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    La nuova raccolta poetica di Daniele Vaira.

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    Abbracci storti di: Daniele Vaira  12,00

    La nuova raccolta poetica di Daniele Vaira.

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    La nuova raccolta poetica di Claudio Fabbri.

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    Accampamento spagnolo di: Claudio Fabbri  12,00

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    La nuova, sorprendente, raccolta poetica di Matteo Maxia.

    «Matteo rifugge il clamore dei click, delle emoticon, degli status chiassosi e gridati: di fronte alla velocità, alla bulimia di scrittura, al pop alla moda di certa poesia, si chiude in sé. Ed è qui, nel suo io più profondo, che trova la forza per ricercare la bellezza e l’universalità dei sentimenti, esigendo il tempo della riflessione e dell’elaborazione di un pensiero critico su questo nostro tempo, senza facili dicotomie, senza la costruzione di un nemico a ogni costo».

    • Dalla prefazione di Ciro Auriemma

    «Ho letto e riletto queste poesie che non si consumano e ad ogni lettura mi hanno indicato differenti  prospettive per osservarle e specchiarmici. Per entrarci dentro serve un poco di coraggio: si percepiscono pericoli, primo fra tutti quello di scoprire che nulla è come sembra o come dovrebbe essere. Se volete definizioni certe e rassicurazioni, se nella poesia cercate conferme a ciò che già sapete o credete di sapere, le poesie di Matteo non fanno per voi. Ma se vi è rimasto un poco dell’esploratore che eravate da bambini, allora avete trovato il libro giusto».

    • Dalla postfazione di Alessandra Fanti

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    Al bivio del tempo di: Matteo Maxia  12,00

    La nuova, sorprendente, raccolta poetica di Matteo Maxia.

    «Matteo rifugge il clamore dei click, delle emoticon, degli status chiassosi e gridati: di fronte alla velocità, alla bulimia di scrittura, al pop alla moda di certa poesia, si chiude in sé. Ed è qui, nel suo io più profondo, che trova la forza per ricercare la bellezza e l’universalità dei sentimenti, esigendo il tempo della riflessione e dell’elaborazione di un pensiero critico su questo nostro tempo, senza facili dicotomie, senza la costruzione di un nemico a ogni costo».

    • Dalla prefazione di Ciro Auriemma

    «Ho letto e riletto queste poesie che non si consumano e ad ogni lettura mi hanno indicato differenti  prospettive per osservarle e specchiarmici. Per entrarci dentro serve un poco di coraggio: si percepiscono pericoli, primo fra tutti quello di scoprire che nulla è come sembra o come dovrebbe essere. Se volete definizioni certe e rassicurazioni, se nella poesia cercate conferme a ciò che già sapete o credete di sapere, le poesie di Matteo non fanno per voi. Ma se vi è rimasto un poco dell’esploratore che eravate da bambini, allora avete trovato il libro giusto».

    • Dalla postfazione di Alessandra Fanti
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    Un’assenza ha un corpo ben definito, organi interni pulsanti che la fanno vivere e rivivere, quotidianamente e nel ricordo. Ha una pelle e un odore, vasi sanguigni e terminazioni nervose. L’assenza è un dialogo: assenza di senso, di significato, di comprensione. È una comunicazione che non si da tra due presenti, ma solo tra un presente e un assente. C’è un “tu” detto solo in sua assenza.

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    Anatomia di un’assenza di: Elena Ramella  12,00

    Un’assenza ha un corpo ben definito, organi interni pulsanti che la fanno vivere e rivivere, quotidianamente e nel ricordo. Ha una pelle e un odore, vasi sanguigni e terminazioni nervose. L’assenza è un dialogo: assenza di senso, di significato, di comprensione. È una comunicazione che non si da tra due presenti, ma solo tra un presente e un assente. C’è un “tu” detto solo in sua assenza.

