Officina Ensemble (77)

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    Thomas è un affascinante agente immobiliare di origine inglese. Prossimo ai cinquanta, inizia suo malgrado a essere stanco della vita e della reputazione di playboy incallito. Per motivi di lavoro, si trova a passare del tempo in Toscana, alloggiando all’“Attimo fuggente”, un agriturismo non lontano da Pisa, gestito da sole donne. Proprio lì, tra il tentativo di sfuggire alle avance di Viola, adolescente orfana di padre che cerca in lui una figura di riferimento, e la curiosità per Vittoria, sua ex fiamma dalle mille doti nascoste, si ritrova a perdere la testa e il cuore per Caterina, parente delle due, ma profondamente diversa nell’indole. Sorpreso e turbato per la portata delle nuove emozioni che lo travolgono, e ammaliato dalla bellezza dei luoghi della Valdera, il protagonista inizia un viaggio dentro sé che lo porta a riassaporare il passato, a indagare il suo presente e a dare una svolta inaspettata al suo futuro.

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    Perfect Days di: Daniela Pasqualetti  15,00

    Thomas è un affascinante agente immobiliare di origine inglese. Prossimo ai cinquanta, inizia suo malgrado a essere stanco della vita e della reputazione di playboy incallito. Per motivi di lavoro, si trova a passare del tempo in Toscana, alloggiando all’“Attimo fuggente”, un agriturismo non lontano da Pisa, gestito da sole donne. Proprio lì, tra il tentativo di sfuggire alle avance di Viola, adolescente orfana di padre che cerca in lui una figura di riferimento, e la curiosità per Vittoria, sua ex fiamma dalle mille doti nascoste, si ritrova a perdere la testa e il cuore per Caterina, parente delle due, ma profondamente diversa nell’indole. Sorpreso e turbato per la portata delle nuove emozioni che lo travolgono, e ammaliato dalla bellezza dei luoghi della Valdera, il protagonista inizia un viaggio dentro sé che lo porta a riassaporare il passato, a indagare il suo presente e a dare una svolta inaspettata al suo futuro.

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    Venti storie brevi, bonsai, per raccontare la forza d’animo necessaria a relegare il proprio dolore in un angolo di sé, vivendo la propria quotidianità nella completa, apparente, normalità. Accomunati da un lieve retrogusto malinconico, questi racconti danno voce a chi, solitamente, quella voce la lascia urlare in maniera silenziosa, perché la vita impone regole, ritmi e responsabilità che non prevedono uno spazio in cui essere fragili. Tutto questo lo incontriamo nella donna che sopporta le violenze del marito, per garantire serenità alla propria bambina; in chi vede le proprie terre distrutte dal fuoco, e non può che rimboccarsi le maniche e costruire tutto da capo; in chi, salvando le vite altrui, è costretto a vedere la propria distrutta. Sono racconti di piccoli e grandi dolori, o dispiaceri, che si confondono con il tran tran quotidiano, che si infilano nelle pieghe di un sorriso forzato ed entrano a far parte di ogni singolo momento della nostra vita, non lasciandoci altra scelta che conviverci.

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    Piccole storie raccolte per strada di: Maria Antonietta Nera  12,00

    Venti storie brevi, bonsai, per raccontare la forza d’animo necessaria a relegare il proprio dolore in un angolo di sé, vivendo la propria quotidianità nella completa, apparente, normalità. Accomunati da un lieve retrogusto malinconico, questi racconti danno voce a chi, solitamente, quella voce la lascia urlare in maniera silenziosa, perché la vita impone regole, ritmi e responsabilità che non prevedono uno spazio in cui essere fragili. Tutto questo lo incontriamo nella donna che sopporta le violenze del marito, per garantire serenità alla propria bambina; in chi vede le proprie terre distrutte dal fuoco, e non può che rimboccarsi le maniche e costruire tutto da capo; in chi, salvando le vite altrui, è costretto a vedere la propria distrutta. Sono racconti di piccoli e grandi dolori, o dispiaceri, che si confondono con il tran tran quotidiano, che si infilano nelle pieghe di un sorriso forzato ed entrano a far parte di ogni singolo momento della nostra vita, non lasciandoci altra scelta che conviverci.

