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    Qualcosa era successo quella sera a Sant’Ambrogio, impossibile negarlo. Oliviero era partito, lasciando a Mario il compito di scrivere della loro amicizia, soprattutto per lasciare una traccia nel tempo del loro passaggio. In una sorta di autobiografia volutamente disordinata, l’autore ci racconta di sé, attraverso una sorta di alter ego, degli anni trascorsi tra Parigi e la sua Firenze, nell’inutile tentativo di fuggire a se stesso. Ed è quest’ultima città – col suo intreccio di strade medievali e coi suoi infiniti turisti, la sua arte e il suo mistero, i suoi poeti e i tanti personaggi sopra le righe –l’eterno epicentro del suo bisogno di fuga e la vera protagonista di questo romanzo. Non rimane altro che lo spiritodelle serate passate a bere Gin Tonic, i balli sfrenati e la voglia di miagolare le “loro” verità ai passanti. Una critica rabbiosa e dissacrante della società, un viaggio tra donne e scelte sbagliate, amicizie tradite, voci ostinate e spesso,troppo spesso, contrarie.

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    Qualcosa era successo a Sant’Ambrogio di: Marco Incardona  16,00

    Qualcosa era successo quella sera a Sant’Ambrogio, impossibile negarlo. Oliviero era partito, lasciando a Mario il compito di scrivere della loro amicizia, soprattutto per lasciare una traccia nel tempo del loro passaggio. In una sorta di autobiografia volutamente disordinata, l’autore ci racconta di sé, attraverso una sorta di alter ego, degli anni trascorsi tra Parigi e la sua Firenze, nell’inutile tentativo di fuggire a se stesso. Ed è quest’ultima città – col suo intreccio di strade medievali e coi suoi infiniti turisti, la sua arte e il suo mistero, i suoi poeti e i tanti personaggi sopra le righe –l’eterno epicentro del suo bisogno di fuga e la vera protagonista di questo romanzo. Non rimane altro che lo spiritodelle serate passate a bere Gin Tonic, i balli sfrenati e la voglia di miagolare le “loro” verità ai passanti. Una critica rabbiosa e dissacrante della società, un viaggio tra donne e scelte sbagliate, amicizie tradite, voci ostinate e spesso,troppo spesso, contrarie.

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    C’è un fil rouge che unisce gli undici racconti di questa sorprendente raccolta, ed è il rapporto con l’ignoto, declinato in tutte le sue forme. Più che fantascienza e distopia, ci troviamo di fronte a un gioco di specchi in cui la realtà si mostra con vestiti sempre diversi. Tutto il libro si appoggia su terreni i cui confini cambiano continuamente, fino a farci rendere verosimile o quantomeno credibile persino l’impossibile. A tratti lo stile dell’autore ricorda Ai confini della realtà, serie culto degli anni Sessanta, o certi film di David Linch, ma senza replicare il sentiero da loro tracciato.Un’opera che cresce racconto dopo racconto e procede, attraversando vari generi letterari, fino a tornare all’unico punto di partenza: un’indagine – che scava nell’animo anche quando si fa disincantata – degli uomini e di ciò che ci circonda, sia esso visibile o invisibile.

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    Quello che i bambini non sanno di: Luca Prati  18,00

    C’è un fil rouge che unisce gli undici racconti di questa sorprendente raccolta, ed è il rapporto con l’ignoto, declinato in tutte le sue forme. Più che fantascienza e distopia, ci troviamo di fronte a un gioco di specchi in cui la realtà si mostra con vestiti sempre diversi. Tutto il libro si appoggia su terreni i cui confini cambiano continuamente, fino a farci rendere verosimile o quantomeno credibile persino l’impossibile. A tratti lo stile dell’autore ricorda Ai confini della realtà, serie culto degli anni Sessanta, o certi film di David Linch, ma senza replicare il sentiero da loro tracciato.Un’opera che cresce racconto dopo racconto e procede, attraversando vari generi letterari, fino a tornare all’unico punto di partenza: un’indagine – che scava nell’animo anche quando si fa disincantata – degli uomini e di ciò che ci circonda, sia esso visibile o invisibile.

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    Estate

    Sei calda come i baci che ho perduto

    Sei piena di un amore che è passato

    Che il cuore mio vorrebbe cancellare

    Odio l’estate

    Il sole che ogni giorno ci donava

    Gli splendidi tramonti che creava

    Adesso brucia solo con furor

    Tornerà un altro inverno

    Cadranno mille petali di rose

    La neve coprirà tutte le cose

    E il cuore un po’ di pace tornerà

    Odio l’estate

    Che ha dato il suo profumo ad ogni ore

    L’estate che ha creato il nostro amore

    Per farmi poi morire di dolor

    Odio l’estate.


    Racconti d’estate di: AA. VV.  12,00

    Estate

    Sei calda come i baci che ho perduto

    Sei piena di un amore che è passato

    Che il cuore mio vorrebbe cancellare

    Odio l’estate

    Il sole che ogni giorno ci donava

    Gli splendidi tramonti che creava

    Adesso brucia solo con furor

    Tornerà un altro inverno

    Cadranno mille petali di rose

    La neve coprirà tutte le cose

    E il cuore un po’ di pace tornerà

    Odio l’estate

    Che ha dato il suo profumo ad ogni ore

    L’estate che ha creato il nostro amore

    Per farmi poi morire di dolor

    Odio l’estate.

