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    Roberta è una studiosa dello scioglimento dei ghiacciai. Ha un marito, una figlia, una vita serena. Quando le viene proposto di girare un porno, accetta senza esitare. Roberta non parla, non si confida, non cerca consenso né disapprovazione, non fa dichiarazioni politiche, non chiede scusa, non chiede niente. Nei tempi del #metoo e del revenge porn, Roberta sceglie di farsi sbattere da tre uomini davanti a una telecamera. Mentre il mondo intorno a lei frana, e i ghiacciai continuano silenziosi a scivolare.

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    Lo scioglimento dei ghiacci di: Valerio Cruciani  15,00

    Roberta è una studiosa dello scioglimento dei ghiacciai. Ha un marito, una figlia, una vita serena. Quando le viene proposto di girare un porno, accetta senza esitare. Roberta non parla, non si confida, non cerca consenso né disapprovazione, non fa dichiarazioni politiche, non chiede scusa, non chiede niente. Nei tempi del #metoo e del revenge porn, Roberta sceglie di farsi sbattere da tre uomini davanti a una telecamera. Mentre il mondo intorno a lei frana, e i ghiacciai continuano silenziosi a scivolare.

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    Finalmente in Italia l’opera poetica di Jean-Claude Izzo, giallista francese tra i più affascinanti del secondo Novecento. Lo scrittore che ha “inventato” il noir mediterraneo e che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo.

    La voce di Jean-Claude Izzo arriva dal Mediterraneo. «Isola» di acque e terre dalle molteplici civiltà, culture, lingue, di contraddizioni, naufragi e sbarchi, di paure e sbarramenti, di accoglienze e passaggi, – purtroppo oggi ancor più dolorosamente evidenti, – di cui lo stesso poeta esplicita e rivendica, in modo inequivocabile, la sua appartenenza. Izzo, tenendo per mano le due sponde – Oriente e Occidente –, attraverso la poesia diventa «mano tesa fra rive senza ponte». L’opera poetica di Jean-Claude Izzo è pressoché sconosciuta in Italia, e a parte la traduzione di qualche poesia a cura di Luigi Bernardi nel bel volume di Stefania Nardini, Jean-Claude Izzo. Storia di un marsigliese e di qualche altra traduzione sparsa nell’etere è ricordato soprattutto come giallista, l’inventore del noir mediterraneo – la cosiddetta «trilogia marsigliese» composta dai noir: Casino totale, Chourmo. Il cuore di Marsiglia, e Solea – come giornalista, sceneggiatore e per il suo costante e intenso impegno politico. Ma è con la poesia che Jean-Claude Izzo inizia e conclude il suo cammino e d’altronde, anche il nome del suo famoso poliziotto, Fabio Montale, è un omaggio alla poesia (e alle sue origini italiane).

    Traduzione di Annalisa Comes

    Illustrazioni di Jacques Ferrandez

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    Lontano da ogni riva di: Jean-Claude Izzo  12,00

    Finalmente in Italia l’opera poetica di Jean-Claude Izzo, giallista francese tra i più affascinanti del secondo Novecento. Lo scrittore che ha “inventato” il noir mediterraneo e che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo.

    La voce di Jean-Claude Izzo arriva dal Mediterraneo. «Isola» di acque e terre dalle molteplici civiltà, culture, lingue, di contraddizioni, naufragi e sbarchi, di paure e sbarramenti, di accoglienze e passaggi, – purtroppo oggi ancor più dolorosamente evidenti, – di cui lo stesso poeta esplicita e rivendica, in modo inequivocabile, la sua appartenenza. Izzo, tenendo per mano le due sponde – Oriente e Occidente –, attraverso la poesia diventa «mano tesa fra rive senza ponte». L’opera poetica di Jean-Claude Izzo è pressoché sconosciuta in Italia, e a parte la traduzione di qualche poesia a cura di Luigi Bernardi nel bel volume di Stefania Nardini, Jean-Claude Izzo. Storia di un marsigliese e di qualche altra traduzione sparsa nell’etere è ricordato soprattutto come giallista, l’inventore del noir mediterraneo – la cosiddetta «trilogia marsigliese» composta dai noir: Casino totale, Chourmo. Il cuore di Marsiglia, e Solea – come giornalista, sceneggiatore e per il suo costante e intenso impegno politico. Ma è con la poesia che Jean-Claude Izzo inizia e conclude il suo cammino e d’altronde, anche il nome del suo famoso poliziotto, Fabio Montale, è un omaggio alla poesia (e alle sue origini italiane).