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    Una raccolta di testi al tempo stesso delicata e dura, caotica nel suo sperimentalismo. Racchiusi in poche righe, possiamo scorgere la poesia di un singolo istante, gli interrogativi, i pensieri volanti, i dettagli fugaci che presto o tardi svaniranno dalla memoria, e le storie di tempi e luoghi lontani. In questo libro si spazia tra il mito e la storia, si accosta l’aulico al dialettale, il fiabesco allo squallido reale; entriamo in atmosfere da sogno per poi lasciarci sprofondare nella durezza di quel che è. Personaggi e luoghi dai colori rudi e sbiaditi si inseguono in tempi illogicamente correlati. Lucia ha l’aria da accattona, la bocca piena di saliva, e bestemmia i vivi e i morti. Taddeus, rannicchiato-rachitico-selvatico, vive nella memoria e negli scritti di chi lo ha perso per sempre. Meryam ha il viso butterato e di carta pesta, ha pregato per mesi davanti a un crocifisso con una sola gamba, ma ha avuto comun- que una figlia storpia. La commedia umana in tutte le sue sfaccettature, una varietà di vite quotidiane (e non), di riferimenti e di riflessioni racchiusi in queste prose che, pur essendo molto brevi, richiedono più di una veloce lettura per poterne comprendere appieno il significato.

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    Presso il re moro di: Antonio Trucillo  13,00

    Una raccolta di testi al tempo stesso delicata e dura, caotica nel suo sperimentalismo. Racchiusi in poche righe, possiamo scorgere la poesia di un singolo istante, gli interrogativi, i pensieri volanti, i dettagli fugaci che presto o tardi svaniranno dalla memoria, e le storie di tempi e luoghi lontani. In questo libro si spazia tra il mito e la storia, si accosta l’aulico al dialettale, il fiabesco allo squallido reale; entriamo in atmosfere da sogno per poi lasciarci sprofondare nella durezza di quel che è. Personaggi e luoghi dai colori rudi e sbiaditi si inseguono in tempi illogicamente correlati. Lucia ha l’aria da accattona, la bocca piena di saliva, e bestemmia i vivi e i morti. Taddeus, rannicchiato-rachitico-selvatico, vive nella memoria e negli scritti di chi lo ha perso per sempre. Meryam ha il viso butterato e di carta pesta, ha pregato per mesi davanti a un crocifisso con una sola gamba, ma ha avuto comun- que una figlia storpia. La commedia umana in tutte le sue sfaccettature, una varietà di vite quotidiane (e non), di riferimenti e di riflessioni racchiusi in queste prose che, pur essendo molto brevi, richiedono più di una veloce lettura per poterne comprendere appieno il significato.

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    L’umorismo è uno strumento molto più potente di quanto siamo abituati a ritenere, dovrebbe avere un ruolo maggiore nella società moderna. Potrebbe non solo farci osservare la realtà da un punto di vista diverso e permetterci di raccontarla a modo suo, ma anche consentirci di intervenire per provare a cambiarla.

    Se, dunque, in un periodo storico in cui emergono con una certa urgenza temi quali la migrazione, l’immigrazione, l’accoglienza, l’inclusione trovassimo nell’umorismo e nella comicità un elemento in grado di unirci? L’intento della raccolta curata da Matteo Andreone e Raffaele Taddeo, che si divide tra saggi e racconti divertenti scritti da autori di culture diverse, è quello di trattare il tema caldo dell’immigrazione da un punto di vista insolito e leggero, di dimo- strarci come l’humor possa emergere anche nelle situazioni più difficili e che se possiamo ridere delle stesse cose non siamo poi così diversi.

    Testi di:

    Matteo Andreone | Salvatore Attardo | Adrian Bravi | Christiana De Caldas Brito | Mihai Mircea Butcovan | Delia Chiaro | Kossi Amékowoyoa Komla-Ebri | Giovannantonio Forabosco | Pap Abdoulaye Khouma | Darien Levani | Mohamed Malih | Giacinto Palmieri |Claudio Rolle | Matías Hermosilla | Raffaele Taddeo | Božidar Stanišić | Yousef Wakkas

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    Pubblichiamoli a casa loro di: AA. VV., Raffaele Taddeo, Matteo Andreone,  15,00

    L’umorismo è uno strumento molto più potente di quanto siamo abituati a ritenere, dovrebbe avere un ruolo maggiore nella società moderna. Potrebbe non solo farci osservare la realtà da un punto di vista diverso e permetterci di raccontarla a modo suo, ma anche consentirci di intervenire per provare a cambiarla.

    Se, dunque, in un periodo storico in cui emergono con una certa urgenza temi quali la migrazione, l’immigrazione, l’accoglienza, l’inclusione trovassimo nell’umorismo e nella comicità un elemento in grado di unirci? L’intento della raccolta curata da Matteo Andreone e Raffaele Taddeo, che si divide tra saggi e racconti divertenti scritti da autori di culture diverse, è quello di trattare il tema caldo dell’immigrazione da un punto di vista insolito e leggero, di dimo- strarci come l’humor possa emergere anche nelle situazioni più difficili e che se possiamo ridere delle stesse cose non siamo poi così diversi.