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    «Questo libro nasce dopo un lungo viaggio attraverso l’arte. Ho incontrato Carl Gustav Jung nel mio percorso, mi ha insegnato l’opportunità creativa della trasformazione. Nelle stanze del libro l’intento è quello di esprimere attraverso la poesia, l’inconscio personale e collettivo. Di interagire con le opere d’arte stesse ed il lettore. La filosofia, i miti, i simboli e la fisica, fanno parte del nostro bagaglio ancestrale. C. G. Jung e Pauli, uno degli scopritori della fisica quantistica, nel saggio sulla sincronicità trattano il tema riguardante i fenomeni a-causali, che esulano dalla causa\effetto. Mi riferisco a eventi particolari, che a volte nella vita ci sorprendono. Apri a caso! Il caso non esiste prende spunto da questo tema. E tratta la possibilità di far coesistere l’idea del caso con la sua negazione, come le particelle nella fisica quantistica. Il libro richiede di essere letto aprendo a caso, ponendo una domanda e cercando una risposta dal testo, un segno che affiori dall’inconscio. Si tratta di un gioco molto simile all’I-Ching, o Libro dei Mutamenti, molto apprezzato da Jung. Il lettore avrà inoltre il piacere della lettura di un testo che gioca con l’arte e con le tematiche dell’oltre».

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    Apri a caso! Il caso non esiste di: Gabriella Becherelli  14,00

    «Questo libro nasce dopo un lungo viaggio attraverso l’arte. Ho incontrato Carl Gustav Jung nel mio percorso, mi ha insegnato l’opportunità creativa della trasformazione. Nelle stanze del libro l’intento è quello di esprimere attraverso la poesia, l’inconscio personale e collettivo. Di interagire con le opere d’arte stesse ed il lettore. La filosofia, i miti, i simboli e la fisica, fanno parte del nostro bagaglio ancestrale. C. G. Jung e Pauli, uno degli scopritori della fisica quantistica, nel saggio sulla sincronicità trattano il tema riguardante i fenomeni a-causali, che esulano dalla causa\effetto. Mi riferisco a eventi particolari, che a volte nella vita ci sorprendono. Apri a caso! Il caso non esiste prende spunto da questo tema. E tratta la possibilità di far coesistere l’idea del caso con la sua negazione, come le particelle nella fisica quantistica. Il libro richiede di essere letto aprendo a caso, ponendo una domanda e cercando una risposta dal testo, un segno che affiori dall’inconscio. Si tratta di un gioco molto simile all’I-Ching, o Libro dei Mutamenti, molto apprezzato da Jung. Il lettore avrà inoltre il piacere della lettura di un testo che gioca con l’arte e con le tematiche dell’oltre».

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    La nuova raccolta poetica di Eugenio Patanè.

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    Birifrangenze di: Eugenio Patanè  12,00

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    C’è una poesia progressista e sempre coraggiosa, ma non ferma o viziata avulsa e prospettica, rintanata e spaparanzata comoda tra i velluti, sulla carta: poesia della vita che nasce dalla vita, schietta e istintiva, accelerata romantica al massimo grado, ma anche, talvolta, scorata e inasprita, scettica a iosa, dubbiosa che la gentilezza sia la regola, la prima norma sensibile – e non invece l’eccezione, bistrattata e invisa… Poesia all’aria aperta, aperta al vento, piena di vento, ventosa sempre di parole ed emozioni.

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    Black and white di: Giampaolo Bellucci  12,00

    C’è una poesia progressista e sempre coraggiosa, ma non ferma o viziata avulsa e prospettica, rintanata e spaparanzata comoda tra i velluti, sulla carta: poesia della vita che nasce dalla vita, schietta e istintiva, accelerata romantica al massimo grado, ma anche, talvolta, scorata e inasprita, scettica a iosa, dubbiosa che la gentilezza sia la regola, la prima norma sensibile – e non invece l’eccezione, bistrattata e invisa… Poesia all’aria aperta, aperta al vento, piena di vento, ventosa sempre di parole ed emozioni.

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    La nuova raccolta poetica di Giuseppe Settanni.

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    Blu di: Giuseppe Settanni  12,00

    La nuova raccolta poetica di Giuseppe Settanni.