    Traduzione di Annalisa Comes

    Illustrazioni di Jacques Ferrandez

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    La squadra si chiama Save the Youths, “Salvate i giovani”. Gioca in Terza categoria, a Fermo, nelle Marche, provincia felix prima della crisi del distretto calzaturiero più famoso del mondo, trentacinquemila abitanti e centoquaranta richiedenti asilo. Nel 2016 un delitto terribile e razzista, quello di Emmanuel, un profugo nigeriano e cattolico, ucciso con un pugno da un italiano. I calciatori africani della Save the Youths hanno attraversato il deserto, sono passati dalle prigioni della Libia e poi hanno fatto la traversata in mare con il barcone. Come Alhagie Fofana detto “Barbadillo”, gambiano, muratore, che ha dovuto fare due volte il viaggio nel canale di Sicilia. Ha visto morire nella stiva quarantasette persone. Questa è la storia di una squadra precaria per definizione – tre di loro sono partiti per l’estero a metà stagione dopo le restrizioni nella concessione della protezione umanitaria – che è anche un racconto della provincia italiana nell’epoca dei porti chiusi e del rancore verso gli immigrati.

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    Mare fermo di: Guy Chiappaventi  12,00

    La squadra si chiama Save the Youths, “Salvate i giovani”. Gioca in Terza categoria, a Fermo, nelle Marche, provincia felix prima della crisi del distretto calzaturiero più famoso del mondo, trentacinquemila abitanti e centoquaranta richiedenti asilo. Nel 2016 un delitto terribile e razzista, quello di Emmanuel, un profugo nigeriano e cattolico, ucciso con un pugno da un italiano. I calciatori africani della Save the Youths hanno attraversato il deserto, sono passati dalle prigioni della Libia e poi hanno fatto la traversata in mare con il barcone. Come Alhagie Fofana detto “Barbadillo”, gambiano, muratore, che ha dovuto fare due volte il viaggio nel canale di Sicilia. Ha visto morire nella stiva quarantasette persone. Questa è la storia di una squadra precaria per definizione – tre di loro sono partiti per l’estero a metà stagione dopo le restrizioni nella concessione della protezione umanitaria – che è anche un racconto della provincia italiana nell’epoca dei porti chiusi e del rancore verso gli immigrati.

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    Prenota la tua copia, il libro è in uscita per il 3 giugno.

    Fermati per un po’, non troppo e non troppo poco, affitta una stanza in cui ci sia una grande finestra con vista sul porto da cui si possa scorgere anche il mare e guarda. All’altezza del molo 23, in un porto di una città come tante, un universo di solitudini si sfiorano incoscienti della natura banale del male. Alcune vite raccontano attraverso le loro miserie una storia che vede tutti protagonisti e al contempo sfondo, una storia il cui eroe è l’occhio che osserva alla ricerca di “essere e sentire”.

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    Molo 23 di: Carlotta Rondana  12,00

    Prenota la tua copia, il libro è in uscita per il 3 giugno.

    Fermati per un po’, non troppo e non troppo poco, affitta una stanza in cui ci sia una grande finestra con vista sul porto da cui si possa scorgere anche il mare e guarda. All’altezza del molo 23, in un porto di una città come tante, un universo di solitudini si sfiorano incoscienti della natura banale del male. Alcune vite raccontano attraverso le loro miserie una storia che vede tutti protagonisti e al contempo sfondo, una storia il cui eroe è l’occhio che osserva alla ricerca di “essere e sentire”.