    Testi di:

    Matteo Andreone | Salvatore Attardo | Adrian Bravi | Christiana De Caldas Brito | Mihai Mircea Butcovan | Delia Chiaro | Kossi Amékowoyoa Komla-Ebri | Giovannantonio Forabosco | Pap Abdoulaye Khouma | Darien Levani | Mohamed Malih | Giacinto Palmieri |Claudio Rolle | Matías Hermosilla | Raffaele Taddeo | Božidar Stanišić | Yousef Wakkas

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    C’è un fil rouge che unisce gli undici racconti di questa sorprendente raccolta, ed è il rapporto con l’ignoto, declinato in tutte le sue forme. Più che fantascienza e distopia, ci troviamo di fronte a un gioco di specchi in cui la realtà si mostra con vestiti sempre diversi. Tutto il libro si appoggia su terreni i cui confini cambiano continuamente, fino a farci rendere verosimile o quantomeno credibile persino l’impossibile. A tratti lo stile dell’autore ricorda Ai confini della realtà, serie culto degli anni Sessanta, o certi film di David Linch, ma senza replicare il sentiero da loro tracciato.Un’opera che cresce racconto dopo racconto e procede, attraversando vari generi letterari, fino a tornare all’unico punto di partenza: un’indagine – che scava nell’animo anche quando si fa disincantata – degli uomini e di ciò che ci circonda, sia esso visibile o invisibile.

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    Quello che i bambini non sanno di: Luca Prati  18,00

    C’è un fil rouge che unisce gli undici racconti di questa sorprendente raccolta, ed è il rapporto con l’ignoto, declinato in tutte le sue forme. Più che fantascienza e distopia, ci troviamo di fronte a un gioco di specchi in cui la realtà si mostra con vestiti sempre diversi. Tutto il libro si appoggia su terreni i cui confini cambiano continuamente, fino a farci rendere verosimile o quantomeno credibile persino l’impossibile. A tratti lo stile dell’autore ricorda Ai confini della realtà, serie culto degli anni Sessanta, o certi film di David Linch, ma senza replicare il sentiero da loro tracciato.Un’opera che cresce racconto dopo racconto e procede, attraversando vari generi letterari, fino a tornare all’unico punto di partenza: un’indagine – che scava nell’animo anche quando si fa disincantata – degli uomini e di ciò che ci circonda, sia esso visibile o invisibile.

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    Estate

    Sei calda come i baci che ho perduto

    Sei piena di un amore che è passato

    Che il cuore mio vorrebbe cancellare

    Odio l’estate

    Il sole che ogni giorno ci donava

    Gli splendidi tramonti che creava

    Adesso brucia solo con furor

    Tornerà un altro inverno

    Cadranno mille petali di rose

    La neve coprirà tutte le cose

    E il cuore un po’ di pace tornerà

    Odio l’estate

    Che ha dato il suo profumo ad ogni ore

    L’estate che ha creato il nostro amore

    Per farmi poi morire di dolor

    Odio l’estate.


    Racconti d’estate di: AA. VV.  12,00

    Estate

    Sei calda come i baci che ho perduto

    Sei piena di un amore che è passato

    Che il cuore mio vorrebbe cancellare

    Odio l’estate

    Il sole che ogni giorno ci donava

    Gli splendidi tramonti che creava

    Adesso brucia solo con furor

    Tornerà un altro inverno

    Cadranno mille petali di rose

    La neve coprirà tutte le cose

    E il cuore un po’ di pace tornerà

    Odio l’estate

    Che ha dato il suo profumo ad ogni ore

    L’estate che ha creato il nostro amore

    Per farmi poi morire di dolor

    Odio l’estate.

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    Quindici racconti, divisi in tre sezioni (Amore, Lavoro, Salute), che sembrano le voci di un personale oroscopo dell’esistenza. L’autore ci prende per mano conducendoci nella quotidianità di personaggi “normali” e proprio per questo sempre interessanti. Minimo comune denominatore di queste storie è la musica, vera protagonista del libro e della vita.

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    Racconti in musica di: Alessio Romagnoli  10,00

    Quindici racconti, divisi in tre sezioni (Amore, Lavoro, Salute), che sembrano le voci di un personale oroscopo dell’esistenza. L’autore ci prende per mano conducendoci nella quotidianità di personaggi “normali” e proprio per questo sempre interessanti. Minimo comune denominatore di queste storie è la musica, vera protagonista del libro e della vita.

