Affluenti (21)

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    Questa seconda antologia di Affluenti (30 autori) prosegue il percorso nato dalla necessità di dare voce alla Firenze poetica di oggi, specchio di una realtà sociale e culturale sempre più cosmopolita. Caratteristica di questa raccolta è infatti la presenza di poeti e poete legati/e alla città di Firenze (e dintorni) per motivi di studio, lavoro, migrazione ed esistenza, ma nati/e in contesti diversi da quello del capoluogo toscano. Le loro vicende e le loro poetiche si incontrano – e spesso si mischiano – da un lato con la storia di Firenze stessa e dall’altro con le più interessanti voci del vivaio locale attuale. Pubblicare questo libro significa credere che un contesto come quello fiorentino abbia bisogno di aprirsi, tanto a poetiche locali non riconducibili al mainstream, più o meno controculturale, quanto ai fondamentali apporti che gli possono arrivare dal potenziale umano “di acquisizione”.

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    Affluenti. Volume secondo di: AA. VV.  16,00

    Questa seconda antologia di Affluenti (30 autori) prosegue il percorso nato dalla necessità di dare voce alla Firenze poetica di oggi, specchio di una realtà sociale e culturale sempre più cosmopolita. Caratteristica di questa raccolta è infatti la presenza di poeti e poete legati/e alla città di Firenze (e dintorni) per motivi di studio, lavoro, migrazione ed esistenza, ma nati/e in contesti diversi da quello del capoluogo toscano. Le loro vicende e le loro poetiche si incontrano – e spesso si mischiano – da un lato con la storia di Firenze stessa e dall’altro con le più interessanti voci del vivaio locale attuale. Pubblicare questo libro significa credere che un contesto come quello fiorentino abbia bisogno di aprirsi, tanto a poetiche locali non riconducibili al mainstream, più o meno controculturale, quanto ai fondamentali apporti che gli possono arrivare dal potenziale umano “di acquisizione”.

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    La nuova, sorprendente, raccolta poetica di Matteo Maxia.

    «Matteo rifugge il clamore dei click, delle emoticon, degli status chiassosi e gridati: di fronte alla velocità, alla bulimia di scrittura, al pop alla moda di certa poesia, si chiude in sé. Ed è qui, nel suo io più profondo, che trova la forza per ricercare la bellezza e l’universalità dei sentimenti, esigendo il tempo della riflessione e dell’elaborazione di un pensiero critico su questo nostro tempo, senza facili dicotomie, senza la costruzione di un nemico a ogni costo».

    • Dalla prefazione di Ciro Auriemma

    «Ho letto e riletto queste poesie che non si consumano e ad ogni lettura mi hanno indicato differenti  prospettive per osservarle e specchiarmici. Per entrarci dentro serve un poco di coraggio: si percepiscono pericoli, primo fra tutti quello di scoprire che nulla è come sembra o come dovrebbe essere. Se volete definizioni certe e rassicurazioni, se nella poesia cercate conferme a ciò che già sapete o credete di sapere, le poesie di Matteo non fanno per voi. Ma se vi è rimasto un poco dell’esploratore che eravate da bambini, allora avete trovato il libro giusto».

    • Dalla postfazione di Alessandra Fanti

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    Al bivio del tempo di: Matteo Maxia  12,00

    La nuova, sorprendente, raccolta poetica di Matteo Maxia.

    «Matteo rifugge il clamore dei click, delle emoticon, degli status chiassosi e gridati: di fronte alla velocità, alla bulimia di scrittura, al pop alla moda di certa poesia, si chiude in sé. Ed è qui, nel suo io più profondo, che trova la forza per ricercare la bellezza e l’universalità dei sentimenti, esigendo il tempo della riflessione e dell’elaborazione di un pensiero critico su questo nostro tempo, senza facili dicotomie, senza la costruzione di un nemico a ogni costo».

    • Dalla prefazione di Ciro Auriemma

    «Ho letto e riletto queste poesie che non si consumano e ad ogni lettura mi hanno indicato differenti  prospettive per osservarle e specchiarmici. Per entrarci dentro serve un poco di coraggio: si percepiscono pericoli, primo fra tutti quello di scoprire che nulla è come sembra o come dovrebbe essere. Se volete definizioni certe e rassicurazioni, se nella poesia cercate conferme a ciò che già sapete o credete di sapere, le poesie di Matteo non fanno per voi. Ma se vi è rimasto un poco dell’esploratore che eravate da bambini, allora avete trovato il libro giusto».

    • Dalla postfazione di Alessandra Fanti
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    «Veronica Falco, con un linguaggio e uno stile poetico che deve molto a una tradizione poetica, come quella americana, che va dal Paterson di Carlos Williams Carlos alle migliori poesie di un John Ashbery, è riuscita però a far suo quel gusto per l’allegoria, tutto barocco, e tutto meridionale oserei dire, il cui risultato è una scrittura dallo stile definito e di grande originalità. Basterebbe questo a fare di questo libro un grande libro».

