Echos (60)

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    La squadra si chiama Save the Youths, “Salvate i giovani”. Gioca in Terza categoria, a Fermo, nelle Marche, provincia felix prima della crisi del distretto calzaturiero più famoso del mondo, trentacinquemila abitanti e centoquaranta richiedenti asilo. Nel 2016 un delitto terribile e razzista, quello di Emmanuel, un profugo nigeriano e cattolico, ucciso con un pugno da un italiano. I calciatori africani della Save the Youths hanno attraversato il deserto, sono passati dalle prigioni della Libia e poi hanno fatto la traversata in mare con il barcone. Come Alhagie Fofana detto “Barbadillo”, gambiano, muratore, che ha dovuto fare due volte il viaggio nel canale di Sicilia. Ha visto morire nella stiva quarantasette persone. Questa è la storia di una squadra precaria per definizione – tre di loro sono partiti per l’estero a metà stagione dopo le restrizioni nella concessione della protezione umanitaria – che è anche un racconto della provincia italiana nell’epoca dei porti chiusi e del rancore verso gli immigrati.

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    Mare fermo di: Guy Chiappaventi  12,00

    La squadra si chiama Save the Youths, “Salvate i giovani”. Gioca in Terza categoria, a Fermo, nelle Marche, provincia felix prima della crisi del distretto calzaturiero più famoso del mondo, trentacinquemila abitanti e centoquaranta richiedenti asilo. Nel 2016 un delitto terribile e razzista, quello di Emmanuel, un profugo nigeriano e cattolico, ucciso con un pugno da un italiano. I calciatori africani della Save the Youths hanno attraversato il deserto, sono passati dalle prigioni della Libia e poi hanno fatto la traversata in mare con il barcone. Come Alhagie Fofana detto “Barbadillo”, gambiano, muratore, che ha dovuto fare due volte il viaggio nel canale di Sicilia. Ha visto morire nella stiva quarantasette persone. Questa è la storia di una squadra precaria per definizione – tre di loro sono partiti per l’estero a metà stagione dopo le restrizioni nella concessione della protezione umanitaria – che è anche un racconto della provincia italiana nell’epoca dei porti chiusi e del rancore verso gli immigrati.

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    Quando Giovanna, medico, decide di aderire al progetto di volontariato Mare nostrum, volto al salvataggio nel Mediterraneo delle imbarcazioni di profughi che intraprendono il “viaggio della speranza”, non sa minimamente cosa aspettarsi da quell’esperienza. Catapultata fin da subito in tragiche azioni di soccorso, si trova a guardare con i propri occhi quello che prima aveva visto solo attraverso le immagini diffuse dalla tv e dal web, e ne esce profondamente sconvolta. Da un lato uomini e donne “costretti” nei luoghi comuni della nostra società a lavorare cambiando continuamente prospettive; dall’altro centinaia di migranti, con le loro storie e loro vite.

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    Mare Nostrum di: Diego Romeo  12,00  10,00

    Quando Giovanna, medico, decide di aderire al progetto di volontariato Mare nostrum, volto al salvataggio nel Mediterraneo delle imbarcazioni di profughi che intraprendono il “viaggio della speranza”, non sa minimamente cosa aspettarsi da quell’esperienza. Catapultata fin da subito in tragiche azioni di soccorso, si trova a guardare con i propri occhi quello che prima aveva visto solo attraverso le immagini diffuse dalla tv e dal web, e ne esce profondamente sconvolta. Da un lato uomini e donne “costretti” nei luoghi comuni della nostra società a lavorare cambiando continuamente prospettive; dall’altro centinaia di migranti, con le loro storie e loro vite.

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    Ascanio se ne va. Ma non sta scappando. Vuole solo rimettere in moto una vita che, senza alcun preavviso, ha smesso di funzionare. E allora lascia le sue amate montagne, i suoi ruoli – così ingiustamente maltrattati – di sindaco, di marito e di padre, e va via. Ha bisogno di riprendere fiato, di capire come possa qualcosa di così grave per lui non essere poi la fine del mondo per gli altri. Ma farlo lo obbligherà a una faticosa resa dei conti, a un duro faccia a faccia con le sue stesse azioni.

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    Non è poi la fine del mondo di: Lorenzo Galantino  12,00

    Ascanio se ne va. Ma non sta scappando. Vuole solo rimettere in moto una vita che, senza alcun preavviso, ha smesso di funzionare. E allora lascia le sue amate montagne, i suoi ruoli – così ingiustamente maltrattati – di sindaco, di marito e di padre, e va via. Ha bisogno di riprendere fiato, di capire come possa qualcosa di così grave per lui non essere poi la fine del mondo per gli altri. Ma farlo lo obbligherà a una faticosa resa dei conti, a un duro faccia a faccia con le sue stesse azioni.