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    Arrigo Balboni, classe 1893, originario di Renazzo (provincia di Ferrara) fa parte della buona fetta di generazione italiana partita per l’America in cerca di fortuna. Ex camionista, ex soldato volontario nella Prima Guerra Mondiale, pilota acrobatico, collaudatore e meccanico di aeroplani, diventa una sorta di celebrità nel piccolo mondo dell’aviazione californiana nel momento in cui si inventa una nuova attività: quella di recuperare i pezzi di aeroplani incidentati per rivenderli come ricambi o per riassemblarli costruendo nuovi mezzi funzionanti. A contatto con innumerevoli personaggi del mondo dell’aviazione, Balboni inizia a raccoglierne gli autografi inserendoli all’interno del suo Gold Book, che arriva a vantare circa diciassettemila firme. Vittima di un incidente stradale insieme al suo amico Gino, Balboni inizia a raccontargli la sua vita e la sua passione per gli aeroplani. Gino, però, stranamente non gli risponde, né sembra essere più accanto a lui… L’autore, Giuseppe Vottari, ricostruisce in questo romanzo la storia dell’esperto aviatore, prozio della moglie, attraverso le lettere, scritte nel classico linguaggio italo-americano tipico dei migranti italiani del tempo, che tra il 1928 e il 1946 regolarmente inviava ai suoi parenti italiani.

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    Re di relitti e rottami di: Giuseppe Vottari  14,00

    Arrigo Balboni, classe 1893, originario di Renazzo (provincia di Ferrara) fa parte della buona fetta di generazione italiana partita per l’America in cerca di fortuna. Ex camionista, ex soldato volontario nella Prima Guerra Mondiale, pilota acrobatico, collaudatore e meccanico di aeroplani, diventa una sorta di celebrità nel piccolo mondo dell’aviazione californiana nel momento in cui si inventa una nuova attività: quella di recuperare i pezzi di aeroplani incidentati per rivenderli come ricambi o per riassemblarli costruendo nuovi mezzi funzionanti. A contatto con innumerevoli personaggi del mondo dell’aviazione, Balboni inizia a raccoglierne gli autografi inserendoli all’interno del suo Gold Book, che arriva a vantare circa diciassettemila firme. Vittima di un incidente stradale insieme al suo amico Gino, Balboni inizia a raccontargli la sua vita e la sua passione per gli aeroplani. Gino, però, stranamente non gli risponde, né sembra essere più accanto a lui… L’autore, Giuseppe Vottari, ricostruisce in questo romanzo la storia dell’esperto aviatore, prozio della moglie, attraverso le lettere, scritte nel classico linguaggio italo-americano tipico dei migranti italiani del tempo, che tra il 1928 e il 1946 regolarmente inviava ai suoi parenti italiani.

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    La nuova raccolta poetica di Fabio Speranza.

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    Scattiamatoriali di: Fabio Speranza  12,00

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    La nuova raccolta poetica di Baret Magarian.

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    Scherzando con tutte le mie bestie preferite di: Baret Magarian  12,00

    La nuova raccolta poetica di Baret Magarian.

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     «Colpisce in queste poesie la visione profonda del tempo come dimora delle cose che contano: L’autunno è sempre un tempo in cui pensiamo all’eternità è l’incipit fulminante del libro. Con questa asserzione, che non ammette repliche, si apre una delle raccolte più interessanti fra quelle pubblicate dai poeti della generazione di Sabatina Napolitano. Anche qui, come in altri, si alternano testi in versi e testi in prosa, con le stesse dinamiche e le stesse contraddizioni. Testi sempre comunque attenti ad un dettato ritmico e filosofico più che narrativo. Anche qui si trova l’inquietudine di chi non sente più riconoscibile il lavoro del poeta, pur avvertendone, a nome di tutti, la necessità».

    Gabriel Del Sarto

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    Scritto d’autunno di: Sabatina Napolitano  12,00

     «Colpisce in queste poesie la visione profonda del tempo come dimora delle cose che contano: L’autunno è sempre un tempo in cui pensiamo all’eternità è l’incipit fulminante del libro. Con questa asserzione, che non ammette repliche, si apre una delle raccolte più interessanti fra quelle pubblicate dai poeti della generazione di Sabatina Napolitano. Anche qui, come in altri, si alternano testi in versi e testi in prosa, con le stesse dinamiche e le stesse contraddizioni. Testi sempre comunque attenti ad un dettato ritmico e filosofico più che narrativo. Anche qui si trova l’inquietudine di chi non sente più riconoscibile il lavoro del poeta, pur avvertendone, a nome di tutti, la necessità».

    Gabriel Del Sarto

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    La prima raccolta poetica di Elisa Barile.

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    Sei passato un mattino di: Elisa Barile  12,00

    La prima raccolta poetica di Elisa Barile.