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    Che cosa signica “essere vivi”? Qual è il confine tra la vita e la non vita? I protagonisti di questa storia sono androidi. Che provano emozioni. Eppure sono fuori dal circuito vita: sono macchine e le macchine, si sa, non provano emozioni. Satyrandroide è la storia di un viaggio che inizia nelle profondità dello spazio e continua per le colline e i borghi del Mezzogiorno; è la storia di Ulisse, ma anche di Beowulf e di Charlot, e di tanti altri androidi, che per salvarsi – ognuno dalle proprie sofferenze – provano la loro capacità a essere vivi, sfidando quel confine sottile che separa la vita dalla non vita. Nel farlo porteranno a galla il complicato e controverso rapporto che lega gli androidi agli umani, visti – a torto o a ragione – come modelli di perfezione a cui tendere. C’è in gioco, il riconoscimento di una loro, propria, “umanità”.


    Satyrandroide di: Giampaolo Roselli  16,00

    Che cosa signica “essere vivi”? Qual è il confine tra la vita e la non vita? I protagonisti di questa storia sono androidi. Che provano emozioni. Eppure sono fuori dal circuito vita: sono macchine e le macchine, si sa, non provano emozioni. Satyrandroide è la storia di un viaggio che inizia nelle profondità dello spazio e continua per le colline e i borghi del Mezzogiorno; è la storia di Ulisse, ma anche di Beowulf e di Charlot, e di tanti altri androidi, che per salvarsi – ognuno dalle proprie sofferenze – provano la loro capacità a essere vivi, sfidando quel confine sottile che separa la vita dalla non vita. Nel farlo porteranno a galla il complicato e controverso rapporto che lega gli androidi agli umani, visti – a torto o a ragione – come modelli di perfezione a cui tendere. C’è in gioco, il riconoscimento di una loro, propria, “umanità”.

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    Qui le storie sono senza pelle.
    Qui non si reprimono sentimenti,
    non si tradiscono sogni,
    non si seguono scorciatoie.
    Qui si vive solo a patto di andare fino in fondo.

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    Senza pelle di: Elena Nieddu  12,00

    Qui le storie sono senza pelle.
    Qui non si reprimono sentimenti,
    non si tradiscono sogni,
    non si seguono scorciatoie.
    Qui si vive solo a patto di andare fino in fondo.

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    Dodici donne raccontate dall’uomo che le ha amate, a volte anche per poco. Una storia attraverso le città e i corpi, in un viaggio parallelo all’esterno e all’interno delle emozioni; dell’amore con la sua geografia da disegnare; del tempo che invecchia alcune cose, altre, invece, le mantiene intatte per molti anni. Incontriamo Sherazade che ricorda gli insegnamenti di suo padre nonostante fatichi a indossare il velo; Amelia che traduce in russo il canto antico delle balene in Messico. O Simona nuda sul letto di una Lisbona in crisi, invecchiata quanto lei; Giorgia, orafa di Lecce espatriata in Canada, che sogna di poter ritornare nonostante tutto; Ariel sulla bicicletta a Parigi, finalmente libera da un amore divenuto possessione e violenza; Penelope, economista emigrata a Lipsia, che legge l’ultimo telegramma del padre divenuto un guru in India. E ancora Greta, Teresa, Francesca, Valeriana, Paula e Diana. Dodici donne indipendenti e forti che riflettono come uno specchio rotto la femminilità di un secolo nuovo e incerto. Una storia divisa in respiri e gemiti, raccontata da un uomo che osserva se stesso e il Mondo attraverso gli occhi delle donne conosciute, amate e perdute.

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    Sirene di: Dario Ronzani  12,00

    Dodici donne raccontate dall’uomo che le ha amate, a volte anche per poco. Una storia attraverso le città e i corpi, in un viaggio parallelo all’esterno e all’interno delle emozioni; dell’amore con la sua geografia da disegnare; del tempo che invecchia alcune cose, altre, invece, le mantiene intatte per molti anni. Incontriamo Sherazade che ricorda gli insegnamenti di suo padre nonostante fatichi a indossare il velo; Amelia che traduce in russo il canto antico delle balene in Messico. O Simona nuda sul letto di una Lisbona in crisi, invecchiata quanto lei; Giorgia, orafa di Lecce espatriata in Canada, che sogna di poter ritornare nonostante tutto; Ariel sulla bicicletta a Parigi, finalmente libera da un amore divenuto possessione e violenza; Penelope, economista emigrata a Lipsia, che legge l’ultimo telegramma del padre divenuto un guru in India. E ancora Greta, Teresa, Francesca, Valeriana, Paula e Diana. Dodici donne indipendenti e forti che riflettono come uno specchio rotto la femminilità di un secolo nuovo e incerto. Una storia divisa in respiri e gemiti, raccontata da un uomo che osserva se stesso e il Mondo attraverso gli occhi delle donne conosciute, amate e perdute.

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