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    Questa pubblicazione raccoglie quindici storie raccontate da diversi protagonisti: famiglie affidatarie, famiglie solidali, bambini e ragazzi che hanno ricevuto il dono di una famiglia, fratelli e sorelle affidatarie. Ognuno di loro si è messo in gioco, ancora una volta, donando con grande generosità la propria intima esperienza di vita, riportando anche dettagli molto personali e dolorosi. Ogni storia narra una specifica fase del percorso di affido e di accoglienza, si parte dall’attesa della proposta di abbinamento fino ad arrivare al momento, spesso temuto, della separazione. L’ordine delle storie raccontate, pertanto, non è casuale ma è un viaggio a tappe alla scoperta dell’affido e della solidarietà familiare. Un’immersione profonda nelle emozioni più vere e autentiche… In alcuni momenti vi sembrerà quasi di poterle sentire. Le storie che leggerete, legate l’una all’altra da un filo rosso, possiedono una potenza e una bellezza capace di toccare le corde più intime del cuore. Vi sorprenderete a sorridere, a piangere, a provare gioia, tenerezza, stupore. Ad accompagnarvi nella lettura ci saranno anche delle immagini, illustrazioni ispirate dalle diverse testimonianze che speriamo possano condurvi a un’esperienza ancora più piena e profonda.

    A cura di Movimento Famiglie Affidatarie e Solidali

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    Nati nel cuore di: AA. VV.  10,00

    Questa pubblicazione raccoglie quindici storie raccontate da diversi protagonisti: famiglie affidatarie, famiglie solidali, bambini e ragazzi che hanno ricevuto il dono di una famiglia, fratelli e sorelle affidatarie. Ognuno di loro si è messo in gioco, ancora una volta, donando con grande generosità la propria intima esperienza di vita, riportando anche dettagli molto personali e dolorosi. Ogni storia narra una specifica fase del percorso di affido e di accoglienza, si parte dall’attesa della proposta di abbinamento fino ad arrivare al momento, spesso temuto, della separazione. L’ordine delle storie raccontate, pertanto, non è casuale ma è un viaggio a tappe alla scoperta dell’affido e della solidarietà familiare. Un’immersione profonda nelle emozioni più vere e autentiche… In alcuni momenti vi sembrerà quasi di poterle sentire. Le storie che leggerete, legate l’una all’altra da un filo rosso, possiedono una potenza e una bellezza capace di toccare le corde più intime del cuore. Vi sorprenderete a sorridere, a piangere, a provare gioia, tenerezza, stupore. Ad accompagnarvi nella lettura ci saranno anche delle immagini, illustrazioni ispirate dalle diverse testimonianze che speriamo possano condurvi a un’esperienza ancora più piena e profonda.

    A cura di Movimento Famiglie Affidatarie e Solidali

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    Informare è un servizio, comunicare è un desiderio. Dovere di chi fa informazione è quello di narrare i fatti nel modo più distaccato e oggettivo possibile e a farlo dovrebbero essere esclusivamente i membri qualificati di un ordine professionale. Chi comunica lo fa invece con chiaro intento di veicolare un messaggio – non un fatto –, con meccanismi propri del commercio e non del servigio. Internet e i social media si prestano con tutta la loro potenza e versatilità alla diffusione di dicerie spacciandole per fatti, camuffando fonti e argomentazioni a supporto e rendendo sempre più difficile per l’utente finale districarsi tra il vero e il falso. Le bufale non sono certo invenzione della contemporaneità, sono antiche quanto il mondo, a cambiare è solo il mezzo di diffusione, molto più efficace e virale, privo di qualsivoglia filtro e fuggevole anche ai tentativi del legislatore.

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    Non è vero ma ci credo di: Alessio Sperati  12,00

    Informare è un servizio, comunicare è un desiderio. Dovere di chi fa informazione è quello di narrare i fatti nel modo più distaccato e oggettivo possibile e a farlo dovrebbero essere esclusivamente i membri qualificati di un ordine professionale. Chi comunica lo fa invece con chiaro intento di veicolare un messaggio – non un fatto –, con meccanismi propri del commercio e non del servigio. Internet e i social media si prestano con tutta la loro potenza e versatilità alla diffusione di dicerie spacciandole per fatti, camuffando fonti e argomentazioni a supporto e rendendo sempre più difficile per l’utente finale districarsi tra il vero e il falso. Le bufale non sono certo invenzione della contemporaneità, sono antiche quanto il mondo, a cambiare è solo il mezzo di diffusione, molto più efficace e virale, privo di qualsivoglia filtro e fuggevole anche ai tentativi del legislatore.