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     “Bosnia, appunti di viaggio e altre poesie” di Paolo M. Rocco, è il viaggio (nel significato del nostoi, ricerca di conoscenza e veicolo d’esperienza), nellavita e della vita tra realtà, percezione, visionarietà. Le poesie di Paolo M. Rocco si costituiscono, inoltre, in percorso iniziatico, indagine, quindi, anche interiore, e topos della scoperta di un esule nella contemporaneità che disumanizza e parcellizza l’esistenza. Non è uno spazio di fuga, allora, ma di autentica libertà nel corpo a corpo con la coscienza della crisi della nostra epoca, e spazio di verità nel tentativo di ridestare – come ha scritto con una felice intuizione Al J. Moran nella presentazione del primo libro dell’Autore “I Canti” – la scintilla di sacro che è in ognuno. Parola, paesaggio, pensiero si aprono al disvelamento e il viaggio diventa metafora della vicenda umana, laddove non c’è naufragio, non c’è sconfitta finché l’uomo, l’essere, riesca a ritrovarsi. Una metafora che emerge nel suono stesso della lingua che conferisce alle parole peso: nella musicalità del ritmo e del riverbero sonoro che innervano i versi e testimoniano – risolvendosi nella funzione fonosimbolica – di una intensità che assegna ancor più potenza alle parole, un surplus di significato nelle sue metafore e simboli come invito a percepire una verità celata e che alla precarietà di una desolante condizione umana traghettata nel principio del mare o di un fiume o di un canale, accompagna il bagaglio di memorie, sentimenti, pensieri del viaggiatore che tenta di uscire dalla finitezza della realtà per tornare all’infinito. Che sia l’anima dell’essere e del mondo – dicono queste poesie – a rianimare l’elaborazione di un pensiero sull’esistenza, e sulla natura, poiché anche nel momento in cui la potenza sensoriale si sublima in un’astrazione – conoscibile, come idea/noumeno, solo attraverso l’azione dell’intelletto e del pensiero – essa non perde l’àncora del suo legame con il mondo, non nega quella realtà ma suggerisce uno spazio di autenticità che la realtà, oggi, non sembra contemplare.

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    Bosnia. Appunti di viaggio e altre poesie di: Paolo Maria Rocco  15,00

     “Bosnia, appunti di viaggio e altre poesie” di Paolo M. Rocco, è il viaggio (nel significato del nostoi, ricerca di conoscenza e veicolo d’esperienza), nellavita e della vita tra realtà, percezione, visionarietà. Le poesie di Paolo M. Rocco si costituiscono, inoltre, in percorso iniziatico, indagine, quindi, anche interiore, e topos della scoperta di un esule nella contemporaneità che disumanizza e parcellizza l’esistenza. Non è uno spazio di fuga, allora, ma di autentica libertà nel corpo a corpo con la coscienza della crisi della nostra epoca, e spazio di verità nel tentativo di ridestare – come ha scritto con una felice intuizione Al J. Moran nella presentazione del primo libro dell’Autore “I Canti” – la scintilla di sacro che è in ognuno. Parola, paesaggio, pensiero si aprono al disvelamento e il viaggio diventa metafora della vicenda umana, laddove non c’è naufragio, non c’è sconfitta finché l’uomo, l’essere, riesca a ritrovarsi. Una metafora che emerge nel suono stesso della lingua che conferisce alle parole peso: nella musicalità del ritmo e del riverbero sonoro che innervano i versi e testimoniano – risolvendosi nella funzione fonosimbolica – di una intensità che assegna ancor più potenza alle parole, un surplus di significato nelle sue metafore e simboli come invito a percepire una verità celata e che alla precarietà di una desolante condizione umana traghettata nel principio del mare o di un fiume o di un canale, accompagna il bagaglio di memorie, sentimenti, pensieri del viaggiatore che tenta di uscire dalla finitezza della realtà per tornare all’infinito. Che sia l’anima dell’essere e del mondo – dicono queste poesie – a rianimare l’elaborazione di un pensiero sull’esistenza, e sulla natura, poiché anche nel momento in cui la potenza sensoriale si sublima in un’astrazione – conoscibile, come idea/noumeno, solo attraverso l’azione dell’intelletto e del pensiero – essa non perde l’àncora del suo legame con il mondo, non nega quella realtà ma suggerisce uno spazio di autenticità che la realtà, oggi, non sembra contemplare.

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