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    Ammodorcas e altre poesie di: Veronica Falco  12,00

    «Veronica Falco, con un linguaggio e uno stile poetico che deve molto a una tradizione poetica, come quella americana, che va dal Paterson di Carlos Williams Carlos alle migliori poesie di un John Ashbery, è riuscita però a far suo quel gusto per l’allegoria, tutto barocco, e tutto meridionale oserei dire, il cui risultato è una scrittura dallo stile definito e di grande originalità. Basterebbe questo a fare di questo libro un grande libro».

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    «Questo libro nasce dopo un lungo viaggio attraverso l’arte. Ho incontrato Carl Gustav Jung nel mio percorso, mi ha insegnato l’opportunità creativa della trasformazione. Nelle stanze del libro l’intento è quello di esprimere attraverso la poesia, l’inconscio personale e collettivo. Di interagire con le opere d’arte stesse ed il lettore. La filosofia, i miti, i simboli e la fisica, fanno parte del nostro bagaglio ancestrale. C. G. Jung e Pauli, uno degli scopritori della fisica quantistica, nel saggio sulla sincronicità trattano il tema riguardante i fenomeni a-causali, che esulano dalla causa\effetto. Mi riferisco a eventi particolari, che a volte nella vita ci sorprendono. Apri a caso! Il caso non esiste prende spunto da questo tema. E tratta la possibilità di far coesistere l’idea del caso con la sua negazione, come le particelle nella fisica quantistica. Il libro richiede di essere letto aprendo a caso, ponendo una domanda e cercando una risposta dal testo, un segno che affiori dall’inconscio. Si tratta di un gioco molto simile all’I-Ching, o Libro dei Mutamenti, molto apprezzato da Jung. Il lettore avrà inoltre il piacere della lettura di un testo che gioca con l’arte e con le tematiche dell’oltre».

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    Apri a caso! Il caso non esiste di: Gabriella Becherelli  14,00

    «Questo libro nasce dopo un lungo viaggio attraverso l’arte. Ho incontrato Carl Gustav Jung nel mio percorso, mi ha insegnato l’opportunità creativa della trasformazione. Nelle stanze del libro l’intento è quello di esprimere attraverso la poesia, l’inconscio personale e collettivo. Di interagire con le opere d’arte stesse ed il lettore. La filosofia, i miti, i simboli e la fisica, fanno parte del nostro bagaglio ancestrale. C. G. Jung e Pauli, uno degli scopritori della fisica quantistica, nel saggio sulla sincronicità trattano il tema riguardante i fenomeni a-causali, che esulano dalla causa\effetto. Mi riferisco a eventi particolari, che a volte nella vita ci sorprendono. Apri a caso! Il caso non esiste prende spunto da questo tema. E tratta la possibilità di far coesistere l’idea del caso con la sua negazione, come le particelle nella fisica quantistica. Il libro richiede di essere letto aprendo a caso, ponendo una domanda e cercando una risposta dal testo, un segno che affiori dall’inconscio. Si tratta di un gioco molto simile all’I-Ching, o Libro dei Mutamenti, molto apprezzato da Jung. Il lettore avrà inoltre il piacere della lettura di un testo che gioca con l’arte e con le tematiche dell’oltre».

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    Questo Marcovaldo non è una persona semplice. Non può più dirsi genuino. Solo qualche volta è solidale. Vive su internet ma non disdegna la strada. Se va in campagna o in montagna si sente come nella grande città, fuori luogo. È un personaggio delle fiabe ma si meraviglia dell’ordinario e non del magico, incespica nelle parole ma non si lascia sopraffare dalla propaganda o dagli abra-cadabra. Questa capacità di sorprendere se stesso trasforma ogni malinteso in un’avventura, così ogni capitolo è la storia dell’incontro con qualcuno o qualcosa a cui, sbadatamente, Marcovaldo non aveva mai pensato.

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    C’era tre volte Marcovaldo di: Massimo De Micco  12,00

    Questo Marcovaldo non è una persona semplice. Non può più dirsi genuino. Solo qualche volta è solidale. Vive su internet ma non disdegna la strada. Se va in campagna o in montagna si sente come nella grande città, fuori luogo. È un personaggio delle fiabe ma si meraviglia dell’ordinario e non del magico, incespica nelle parole ma non si lascia sopraffare dalla propaganda o dagli abra-cadabra. Questa capacità di sorprendere se stesso trasforma ogni malinteso in un’avventura, così ogni capitolo è la storia dell’incontro con qualcuno o qualcosa a cui, sbadatamente, Marcovaldo non aveva mai pensato.

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    Edizione originale americana: Contraband of Hoopoe, Omnidawn, 2014.

    Traduzione di Anna Aresi.

    A cura di Edoardo Olmi e Andrea Sirotti.

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    Contrabbando di upupe di: Ewa Chruściel  15,00

    Edizione originale americana: Contraband of Hoopoe, Omnidawn, 2014.

    Traduzione di Anna Aresi.

    A cura di Edoardo Olmi e Andrea Sirotti.

