria vita nella libertà più assoluta, purché con Demetrio al proprio fianco.

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    L’avventura di un giorno di: Elena Stura  12,00

    Giada e Demetrio sono appassionati di sci alpinismo. Entrambi stressati dalla routine lavorativa, trovano nelle loro gite ad alta quota la più grande fonte di svago e di libertà. La meta di quella giornata primaverile, che lascia presagire il rischio di slavine dovuto alle temperature non più invernali, è Punta Adami, un punto poco battuto nelle Valli di Lanzo. Lo scopo dei novelli sposi è incidere i loro nomi sulla croce d’acciaio incastonata nella roccia. Nei dintorni della Roccia Nera, però, gli eventi prendono una piega sinistra e misteriosa: Giada viene dirottata in un viaggio nel viaggio, tornando indietro nel tempo e scoprendo un passato, o ben più di uno, in procinto di ripresentarsi. Quando riuscirà a tornare al presente, non ancora convinta di essersi lasciata soltanto trasportare dall’immaginazione e dalla suggestività del luogo, capirà ciò che davvero è successo e, finalmente, le si aprirà la possibilità di vivere la propria vita nella libertà più assoluta, purché con Demetrio al proprio fianco.

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    Bisanti è, prima che “esageratore”, un novello prosatore d’arte: di quella scuola estinta, fra Cecchi e Cardarelli, che sfornava e formava poeti della prosa. Osservatori del reale, cesellatori di frasi che di quel reale stanano e fissano i dettagli. È una questione di sguardo: e Bisanti (autore, non a caso, anche di versi; alcuni ne lascia cadere anche fra queste pagine) guarda, contempla, scruta. La sua “esagerazione” sta anche nell’intensificare una sequenza fittissima di particolari che entrano nel suo campo visivo, e che prende a cuore.

    (Paolo Di Paolo)

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    L’esageratore di: Marco Bisanti  12,00

    Bisanti è, prima che “esageratore”, un novello prosatore d’arte: di quella scuola estinta, fra Cecchi e Cardarelli, che sfornava e formava poeti della prosa. Osservatori del reale, cesellatori di frasi che di quel reale stanano e fissano i dettagli. È una questione di sguardo: e Bisanti (autore, non a caso, anche di versi; alcuni ne lascia cadere anche fra queste pagine) guarda, contempla, scruta. La sua “esagerazione” sta anche nell’intensificare una sequenza fittissima di particolari che entrano nel suo campo visivo, e che prende a cuore.

    (Paolo Di Paolo)

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    «L’Inferno sono gli altri» scriveva Jean Paul Sartre. Perché negli occhi degli altri si vede la propria immagine riflessa, si scorgono ferite che non si vorrebbe vedere, si è costretti a riconoscere, nel proprio stare al mondo, l’inadeguatezza, l’imbarazzo di vivere, le pose grottesche di un attore involontario. La bellezza di Guillaume D. ha una ferita da cui è difficile distogliere lo sguardo: è il suo cognome, quello di un padre famoso, icona del cinema francese e mondiale, immagine insuperabile di forza, di successo, di virilità. Guillaume è un poeta. È un uomo generoso, sensibile, delicato; è diverso dal padre, ma la sua somiglianza con lui lo condanna a fuggire da se stesso, dal suo corpo che lo accusa, e che diventa perciò oggetto di martirio. Guillaume si perde e si ritrova, cerca aiuto nel vino, nella droga, sempre alla ricerca del dolore, della perdita di sé, di una semplicità di sguardo che è la sua. In un romanzo dalle forti componenti autobiografiche, l’artista Francesca Dosi ci racconta del suo rapporto con Guillaume Depardieu, dell’affinità elettiva che ha legato i loro percorsi artistici, della giovane promessa di un amore.

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    La bellezza ferita di: Francesca Dosi  15,00

    «L’Inferno sono gli altri» scriveva Jean Paul Sartre. Perché negli occhi degli altri si vede la propria immagine riflessa, si scorgono ferite che non si vorrebbe vedere, si è costretti a riconoscere, nel proprio stare al mondo, l’inadeguatezza, l’imbarazzo di vivere, le pose grottesche di un attore involontario. La bellezza di Guillaume D. ha una ferita da cui è difficile distogliere lo sguardo: è il suo cognome, quello di un padre famoso, icona del cinema francese e mondiale, immagine insuperabile di forza, di successo, di virilità. Guillaume è un poeta. È un uomo generoso, sensibile, delicato; è diverso dal padre, ma la sua somiglianza con lui lo condanna a fuggire da se stesso, dal suo corpo che lo accusa, e che diventa perciò oggetto di martirio. Guillaume si perde e si ritrova, cerca aiuto nel vino, nella droga, sempre alla ricerca del dolore, della perdita di sé, di una semplicità di sguardo che è la sua. In un romanzo dalle forti componenti autobiografiche, l’artista Francesca Dosi ci racconta del suo rapporto con Guillaume Depardieu, dell’affinità elettiva che ha legato i loro percorsi artistici, della giovane promessa di un amore.

