Saggistica (13)

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    Storie, aneddoti, riflessioni e suggerimenti per vivere al meglio, traendo qualcosa di positivo da ogni esperienza anche triste o logorante. Il messaggio dell’autore è un messaggio universale, che rivela un profondo amore per la vita e per il prossimo e auspica un’apertura dei popoli sulla via del multiculturalismo. Oumar Syr Sene prende in considerazione diversi casi e vite che possano donare al lettore un insegnamento profondo e tocca argomenti importanti e senza tempo come la religione, la nostalgia, l’amore, il perdono, fino ad arrivare ai temi caldi per la società attuale, come la violenza sulle donne e la guerra. Sfogliando le pagine di questo libro, passiamo dal caso della morte di Amy Winehouse alla storia di un cardinale che scopre di avere un figlio, dalle pene di un uomo distrutto per la fine della sua storia d’amore alla vicenda di un ragazzo che inizia a conoscere il nonno attraverso i suoi scritti, che finiscono per trasmettergli la nostalgia per una terra mai vista, la Sicilia.

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    Confidenze di: Oumar Syr Sene  12,00

    Storie, aneddoti, riflessioni e suggerimenti per vivere al meglio, traendo qualcosa di positivo da ogni esperienza anche triste o logorante. Il messaggio dell’autore è un messaggio universale, che rivela un profondo amore per la vita e per il prossimo e auspica un’apertura dei popoli sulla via del multiculturalismo. Oumar Syr Sene prende in considerazione diversi casi e vite che possano donare al lettore un insegnamento profondo e tocca argomenti importanti e senza tempo come la religione, la nostalgia, l’amore, il perdono, fino ad arrivare ai temi caldi per la società attuale, come la violenza sulle donne e la guerra. Sfogliando le pagine di questo libro, passiamo dal caso della morte di Amy Winehouse alla storia di un cardinale che scopre di avere un figlio, dalle pene di un uomo distrutto per la fine della sua storia d’amore alla vicenda di un ragazzo che inizia a conoscere il nonno attraverso i suoi scritti, che finiscono per trasmettergli la nostalgia per una terra mai vista, la Sicilia.

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    Piccola personale lezione di… poesia

    Questo libro ha come argomento la poesia e questo già potrebbe produrre una certa diffusa ritrosia a sfogliarlo. In realtà, non è una raccolta di testi poetici, pur citandone alcuni, ma una proposta di percezione più vicina e familiare del testo poetico. Non è però neppure un saggio e vaga tra passaggi narrativi attraverso memorie personali, musica, affettività, passato e attualità. Ha come destinatari finali i ragazzi delle scuole medie e superiori, ma attraverso gli adulti: docenti, studenti universitari e anche coloro che seguono oggi i ragazzi o ritornano in un tempo più maturo a riaccordare qualche nota poetica trattenuta e conservata. Suggerisce qualche metodo forse artigianale, dove fondamenti formativi si intrecciano con vissuto professionale e umano dell’autore, a contatto coi ragazzi per molti anni come docente; ma solo perché, in questo modo, si possa meglio cogliere l’essenza intuitiva di un verso. Forse è un testo dedicato ai ragazzi per essere stato ragazzo, in un tempo diverso, chi l’ha scritto e per aver avuto l’occasione di trascorrerne tanto a cogliere quello di diverse generazioni. Forse perché la poesia è in loro e fa parte della loro vita, più di quanto essi stessi e noi adulti pensiamo. Forse perché c’è poesia, come impressione immaginaria e vera, anche quando in noi e nel mondo tace o è accantonata.

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    E cielo e terra si mostro qual era di: Luigi Chiavarone  12,00

    Piccola personale lezione di… poesia

    Questo libro ha come argomento la poesia e questo già potrebbe produrre una certa diffusa ritrosia a sfogliarlo. In realtà, non è una raccolta di testi poetici, pur citandone alcuni, ma una proposta di percezione più vicina e familiare del testo poetico. Non è però neppure un saggio e vaga tra passaggi narrativi attraverso memorie personali, musica, affettività, passato e attualità. Ha come destinatari finali i ragazzi delle scuole medie e superiori, ma attraverso gli adulti: docenti, studenti universitari e anche coloro che seguono oggi i ragazzi o ritornano in un tempo più maturo a riaccordare qualche nota poetica trattenuta e conservata. Suggerisce qualche metodo forse artigianale, dove fondamenti formativi si intrecciano con vissuto professionale e umano dell’autore, a contatto coi ragazzi per molti anni come docente; ma solo perché, in questo modo, si possa meglio cogliere l’essenza intuitiva di un verso. Forse è un testo dedicato ai ragazzi per essere stato ragazzo, in un tempo diverso, chi l’ha scritto e per aver avuto l’occasione di trascorrerne tanto a cogliere quello di diverse generazioni. Forse perché la poesia è in loro e fa parte della loro vita, più di quanto essi stessi e noi adulti pensiamo. Forse perché c’è poesia, come impressione immaginaria e vera, anche quando in noi e nel mondo tace o è accantonata.

