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    Andrés Neuman

ISBN: 978-88-6881-700-8

Vivere a orecchio

di: Andrés Neuman

In lingua italiana ci sono due espressioni simili e insieme diverse, ma entrambe orientate verso una medesima sfera di significato: “a occhio “ e “a orecchio”. Sono due modi di dire consolidati che, ciascuno a partire dal proprio orizzonte sensoriale, declinano una sorta di “sinestesia” concettuale e fraseologica che allude senza mezzi termini a un orizzonte di precarietà, di soggettività percettiva, di improvvisazione perfino. Si fa qualcosa “a occhio” – per esempio, misurare una distanza o mettere il sale sull’insalata – per indicare l’estrema relatività dell’operazione, un’esperienza condotta in modo estemporaneo, senza alcuna preparazione specifica, senza una qualsiasi istruzione, meno che mai un magistero ad hoc ascoltato e mandato a memoria; tutt’al più un sapere puramente derivato, “orecchiato” appunto, il che ci schiude il territorio altrettanto pericolante della seconda espressione. Sì, perché “a orecchio” si canta e si suona, si allestiscono e ricalcano melodie già sentite, si eseguono spartiti

complessi senza saper leggere la musica, affidandosi all’istinto e, quando va bene, all’intuito, alla predisposizione naturale. Diciamo, insomma, che “a occhio” e “a orecchio” ci si barcamena, ci si arrabatta negli uffici del quotidiano, nel tempo libero e spesso anche nel mestiere; e a volte anche nel più scabroso dei mestieri, quello di vivere, come ci insegna Pavese. È intorno a questa sghemba modalità dell’esistere, a un sostanziale scacco conoscitivo e a un procedere caracollante sui sentieri della (auto)biografia che ruota questa raccolta poetica di Andrés Neuman, intitolata propriamente Vivir de oído: Vivere a orecchio.

Traduzione di Matteo Lefèvre

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L’autore
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(Buenos Aires, 1977)

È uno dei maggiori scrittori argentini della sua generazione. Vive in Spagna da molti anni e ha scritto poesia, narrativa e saggistica. Ha vinto, fra i vari riconoscimenti, il Premio Hiperión de Poesía (2002), il Premio Alfaguara de Novela (2009) e il Premio de la Crítica (2010). In Italia sono stati tradotti diversi suoi romanzi, tra cui Il viaggiatore del secolo, Parlare da soli e Frattura, nonché i racconti di Le cose che non facciamo. Vivere a orecchio è la sua prima raccolta di poesie che si pubblica in Italia.

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“Vivere a orecchio”

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