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    Durante un trasloco capita di imbattersi per caso in vecchi oggetti di cui si ignorava l’esistenza. Olimpia Santi ritrova per caso lettere d’amore e spartiti musicali, regali misteriosi indirizzati a sua madre da un certo Emilio, nascosti per anni dentro la sua casa, dietro un quadro, o tra le pagine di un libro mai aperto. Indagando sulla vita sentimentale della madre, Olimpia sarà costretta a riscrivere completamente la sua storia, familiare e personale, presente e futura, accompagnata da bellissime canzoni che nessuno ha cantato per anni.

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    La canzone più bella di: Federica Sazzini  18,00

    Durante un trasloco capita di imbattersi per caso in vecchi oggetti di cui si ignorava l’esistenza. Olimpia Santi ritrova per caso lettere d’amore e spartiti musicali, regali misteriosi indirizzati a sua madre da un certo Emilio, nascosti per anni dentro la sua casa, dietro un quadro, o tra le pagine di un libro mai aperto. Indagando sulla vita sentimentale della madre, Olimpia sarà costretta a riscrivere completamente la sua storia, familiare e personale, presente e futura, accompagnata da bellissime canzoni che nessuno ha cantato per anni.

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    Sfogliando le pagine della raccolta, ci immergiamo tra le meraviglie e i profumi delle terre siciliane, per ritrovarci poi a vagare nello spazio o nei luoghi indefiniti del sogno. Ci lasciamo travolgere dalla nostalgia per un passato incantevole e poi ci ritroviamo in un futuro spaventoso, in cui le forze dell’ordine inseguono e arrestano coloro che sono ancora in grado di provare emozioni, che in questa nuova visione del mondo rappresentano il rischio di distruzione del genere umano. Abbandonandosi spesso a toni poetici e spaziando tra continui riferimenti letterari e filosofici, si snodano i trentacinque racconti di una raccolta, il cui stesso titolo è un omaggio a un capolavoro letterario quale Moby Dick.

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    La casa sul molo di Nantucket di: Subhaga Gaetano Failla  16,00

    Sfogliando le pagine della raccolta, ci immergiamo tra le meraviglie e i profumi delle terre siciliane, per ritrovarci poi a vagare nello spazio o nei luoghi indefiniti del sogno. Ci lasciamo travolgere dalla nostalgia per un passato incantevole e poi ci ritroviamo in un futuro spaventoso, in cui le forze dell’ordine inseguono e arrestano coloro che sono ancora in grado di provare emozioni, che in questa nuova visione del mondo rappresentano il rischio di distruzione del genere umano. Abbandonandosi spesso a toni poetici e spaziando tra continui riferimenti letterari e filosofici, si snodano i trentacinque racconti di una raccolta, il cui stesso titolo è un omaggio a un capolavoro letterario quale Moby Dick.

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    I racconti “obbligati” di La catena di montaggio della mente partono da situazioni quotidiane riprese da una prospettiva nuova, distorta, che proprio in virtù di questa anomalia raggiungono dimensioni profonde, nascoste dietro le apparenze più ordinarie della realtà. Il tutto scandito da una scrittura ricercata e originale, che nella sua esattezza cerca una fusione tra immagini fortemente vivide e una sapiente musicalità.


    La catena di montaggio della mente di: Roberta Sirignano  14,00

    I racconti “obbligati” di La catena di montaggio della mente partono da situazioni quotidiane riprese da una prospettiva nuova, distorta, che proprio in virtù di questa anomalia raggiungono dimensioni profonde, nascoste dietro le apparenze più ordinarie della realtà. Il tutto scandito da una scrittura ricercata e originale, che nella sua esattezza cerca una fusione tra immagini fortemente vivide e una sapiente musicalità.

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    La Compagnia della Luna Nuova racconta la storia di cinque ragazzi che fanno parte di una compagnia di teatro amatoriale. Personalità diverse unite da una grande passione e da un forte senso di appartenenza al gruppo. Ragazzi normali, incapaci di tenere un segreto, elettrizzati per nuove scoperte, alle prese con i primi amori, con sogni e desideri da realizzare. Un giorno si sparge la voce di un concorso cui i ragazzi decidono di partecipare. Scegliere lo spettacolo incontrerà piccole e grandi difficoltà che verranno superate anche con l’aiuto e la saggezza di personaggi come Elda, l’anziana costumista e Giornata, un aiutante tutto fare che sul più bello trova sempre una soluzione sbalorditiva per ogni quesito. A vincere saranno i sentimenti di fratellanza, l’amore per la vita e il rispetto verso gli altri.