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    Esimdé è una raccolta di reportage geopoetici che Christian Eccher ha scritto per quotidiani e riviste serbi e italiani. Al centro dell’attenzione del reporter ci sono i paesi del Caucaso, dell’Asia Centrale e di alcune regioni della Federazione Russa quasi sconosciute in Occidente, che costituiscono il punto di incontro di popoli e culture, l’incrocio fra Oriente e Occidente, la faglia di scontro fra imperi ormai scomparsi ma ancora presenti nell’immaginario collettivo delle genti protagoniste indiscusse di questo libro. Terre di frontiera, come di frontiera è la scrittura dell’autore, a cavallo fra reportage giornalistico e prosa d’autore, fra descrizione analitica e letteratura.


    Esimdé. Né Oriente né Occidente di: Christian Eccher  15,00

    Esimdé è una raccolta di reportage geopoetici che Christian Eccher ha scritto per quotidiani e riviste serbi e italiani. Al centro dell’attenzione del reporter ci sono i paesi del Caucaso, dell’Asia Centrale e di alcune regioni della Federazione Russa quasi sconosciute in Occidente, che costituiscono il punto di incontro di popoli e culture, l’incrocio fra Oriente e Occidente, la faglia di scontro fra imperi ormai scomparsi ma ancora presenti nell’immaginario collettivo delle genti protagoniste indiscusse di questo libro. Terre di frontiera, come di frontiera è la scrittura dell’autore, a cavallo fra reportage giornalistico e prosa d’autore, fra descrizione analitica e letteratura.

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    Giaime Pintor (1919-1943), morto a soli ventiquattro anni a causa di una mina, divenne presto simbolo di quei giovani che, maturati sotto il fascismo, si trovarono nel 1943 a dover scegliere da quale parte stare. Accompagnato da un profilo critico, il volume ne ripercorre la vita, sottolineando come ancora oggi Pintor sia al centro di un forte dibattito capace di coinvolgere non soltanto la sua persona, ma una intera generazione di antifascisti del dopoguerra. Questa nuova edizione presenta Il sangue d’Europa, collezione degli scritti letterari e politici, insieme al raro saggio su Nietzsche destinato all’introduzione di Considerazioni sulla storia, tradotto dalla cugina Lia Pinna Pintor.

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    Il sangue d’Europa. Scritti politici e letterari di: Giaime Pintor, Andrea Comincini,  15,00

    Giaime Pintor (1919-1943), morto a soli ventiquattro anni a causa di una mina, divenne presto simbolo di quei giovani che, maturati sotto il fascismo, si trovarono nel 1943 a dover scegliere da quale parte stare. Accompagnato da un profilo critico, il volume ne ripercorre la vita, sottolineando come ancora oggi Pintor sia al centro di un forte dibattito capace di coinvolgere non soltanto la sua persona, ma una intera generazione di antifascisti del dopoguerra. Questa nuova edizione presenta Il sangue d’Europa, collezione degli scritti letterari e politici, insieme al raro saggio su Nietzsche destinato all’introduzione di Considerazioni sulla storia, tradotto dalla cugina Lia Pinna Pintor.

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    Il pensiero caraibico in cinque saggi di autori fondamentali della letteratura mondiale quali Kamau Brathwaite (Frost Medal 2015), Derek Walcott (premio Nobel 1992), Alejo Carpentier (iniziatore del Realismo Magico), Édouard Glissant (uno dei maggiori scrittori e intellettuali francesi ed europei). Un lavoro di curatela e traduzione meticoloso portato avanti da Andrea Gazzoni.

    Kamau Brathwaite, Missile e capsula: due paradigmi
    Derek Walcott, Il Caraibi: cultura o imitazione?
    Alejo Carpentier, Il barocco e il reale meraviglioso
    Édouard Glissant La via che stormisce: in silenzio
    Édouard Glissant, Niente è vero, tutto è vivente