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    Michele forse ha dimenticato di essere un pittore. È un italiano che si accontenta della propria deriva, una pensione da ex archivista. Jeanette entra, inaspettata, nella commedia mediocre di un uomo mediocre: offre la sua nudità a Michele, tutti i giorni, mentre lui resta stupito, immobile per ore, di fronte al mistero di una forma che è vita e bellezza. Ma Michele custodisce il segreto di un compito, che Jeanette comprende e direziona: riuscire a ritrarla. Intorno a questa dimensione segreta e apparentemente ambi- gua, in cui lei offre il suo corpo e lui il suo sguardo, gira un piccolo mondo di gente grottesca, invidiosa e ostile, che non comprende il mistero dei due e riduce la loro relazione a una tresca marginale. Nessuno s’immagina che quella presenza femminile, inattuale quanto bella e sapiente, è come un crivello nell’anima di Michele, che lo porterà alla consapevolezza della propria disperazione e alla redenzione artistica. In questo romanzo breve e intenso, la pittura si fa narrazione, ricerca drammatica del Bello tra forma e intenzione, tra dono e fatica. Una ricerca che, naufragando, apre a un’altra salvezza possibile.

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    Ombre nude di: Giovanni Nuti  12,00

    Michele forse ha dimenticato di essere un pittore. È un italiano che si accontenta della propria deriva, una pensione da ex archivista. Jeanette entra, inaspettata, nella commedia mediocre di un uomo mediocre: offre la sua nudità a Michele, tutti i giorni, mentre lui resta stupito, immobile per ore, di fronte al mistero di una forma che è vita e bellezza. Ma Michele custodisce il segreto di un compito, che Jeanette comprende e direziona: riuscire a ritrarla. Intorno a questa dimensione segreta e apparentemente ambi- gua, in cui lei offre il suo corpo e lui il suo sguardo, gira un piccolo mondo di gente grottesca, invidiosa e ostile, che non comprende il mistero dei due e riduce la loro relazione a una tresca marginale. Nessuno s’immagina che quella presenza femminile, inattuale quanto bella e sapiente, è come un crivello nell’anima di Michele, che lo porterà alla consapevolezza della propria disperazione e alla redenzione artistica. In questo romanzo breve e intenso, la pittura si fa narrazione, ricerca drammatica del Bello tra forma e intenzione, tra dono e fatica. Una ricerca che, naufragando, apre a un’altra salvezza possibile.

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    Torna in libreria il romanzo-rivelazione di Roberto Aprile.

    «Porco di mare» appartiene senza dubbio al genere letterario dell’esplorazione dell’animo umano. Il viaggio e la metamorfosi sono espedienti che l’autore utilizza, con ironia ed eleganza, per rendere l’idea senza tempo del disadattamento dell’uomo nei confronti della propria natura e dei vincoli morali. In questo caso lo scarafaggio kafkiano è un porco di mare dalle fattezze umane, mentre il viaggio omerico parte e si conclude, nei primi anni del Novecento, nella sonnolenta cittadina greca di Preveza, un borgo di pescatori affacciato sulle rive del mar Ionio. Avventura, surrealismo e puntualissime citazioni letterarie, uno stile elegante, sospeso tra letteratura dell’assurdo, psicanalisi e fantasia rendono Porco di mare un’opera assolutamente originale. L’arma dell’ironia, presente in tutta l’opera, consente all’autore di sdrammatizzare le situazioni più angoscianti, rendendo gradevole e appassionante il libro. La storia, costruita con esemplare abilità, si risolve in un doppio e imprevedibile finale.

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    Porco di Mare di: Roberto Aprile  15,00

    Torna in libreria il romanzo-rivelazione di Roberto Aprile.