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    La compagnia della luna nuova di: Alexandra Tempesta  12,00

    La Compagnia della Luna Nuova racconta la storia di cinque ragazzi che fanno parte di una compagnia di teatro amatoriale. Personalità diverse unite da una grande passione e da un forte senso di appartenenza al gruppo. Ragazzi normali, incapaci di tenere un segreto, elettrizzati per nuove scoperte, alle prese con i primi amori, con sogni e desideri da realizzare. Un giorno si sparge la voce di un concorso cui i ragazzi decidono di partecipare. Scegliere lo spettacolo incontrerà piccole e grandi difficoltà che verranno superate anche con l’aiuto e la saggezza di personaggi come Elda, l’anziana costumista e Giornata, un aiutante tutto fare che sul più bello trova sempre una soluzione sbalorditiva per ogni quesito. A vincere saranno i sentimenti di fratellanza, l’amore per la vita e il rispetto verso gli altri.

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    «Garrapa guarda al mondo con l’occhio lucido e curioso di un filosofo, e poi ce lo racconta con voce di poeta».
    Paolo Zardi

    La cosa sta lì, in una stanza chiusa: qualcuno, dopo averla vista, ride a crepapelle, altri sono presi da un malore, tutti la amano, ma nessuno riesce a dire che cosa è: è la perfezione impossibile di un giardino incolto, neanche il ricordo può farne una copia all’altezza; è il colloquio paradossale, intimo e al tempo stesso distaccato, tra un paziente e il suo analista; è l’incontro tanto atteso tra un amante e un’amata, quando le parole dette vengono strangolate da pensieri ossessivi, un dialogo interiore troppo rumoroso per poter udire una dichiarazione d’amore. La sorprendente creatività di Gianluca Garrapa si ramifica tra le pagine di venti racconti, inarrestabile e infestante come una pianta di gramigna.

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    La cosa di: Gianluca Garrapa  14,00

    «Garrapa guarda al mondo con l’occhio lucido e curioso di un filosofo, e poi ce lo racconta con voce di poeta».
    Paolo Zardi

    La cosa sta lì, in una stanza chiusa: qualcuno, dopo averla vista, ride a crepapelle, altri sono presi da un malore, tutti la amano, ma nessuno riesce a dire che cosa è: è la perfezione impossibile di un giardino incolto, neanche il ricordo può farne una copia all’altezza; è il colloquio paradossale, intimo e al tempo stesso distaccato, tra un paziente e il suo analista; è l’incontro tanto atteso tra un amante e un’amata, quando le parole dette vengono strangolate da pensieri ossessivi, un dialogo interiore troppo rumoroso per poter udire una dichiarazione d’amore. La sorprendente creatività di Gianluca Garrapa si ramifica tra le pagine di venti racconti, inarrestabile e infestante come una pianta di gramigna.

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    Diego e Vera giacciono esanimi nel letto in cui si sono amati. È la notte della promessa d’amore, l’inizio di una nuova vita. Protagonisti di un sentimento travolgente, la loro unione prova a farsi strada nella dimensione del tradimento. Al centro della stanza, con una pistola tra le mani, c’è un uomo. È Ivan, il marito di Vera, deciso ad attuare un piano di folle vendetta. Da un’intuizione noir segue la narrazione di un intreccio di amore e morte, di sensualità e di emozioni delicate, di odio e di amicizia; un teatro in cui la complessità della vita e quella dell’animo umano vengono messe a nudo, illuminate dal chiarore discreto della luna.

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    La luna di Bregovic di: Giancarlo Giuliani  12,00

    Diego e Vera giacciono esanimi nel letto in cui si sono amati. È la notte della promessa d’amore, l’inizio di una nuova vita. Protagonisti di un sentimento travolgente, la loro unione prova a farsi strada nella dimensione del tradimento. Al centro della stanza, con una pistola tra le mani, c’è un uomo. È Ivan, il marito di Vera, deciso ad attuare un piano di folle vendetta. Da un’intuizione noir segue la narrazione di un intreccio di amore e morte, di sensualità e di emozioni delicate, di odio e di amicizia; un teatro in cui la complessità della vita e quella dell’animo umano vengono messe a nudo, illuminate dal chiarore discreto della luna.

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