Anni acerbi
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Anni acerbi รจ l’ultimo capitolo della trilogia poetica iniziata con La neve in tasca nel 2021 e proseguita con Brina di ieri nel 2023.
Franco Filice ha diretto la biblioteca del Goethe-Institut e insegnato per alcuni anni Lingua e traduzione tedesca allโUniversitร Suor Orsola Benincasa di Napoli. Da molti anni traduce in italiano letteratura di lingua tedesca, prevalentemente narrativa contemporanea. Ha pubblicato un racconto breve, Serenella senza Kafka, allโinterno di Avventure urbane (Edizioni Erranti, 2007) e le raccolte La neve in tasca (Oรจdipus, 2021) e Brina di ieri (Ensemble, 2023) che, con Anni acerbi, formano una trilogia poetica.







Giuseppina –
Ho apprezzato molto la raccolta di di poesie “Anni acerbi'” , in cui l’autore esplora tematiche legate alla crescita, alla memoria e alla riflessione sulle esperienze di vita, con un linguaggio che spesso mescola intensitร emotiva e profonditร filosofica.Un linguaggio diretto il suo, a tratti, crudo, per esplorare temi come lโidentitร , la solitudine, e la ricerca di senso in un mondo che spesso appare caotico. L’approccio poetico di Filice puรฒ essere sia affascinante che sfidante per il lettore, perchรฉ spinge a confrontarsi con emozioni non sempre facili da elaborare.
Alcune poesie ( come “Lacrime trattenute a stento” o “Sulla mia evanescenza”) sembrano piรน dei racconti che delle tradizionali composizioni poetiche: questo perchรฉ l’autore adotta uno stile che fonde elementi poetici con la struttura del racconto, creando un’esperienza di lettura coinvolgente e ricca di emozioni. La forza di quest’opera sta nell’intensitร delle sue immagini e di dare voce a quei momenti di crescita che sono spesso sfuggenti o difficili da esprimere. La scrittura di Felice รจ, quindi, una sorta di viaggio interiore che invita il lettore a riflettere su se stesso, sulle proprie esperienze e sul significato piรน profondo dell’esistenza.
Ringrazio il poeta per avermi donato con le sue poesie momenti di intensa riflessione emotiva!
Maria Francesca Scanga –
Ho letto questa raccolta poetica tutta d’un fiato lasciandomi travolgere dalle emozioni che la scrittura dell’autore suscitava in me.
ร un vero viaggio emozionale a ritroso nel tempo, in cui i ricordi di chi scrive si fondono con quelli di chi legge, tramite una poesia ricca di immagini, di emozioni e di ricordi .
Maria Francesca Scanga –
Ho letto questa raccolta poetica tutta d’un fiato lasciandomi travolgere dalle emozioni che la scrittura dell’autore suscitava in me.
ร un vero viaggio emozionale a ritroso nel tempo, in cui i ricordi di chi scrive si fondono con quelli di chi legge, tramite una poesia ricca di immagini, di emozioni e di ricordi da cui lasciarsi travolgere.
Bruna Paduano –
La raccolta di poesie “Anni acerbi” รจ stata pubblicata nel 2025, a due anni di distanza dall’uscita di “Brina di ieri” e a cinque da quella di “La neve in tasca”, i primi due volumi della trilogia progettata dall’autore e che si realizza con quest’ultima opera.
Il poeta si conferma spietatamente sincero con sรฉ stesso: riconosce le sue fragilitร e le difficoltร che incontra nell’adattarsi alle asprezze della vita e alla prosaicita’ del quotidiano, mentre rivela lo sforzo di salvaguardare la propria individualitร dal temuto appiattimento su logiche che conducono ad una esistenza dalle dinamiche scontate.
A ciรฒ si aggiunge la coscienza dello scorrere inesorabile del tempo, che toglie respiro ai sogni e alle aspirazioni. Il tutto รจ condito dalla consueta, divertita autoironia.
Gli anni acerbi sono quelli dell’infanzia e dell’adolescenza: l’espressione che dร titolo alla raccolta e’ ripetuta i diverse poesie.
Altre parole chiave ricorrenti sono: “estraneitร ”
( come quella che Filice avverte rispetto ai luoghi di origine, dopo le vicende esistenziali che lo hanno condotto ben lontano da essi ); “disincanto” ( di fronte alle illusioni e alle passioni della giovinezza, specialmente quelle amorose ); “dissonanze” ( dolorosamente colte tra il proprio mondo interiore e quello esterno ); ed ancora altri vocaboli significativi in linea con i precedenti: “spaesamento”, “dissolvenza”, “evanescenza”.
Altrettanto frequenti sono certe immagini tratte dal mondo della natura: i fiori di ginestra dal vivido colore giallo, ricordo d’infanzia; la nebbia, annuncio e simbolo di condizioni di incertezza; le nuvole gonfie di pioggia, presagio della fine di un amore o di un’imminente tragedia collettiva causata da fenomeni naturali avversi, ma che avvolgono pure il ricordo di giorni spensierati che non torneranno.
In “Anni acerbi ” riemergono poi temi giร trattati in precedenza, come la stazione ferroviaria, che rimanda a cruciali snodi esistenziali, ed il viaggio in treno, occasione di interessanti incontri occasionali. E se un’attesa interminabile in sala d’aspetto diventa agli occhi del poeta rappresentazione di aspettative deluse e di speranze non realizzate, accade pure che il paesaggio che scorre attraverso i vetri del finestrino dello scompartimento venga divorato con gli occhi da una giovane e bella profuga iraniana, ancora incredula di trovarsi in un mondo ben diverso dal paese d’origine, dove le donne rischiano la vita per non aver indossato il velo correttamente.
Dal punto vista formale in questa raccolta aumentano sensibilmente i versi in rima, i quali conferiscono ritmo e musicalitร alle composizioni.
Prosegue la ricerca di un linguaggio efficace ed originale attraverso l’impiego di termini rari e difficili (“lisergici”), letterari (“diruta”), specialistici (“smarginato”, “inesitati”), regionali e dialettali (“controra”, “arravogliate”, “alluccano”), inventati (“spiantitudine”).
Tra le figure retoriche spicca l’ossimoro (“malinconicamente allegra”, “marginalitร integrata”), mentre abbondano i titoli ad effetto (“Schegge di tempo fuggente”, “La poesia รจ uno strumento diagnostico”, ” Sull’interiorita’ soffia il grecale”, “L’uomo che rubava emozioni”).
In conclusione ricordiamo che Filice individua nella poesia “la sorella gemella della bellezza”.
Poesia e bellezza sono appunto il balsamo che cura e lenisce le ferite interiori.