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    Valutato 5.00 su 5
    Il labirinto di: Hasan Atiya Al Nassar  12,00
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    Una raccolta poetica, due autori: Roberto Crinò e Matteo Maxia.

    «Il più grande merito di questi monili poetici è quello di agitare il terreno sottostante le nostre certezze, quelle che abbiamo costruito e volontariamente cementificato per aggrapparci a fragili illusioni. Maxia e Crinò, architetti di bellezza, destano da questo torpore dello spirito e provano, con successo, a offrirci altri orizzonti oltre i confini stabiliti, per prenderci cura della nostra fragile umanità» – Maresa Schembri

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    Il monile di Ashtart di: Matteo Maxia, Roberto Crinò,  12,00

    Una raccolta poetica, due autori: Roberto Crinò e Matteo Maxia.

    «Il più grande merito di questi monili poetici è quello di agitare il terreno sottostante le nostre certezze, quelle che abbiamo costruito e volontariamente cementificato per aggrapparci a fragili illusioni. Maxia e Crinò, architetti di bellezza, destano da questo torpore dello spirito e provano, con successo, a offrirci altri orizzonti oltre i confini stabiliti, per prenderci cura della nostra fragile umanità» – Maresa Schembri

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    La nuova raccolta poetica di Jonathan Rizzo.

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    La giovinezza e altre rose sfiorite di: Jonathan Rizzo  12,00

    La nuova raccolta poetica di Jonathan Rizzo.

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    «Jonathan Rizzo non è poeta che si lascia imbrigliare dalle facili maglie di una critica letteraria, men che meno da quelle di una breve introduzione alla sua raccolta Le scarpe del flâneur. La sua è una poesia corporale, della presenza, del suo farsi e del suo dirsi, per poi disfarsi nel vortice degli attimi da vivere fino in fondo. Forse il futuro e il tempo ci restituiranno lo sguardo prospettico in grado di analizzare il poeta unicamente per i suoi scritti. Oggi vale la pena “godersi” appieno tutta la vitalità e la corporalità di un poeta fuori dagli schemi e che sa di esserlo».

    Marco Incardona

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    Le scarpe del flâneur di: Jonathan Rizzo  12,00

    «Jonathan Rizzo non è poeta che si lascia imbrigliare dalle facili maglie di una critica letteraria, men che meno da quelle di una breve introduzione alla sua raccolta Le scarpe del flâneur. La sua è una poesia corporale, della presenza, del suo farsi e del suo dirsi, per poi disfarsi nel vortice degli attimi da vivere fino in fondo. Forse il futuro e il tempo ci restituiranno lo sguardo prospettico in grado di analizzare il poeta unicamente per i suoi scritti. Oggi vale la pena “godersi” appieno tutta la vitalità e la corporalità di un poeta fuori dagli schemi e che sa di esserlo».

    Marco Incardona

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    Luminol giunge dopo quasi otto anni dall’ultima pubblicazione. Si compone di quattro sezioni, ovvero: Luminol, che dà anche il titolo all’intera raccolta, ed è più filosofica, quella che va a circumnavigare intorno all’Essere e al suo agire, per mezzo di una efficace lente investigativa, rappresentata dalla poesia. Limes, è la sezione di più stretta attualità. Essa pone in risalto, in tutti i suoi aspetti, il fenomeno sociale della migrazione dai Paesi del terzo mondo: fenomeno storico e ineludibile che investe e investirà l’Occidente tutto e la sua cultura. Stanze carsiche, invece, è una sezione più prettamente autobiografica: per la prima volta, nel suo svolgersi poetico, a essere messo in risalto è l’autore stesso, per mezzo dei suoi pensieri, dei suoi ricordi, delle sue speranze. Vi è una quarta e brevissima sezione, poi, dal titolo Stagionatura, la quale si compone di sole quattro immagini poetiche a guisa di haiku, che suggerirebbero le quattro stagioni della vita: infanzia, giovinezza, maturità, vecchiaia.

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    Luminol di: Giovanni Abbate  12,00

    Luminol giunge dopo quasi otto anni dall’ultima pubblicazione. Si compone di quattro sezioni, ovvero: Luminol, che dà anche il titolo all’intera raccolta, ed è più filosofica, quella che va a circumnavigare intorno all’Essere e al suo agire, per mezzo di una efficace lente investigativa, rappresentata dalla poesia. Limes, è la sezione di più stretta attualità. Essa pone in risalto, in tutti i suoi aspetti, il fenomeno sociale della migrazione dai Paesi del terzo mondo: fenomeno storico e ineludibile che investe e investirà l’Occidente tutto e la sua cultura. Stanze carsiche, invece, è una sezione più prettamente autobiografica: per la prima volta, nel suo svolgersi poetico, a essere messo in risalto è l’autore stesso, per mezzo dei suoi pensieri, dei suoi ricordi, delle sue speranze. Vi è una quarta e brevissima sezione, poi, dal titolo Stagionatura, la quale si compone di sole quattro immagini poetiche a guisa di haiku, che suggerirebbero le quattro stagioni della vita: infanzia, giovinezza, maturità, vecchiaia.

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