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    Michele forse ha dimenticato di essere un pittore. È un italiano che si accontenta della propria deriva, una pensione da ex archivista. Jeanette entra, inaspettata, nella commedia mediocre di un uomo mediocre: offre la sua nudità a Michele, tutti i giorni, mentre lui resta stupito, immobile per ore, di fronte al mistero di una forma che è vita e bellezza. Ma Michele custodisce il segreto di un compito, che Jeanette comprende e direziona: riuscire a ritrarla. Intorno a questa dimensione segreta e apparentemente ambi- gua, in cui lei offre il suo corpo e lui il suo sguardo, gira un piccolo mondo di gente grottesca, invidiosa e ostile, che non comprende il mistero dei due e riduce la loro relazione a una tresca marginale. Nessuno s’immagina che quella presenza femminile, inattuale quanto bella e sapiente, è come un crivello nell’anima di Michele, che lo porterà alla consapevolezza della propria disperazione e alla redenzione artistica. In questo romanzo breve e intenso, la pittura si fa narrazione, ricerca drammatica del Bello tra forma e intenzione, tra dono e fatica. Una ricerca che, naufragando, apre a un’altra salvezza possibile.

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    Ombre nude di: Giovanni Nuti  12,00

    Michele forse ha dimenticato di essere un pittore. È un italiano che si accontenta della propria deriva, una pensione da ex archivista. Jeanette entra, inaspettata, nella commedia mediocre di un uomo mediocre: offre la sua nudità a Michele, tutti i giorni, mentre lui resta stupito, immobile per ore, di fronte al mistero di una forma che è vita e bellezza. Ma Michele custodisce il segreto di un compito, che Jeanette comprende e direziona: riuscire a ritrarla. Intorno a questa dimensione segreta e apparentemente ambi- gua, in cui lei offre il suo corpo e lui il suo sguardo, gira un piccolo mondo di gente grottesca, invidiosa e ostile, che non comprende il mistero dei due e riduce la loro relazione a una tresca marginale. Nessuno s’immagina che quella presenza femminile, inattuale quanto bella e sapiente, è come un crivello nell’anima di Michele, che lo porterà alla consapevolezza della propria disperazione e alla redenzione artistica. In questo romanzo breve e intenso, la pittura si fa narrazione, ricerca drammatica del Bello tra forma e intenzione, tra dono e fatica. Una ricerca che, naufragando, apre a un’altra salvezza possibile.

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    Torna in libreria il romanzo-rivelazione di Roberto Aprile.

    «Porco di mare» appartiene senza dubbio al genere letterario dell’esplorazione dell’animo umano. Il viaggio e la metamorfosi sono espedienti che l’autore utilizza, con ironia ed eleganza, per rendere l’idea senza tempo del disadattamento dell’uomo nei confronti della propria natura e dei vincoli morali. In questo caso lo scarafaggio kafkiano è un porco di mare dalle fattezze umane, mentre il viaggio omerico parte e si conclude, nei primi anni del Novecento, nella sonnolenta cittadina greca di Preveza, un borgo di pescatori affacciato sulle rive del mar Ionio. Avventura, surrealismo e puntualissime citazioni letterarie, uno stile elegante, sospeso tra letteratura dell’assurdo, psicanalisi e fantasia rendono Porco di mare un’opera assolutamente originale. L’arma dell’ironia, presente in tutta l’opera, consente all’autore di sdrammatizzare le situazioni più angoscianti, rendendo gradevole e appassionante il libro. La storia, costruita con esemplare abilità, si risolve in un doppio e imprevedibile finale.

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    Porco di Mare di: Roberto Aprile  15,00

    Torna in libreria il romanzo-rivelazione di Roberto Aprile.

    «Porco di mare» appartiene senza dubbio al genere letterario dell’esplorazione dell’animo umano. Il viaggio e la metamorfosi sono espedienti che l’autore utilizza, con ironia ed eleganza, per rendere l’idea senza tempo del disadattamento dell’uomo nei confronti della propria natura e dei vincoli morali. In questo caso lo scarafaggio kafkiano è un porco di mare dalle fattezze umane, mentre il viaggio omerico parte e si conclude, nei primi anni del Novecento, nella sonnolenta cittadina greca di Preveza, un borgo di pescatori affacciato sulle rive del mar Ionio. Avventura, surrealismo e puntualissime citazioni letterarie, uno stile elegante, sospeso tra letteratura dell’assurdo, psicanalisi e fantasia rendono Porco di mare un’opera assolutamente originale. L’arma dell’ironia, presente in tutta l’opera, consente all’autore di sdrammatizzare le situazioni più angoscianti, rendendo gradevole e appassionante il libro. La storia, costruita con esemplare abilità, si risolve in un doppio e imprevedibile finale.

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