    «Porco di mare» appartiene senza dubbio al genere letterario dell’esplorazione dell’animo umano. Il viaggio e la metamorfosi sono espedienti che l’autore utilizza, con ironia ed eleganza, per rendere l’idea senza tempo del disadattamento dell’uomo nei confronti della propria natura e dei vincoli morali. In questo caso lo scarafaggio kafkiano è un porco di mare dalle fattezze umane, mentre il viaggio omerico parte e si conclude, nei primi anni del Novecento, nella sonnolenta cittadina greca di Preveza, un borgo di pescatori affacciato sulle rive del mar Ionio. Avventura, surrealismo e puntualissime citazioni letterarie, uno stile elegante, sospeso tra letteratura dell’assurdo, psicanalisi e fantasia rendono Porco di mare un’opera assolutamente originale. L’arma dell’ironia, presente in tutta l’opera, consente all’autore di sdrammatizzare le situazioni più angoscianti, rendendo gradevole e appassionante il libro. La storia, costruita con esemplare abilità, si risolve in un doppio e imprevedibile finale.

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    Nel gergo poliziesco, un culocaldo è un sospettato di terrorismo. Victor Gell, sbirro di periferia in un sonnecchioso distretto di Londra, un giorno trova nel suo ufficio il detective Oliver Outeberry, dei Servizi dell’Antiterrorismo. È lì per un’indagine su due nuovi culicaldi venuti fuori dal nulla, i fratelli Akram, due ragazzi pakistani del suo distretto. Immigrati di seconda generazione, sradicati, idealisti, e, apparentemente, con qualche grillo di troppo per la testa. L’indagine sui fratelli Akram porterà i due agenti dentro le rivoluzioni solitarie dei suburbi multietnici della grande metropoli, tra musicisti da garage, piccoli spacciatori, e fan di Guerre stellari, tutti legati da una voglia preoccupante di fede e di martirio.

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    Sbirri e culicaldi di: Stefano Talone  16,00

    Nel gergo poliziesco, un culocaldo è un sospettato di terrorismo. Victor Gell, sbirro di periferia in un sonnecchioso distretto di Londra, un giorno trova nel suo ufficio il detective Oliver Outeberry, dei Servizi dell’Antiterrorismo. È lì per un’indagine su due nuovi culicaldi venuti fuori dal nulla, i fratelli Akram, due ragazzi pakistani del suo distretto. Immigrati di seconda generazione, sradicati, idealisti, e, apparentemente, con qualche grillo di troppo per la testa. L’indagine sui fratelli Akram porterà i due agenti dentro le rivoluzioni solitarie dei suburbi multietnici della grande metropoli, tra musicisti da garage, piccoli spacciatori, e fan di Guerre stellari, tutti legati da una voglia preoccupante di fede e di martirio.

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    Per queste Scissure ci si aggira attoniti, sconcertati dal profilo inedito con cui le cose si presentano agli occhi, con l’evidenza e il fascino di una prima scoperta, come se contemplate nel primo giorno della creazione. Una caleidoscopica fuga di mirabili evocazioni. Dopo qualche passo lungo le pagine, ci si avvede che non s’incontreranno ‘storie’, ma che la Storia è un tessuto di bagliori e di enigmi, di semplici occorrenze di quotidiano, che a schegge ci entrano di volo negli occhi e nel cuore. E il lettore ha il compito (non facile, e però accattivante) di ricondurre il tutto a comprensione – esattamente come è chiamato a fare, giorno per giorno, con la sua stessa vita.

    Dopo sette anni di attesa, il nuovo libro di Luigi Manzi, uno dei maggiori poeti del nostro tempo.

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    Scissure di: Luigi Manzi  15,00

    Per queste Scissure ci si aggira attoniti, sconcertati dal profilo inedito con cui le cose si presentano agli occhi, con l’evidenza e il fascino di una prima scoperta, come se contemplate nel primo giorno della creazione. Una caleidoscopica fuga di mirabili evocazioni. Dopo qualche passo lungo le pagine, ci si avvede che non s’incontreranno ‘storie’, ma che la Storia è un tessuto di bagliori e di enigmi, di semplici occorrenze di quotidiano, che a schegge ci entrano di volo negli occhi e nel cuore. E il lettore ha il compito (non facile, e però accattivante) di ricondurre il tutto a comprensione – esattamente come è chiamato a fare, giorno per giorno, con la sua stessa vita.

    Dopo sette anni di attesa, il nuovo libro di Luigi Manzi, uno dei maggiori poeti del nostro tempo.

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