    La civiltà europea negli ultimi cinquecento anni ha esportato e imposto a tutti i mondi terrestri di rinunciare a sé stessi, violentando e “modernizzando” il profilo del mondo. Modernizzazione è il termine che usano alcune civiltà resistenti e capaci di camminare sulla propria strada, per mostrare gli effetti della penetrazione della modernità europea nelle loro civiltà ancestrali e viventi. Pensiamo alla Cina e al Giappone. Il resto della modernità europea è la storia planetaria e truce cadenzata nella sequenza “conquista-occupazione-civilizzazione”. Gli africani anglofoni studiano Shakespeare e Newton e le Americhe parlano in inglese, in francese, in spagnolo, in portoghese, in olandese, e nelle loro università studiano Cicerone, Machiavelli e Heidegger. Intanto, noialtri europei continuiamo ad essere abbastanza certi che il mondo è un luogo grande e pericoloso sì, ma che è stato ingentilito ed educato dai gesuiti e dai generali militari, dai professori e dagli scienziati europei. La Civiltà caraibica – che nessuno chiama civiltà – vive in un grande anfiteatro terraqueo dentro la Conca del Caribe, dove la Corrente del Golfo parte per mitigare il clima dell’Inghilterra, e l’arcipelago con le isole, da quelle grandi a quelle piccole, disegna il profilo di un vero “regno di questo mondo”, un luogo in comune pieno di diversità e di pensiero. Oltre che di paesaggi irruenti, di musiche, di zucchero e tabacco, da Cuba e Haiti alle minuscole Santa Lucia e Antigua. Il pensiero caraibico non è quello dei filosofi, ma quello dei poeti e dei musici che creano la cosmovisione e il fervore della loro perfetta novità, senza Aristotele e le Muse. Un fervore che include nella corrente le genti i poeti e i musici. Dai Caraibi e dalla loro creolizzazione del mondo viene un grande insegnamento civile. Cominciamo a frequentarlo. Ecco il pensiero del libro di Andrea Gazzoni. Che ci avvicina al dolore e all’ardore degli Antillani. Il pensiero caraibico, oggi, propone una educazione transculturale per arrivare a pensare con il mondo. Anche a noialtri europei.

     

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    Pensiero caraibico di: AA. VV., Andrea Gazzoni,  12,00  10,00

    Il pensiero caraibico in cinque saggi di autori fondamentali della letteratura mondiale quali Kamau Brathwaite (Frost Medal 2015), Derek Walcott (premio Nobel 1992), Alejo Carpentier (iniziatore del Realismo Magico), Édouard Glissant (uno dei maggiori scrittori e intellettuali francesi ed europei). Un lavoro di curatela e traduzione meticoloso portato avanti da Andrea Gazzoni.

    Kamau Brathwaite, Missile e capsula: due paradigmi
    Derek Walcott, Il Caraibi: cultura o imitazione?
    Alejo Carpentier, Il barocco e il reale meraviglioso
    Édouard Glissant La via che stormisce: in silenzio
    Édouard Glissant, Niente è vero, tutto è vivente

    La civiltà europea negli ultimi cinquecento anni ha esportato e imposto a tutti i mondi terrestri di rinunciare a sé stessi, violentando e “modernizzando” il profilo del mondo. Modernizzazione è il termine che usano alcune civiltà resistenti e capaci di camminare sulla propria strada, per mostrare gli effetti della penetrazione della modernità europea nelle loro civiltà ancestrali e viventi. Pensiamo alla Cina e al Giappone. Il resto della modernità europea è la storia planetaria e truce cadenzata nella sequenza “conquista-occupazione-civilizzazione”. Gli africani anglofoni studiano Shakespeare e Newton e le Americhe parlano in inglese, in francese, in spagnolo, in portoghese, in olandese, e nelle loro università studiano Cicerone, Machiavelli e Heidegger. Intanto, noialtri europei continuiamo ad essere abbastanza certi che il mondo è un luogo grande e pericoloso sì, ma che è stato ingentilito ed educato dai gesuiti e dai generali militari, dai professori e dagli scienziati europei. La Civiltà caraibica – che nessuno chiama civiltà – vive in un grande anfiteatro terraqueo dentro la Conca del Caribe, dove la Corrente del Golfo parte per mitigare il clima dell’Inghilterra, e l’arcipelago con le isole, da quelle grandi a quelle piccole, disegna il profilo di un vero “regno di questo mondo”, un luogo in comune pieno di diversità e di pensiero. Oltre che di paesaggi irruenti, di musiche, di zucchero e tabacco, da Cuba e Haiti alle minuscole Santa Lucia e Antigua. Il pensiero caraibico non è quello dei filosofi, ma quello dei poeti e dei musici che creano la cosmovisione e il fervore della loro perfetta novità, senza Aristotele e le Muse. Un fervore che include nella corrente le genti i poeti e i musici. Dai Caraibi e dalla loro creolizzazione del mondo viene un grande insegnamento civile. Cominciamo a frequentarlo. Ecco il pensiero del libro di Andrea Gazzoni. Che ci avvicina al dolore e all’ardore degli Antillani. Il pensiero caraibico, oggi, propone una educazione transculturale per arrivare a pensare con il mondo. Anche a noialtri europei.

     

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