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    Qui le storie sono senza pelle.
    Qui non si reprimono sentimenti,
    non si tradiscono sogni,
    non si seguono scorciatoie.
    Qui si vive solo a patto di andare fino in fondo.

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    Valutato 5.00 su 5
    Senza pelle di: Elena Nieddu  12,00

    Qui le storie sono senza pelle.
    Qui non si reprimono sentimenti,
    non si tradiscono sogni,
    non si seguono scorciatoie.
    Qui si vive solo a patto di andare fino in fondo.

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    Dodici storie per dodici mesi da trascorrere fra la magia dei sogni e quella dell’infanzia, per ricordarci chi siamo. Perché il dolore e la paura che si nascondono nella rabbia vengano leniti dal mondo dei sogni, e perché le utopie ci diano la forza di essere chi siamo.

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    Storie stellari di: Barbara Gabriella Renzi  12,00

    Dodici storie per dodici mesi da trascorrere fra la magia dei sogni e quella dell’infanzia, per ricordarci chi siamo. Perché il dolore e la paura che si nascondono nella rabbia vengano leniti dal mondo dei sogni, e perché le utopie ci diano la forza di essere chi siamo.

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    Il T.S.O. è una procedura di isolamento forzato necessaria per tutelare la sicurezza pubblica dagli sbandati. I piantagrane cui è rivolta sono figli di padri padroni che tanti anni fa si sono innamorati di una stronza, e così sono finiti a lavorare in un negozio di musica neomelodica; perciò quando la sera piove e camminano sui marciapiedi, le auto, invece di rallentare, spingono sull’acceleratore in prossimità delle pozzanghere. Se vogliono combinare qualcosa nella vita possono sfasciarsi di alcol o farsi sparare dalla camorra. Altrimenti c’è il T.S.O.: buttati fuori da casa loro, stretti all’angolo, la notte si riparano dal freddo avvolgendosi nelle pagine del romanzo che stanno scrivendo, sperando che nessuno gli dia fuoco prima che sia finito.

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    T.S.O. di: Roberto Addeo  16,00

    Il T.S.O. è una procedura di isolamento forzato necessaria per tutelare la sicurezza pubblica dagli sbandati. I piantagrane cui è rivolta sono figli di padri padroni che tanti anni fa si sono innamorati di una stronza, e così sono finiti a lavorare in un negozio di musica neomelodica; perciò quando la sera piove e camminano sui marciapiedi, le auto, invece di rallentare, spingono sull’acceleratore in prossimità delle pozzanghere. Se vogliono combinare qualcosa nella vita possono sfasciarsi di alcol o farsi sparare dalla camorra. Altrimenti c’è il T.S.O.: buttati fuori da casa loro, stretti all’angolo, la notte si riparano dal freddo avvolgendosi nelle pagine del romanzo che stanno scrivendo, sperando che nessuno gli dia fuoco prima che sia finito.

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    Questo volume percorre le tappe fondamentali della vita dell’anarchica abruzzese, sedici scritti nei quali all’interno del suo percorso di vita entrano i personaggi dell’epoca che più hanno contribuito a plasmare la sua identità rivoluzionaria: da GaetanoBresci (Bresci nei miei ricordi), sul quale sarà necessario soffermarsi più appresso perché fondamentale per la sua presa di coscienza, a Pietro Gori, per proseguire tra gli altri con Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, Gino Lucetti, Anteo Zamboni e Michele Schirru. «Nelle ore anelanti ed incerte della ripresa; / Nelle ore solenni della lotta; / Nelle ore rischiose della vittoria; / Fra le incognite del domani; /Fra le torturanti voci del dolore; / Quante volte noi ci diremo, con lo sguardo / carico di memorie: / Oh, se essi fossero qui!» scrive nella prefazione la d’Andrea, come a voler ribadire l’importanza dei martiri anarchici nella lotta quotidiana. Sono loro leTorce nella notte, sono loro ad illuminare l’impervio percorso verso la vittoria.

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    Torce nella notte di: Virgilia d’Andrea  12,00

    Questo volume percorre le tappe fondamentali della vita dell’anarchica abruzzese, sedici scritti nei quali all’interno del suo percorso di vita entrano i personaggi dell’epoca che più hanno contribuito a plasmare la sua identità rivoluzionaria: da GaetanoBresci (Bresci nei miei ricordi), sul quale sarà necessario soffermarsi più appresso perché fondamentale per la sua presa di coscienza, a Pietro Gori, per proseguire tra gli altri con Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, Gino Lucetti, Anteo Zamboni e Michele Schirru. «Nelle ore anelanti ed incerte della ripresa; / Nelle ore solenni della lotta; / Nelle ore rischiose della vittoria; / Fra le incognite del domani; /Fra le torturanti voci del dolore; / Quante volte noi ci diremo, con lo sguardo / carico di memorie: / Oh, se essi fossero qui!» scrive nella prefazione la d’Andrea, come a voler ribadire l’importanza dei martiri anarchici nella lotta quotidiana. Sono loro leTorce nella notte, sono loro ad illuminare l’impervio percorso verso la vittoria.

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